A Gomez e Co. il +0,8% non va giù

peter gomez

Alla loggia del fango si sa i numeri positivi non piacciono. Travaglio e Co. quando si trovano di fronte a valori positivi ( che non indicano l’aumento delle corruzione, dei furti e della criminalità) rosicano come pannocchie,  avvertono i sintomi dell’orticaria e cominciano a grattarsi freneticamente e l’unico rimedio efficace rimane quello di fare di tutto per ribaltare o reinterpretare tali valori. La regola è sempre la stessa: “tutto va male e se qualcuno dice che va bene non solo non è vero ma è Renzi che mente” (anche se Gomez bisogna dire sembra prendere le distanza da questo tipo di ragionamento) .

L’ultimo caso coinvolge il bello dello fatto quotidiano quello che si pavoneggia per le comparsate al La Gabbia di Paragone (sono soddisfazioni…) e che quando fa un intervento si guarda in giro compiaciuto in attesa dell’applauso della claque.

Tutto parte, come sempre oggi da un tweet dell ISTAT

Come si può notare il tweet è indirizzato proprio al Fatto Quotidiano e questo perchè nei giorni successivi al pubblicazione del famoso e +0,8% del PIL, come dichiara lo stesso Peter Gomez tutti si sono dati molto da fare per ridimensionare se non ribaltare le stime ISTAT. Per la loggia del fango, bisogna ricordare non è un bel momento le cifre rese note dal celebre istituto di statistiche sono state precedute da quelle dell’INPS sul lavoro e anche quelle hanno causato molti mal di pancia in redazione al Fatto. Sta di fatto che Gomez non perde tempo e il 5 Marzo arriva la risposta che suona come il solito “le parole dell’ISTAT confermato quanto da noi scritto”.

Ieri finalmente la verità: il nostro Paese nel 2015 ha incassato un modestissimo 0,6 per cento in più che, nella classifica della crescita,ci fa scivolare al terzultimo posto in Europa. Lo 0,8, ha ammesso l’Istat, era un dato grezzo ed era stato diffuso senza ricordare che lo scorso anno si era lavorato tre giorni in più rispetto al 2014. Un dato oltretutto raggiunto perché le regole dell’Istituto –e va detto universalmente applicate – prevedono l’a r r o t o n d amento al decimale superiore. Un’operazione che aveva fatto diventare 0,8 l’originario 0,759.

In realtà sono le parole di Gomez a Confermare le stime dell’ISTAT compreso il tanto fastidioso 0,8. A pubblicare le correzioni è stato l’ISTAT e non il Fatto Quotidiano o qualche altro presunto presidio di verità e purezza. E subito dopo la notizia è stata riportata anche dall’ANSA. Le correzioni comunque non annullano ne ridimensionano il +0,8%.

Nessuna rettifica quindi allo +0,8% di martedì  perchè è il dato grezzo che conta, non quello “corretto” diffuso questa mattina dall’Istat.

Matteo Renzi può quindi dormire sonni relativamente tranquilli. E al fatto non resta che farsi una bella tisana digestiva alla valeriana.

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