Assolto! L’urlo Chen De Luca colpisce Travaglio e Co! Ora fuggite, sciocchi!

DelucaRenzi

Amici… Ma insomma, che dobbiamo fare? Più che dire l’avevamo detto non possiamo, anzi possiamo.

Hanno riempito pagine e fatto scorrere fiumi di parole inutili. Aria talmente fritta che bastava anche solo toccare una copia del Fatto Quotidiano che si rischiava la lavanda gastrica. Ora è tutto finito e come si dice, tutto è bene quel che finisce bene. De Luca ha dimostrato di aver fatto bene ad attendere che la giustizia facesse il suo corso (lento in italia) intelligentemente non ha mai attaccato giudici e magistratura. Ha sempre proclamato la sua innocenza e denunciato di aver subito un’ingiusta condanna di “tipo linguistico, l’aveva definita.

“Anni di pesante aggressione politica e mediatica, per nulla. Anni di un calvario che avrebbe fatto scoppiare il cuore a chiunque. Abbiamo retto per le profonde motivazioni ideali e morali, e per l’assoluta serenità di coscienza”.  Vincenzo De Luca, commenta a caldo  la sentenza. “Esprimo – aggiunge – il mio rispetto per la magistratura, la cui autonomia è un bene per i cittadini onesti e non un privilegio di alcuni. Il controllo di legalità nei confronti di chiunque è doveroso in democrazia”.

De luca è stato e con lui anche gli altri due imputati nel processo: il dirigente del settore lavori pubblici del Comune di Salerno, Domenico Barletta e il capo staff di De Luca all’epoca dei fatti, Alberto Di Lorenzo (il famoso project manager). A questa vittoria se ne aggiunge un’altra: il  Dissequestro del Crescent il mega complesso edilizio a forma di mezza luna progettato dall’architetto Ricardo Bofil e voluto da Vincenzo De Luca quando era sindaco.

Ora De luca deve solo superare l’ultimo ostacolo: il processo per le presunte irregolarità urbanistiche commesse nella realizzazione properio del Crescent, in cui risultano imputati il governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, insieme ad altre 21 persone. Le prossime udienze del processo sono state fissate al 23 febbraio, il 4 aprile e il 18 aprile.

Il Fatto ancora una volta perde una delle sue battaglie con lancio di zeppole fritte – loro diranno che ad aver perso sono i campani e la Campania ovviamente – e ancora una volta si dimostra quanto siano pretestuosi e mossi solo da un odio cieco e viscerale. De Luca si prende la sua rivincita contro la loggia del fango che ora non potrà dire più nulla – anche se con loro non si può mai sapere, potrebbero persino dire che pure questa sentenza è falsa, viziata o pilotata, come quella della scognamiglio.  Per quanto riguarda noi, che siamo sadici, non potete immaginare quanto avremmo voluto vedere le facce di Travaglio, Gomez, Scanzi e Co.

Fonti autorevoli ci hanno  riportato le reazioni in redazione: Travaglio ha cambiato colore e per un po’ di tempo imprecava in napoletano. Gomez dalla rabbia è diventato addirittura più carino. Scanzi l’anno visto aggirarsi con gli infradito ai piedi mentre ripeteva continuamente “da oggi studio, lo prometto… Da oggi studio lo prometto”. Tecce e Feltri si non lasciati. Padellaro si è ricoverato in clinica, la sua infermiera ha fatto sapere che passa le sue giornate leggendo senilità e ascoltando “siamo una squadra fortissimi” di Zalone. Selvaggia Lucarelli dopo aver visto lo zainetto di Super Mario di suo figlio sulle spalle di un jihadista è andata in analisi. La prima domanda della psicanalista è stata “mi scusi capisco – con non poche difficoltà – Morgan, ma Scanzi…cosa le è passato per la testa?”.  Un intera redazione in preda al  panico insomma.

Tutte le reazioni ci sono sembrate tutto sommato comprensibili, tranne una: Perchè Scanzi ripeteva “da oggi studio lo prometto”? Non riuscivamo a capire cosa c’entrasse con De Luca, così abbiamo pensato riguardasse la recente lite avuta con Luttazzi, ma non era nemmeno questo il motivo. Grazie ai nostri agenti segreti in incognito abbiamo scoperto la verità. In pratica alla redazione del Fatto erano venuti in possesso del famoso Necronomicon, il libro dei morti . Travaglio e Co. volevano lanciare una maledizione per colpire in una volta sola Renzi, la Boschi, Sala e De Luca, ma qualcosa è andato storto.  Per lanciare la maledizione uno della redazione avrebbe dovuto raggiungere il tetto e recitare la formula “Klaatu barada nikto”. Per l’arduo compito era stato scelto proprio Scanzi, che però non aveva studiato e una volta andato sul tetto ha sbagliato la formula dicendo “Fattu cacata nekta” condannando il Fatto a sette anni di balle e sconfitte umilianti.

Vi ricordiamo che domani nei migliori (ma anche i peggiori) negozi di giocattoli potete trovare il mitico DeLucaBrat che potete acquistare anche sul nostro sito a solo 1 milione di sesterzi. Affrettatevi perchè non ne sono rimasti molti!

Per gli amanti della musica invece proponiamo in anteprima mondiale la “DeLucaTunz” da ascoltare e ballare.

 

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