Cantone si fa usare dai sindacati RAI per i loro interessi

usigrai-cantone-dall'ortoCome al solito dobbiamo fare quelli che spigano come stanno realmente le cose perchè i giornali (in questo caso tutti) essendo di pessima qualità tendono a confezionare che invece di spiegare e chiarire confondere il lettore.

L’ANAC, l’autorità anti corruzione presieduta da Raffaele Cantone, ha ravvisato e segnalato delle irregolarità in alcune delle 21 nomine di dirigenti esterni. La notizia ovviamente ha ringalluzzito 5 stelle e relativa pravda che subito hanno fatto rimbalzare la notizia gongolanti e stanno già preparando partecipazioni a programmi tv in cui diranno che la RAI renzizzata non rispetta le regole e viene bacchettata da Cantone.

Facciamo quindi un po’ di chiarezza.

  • L’Usigrai, il sindacato dei giornalisti RAI fa un esposto all’Anac per segnalare irregolarità nelle nomine di dirigenti esterni. A fare il reclamo, quindi, non è un’associazione di cittadini o di utenti ma un sindacato che, pur legittimamente, ha i suoi interessi. Ai giornalisti RAI non sono andate giù le nomine di dirigenti esterni, il posto lo volevano loro e così ecco spiegato il perchè e lo scopo dell’esposto.
  • L’Anac in questo caso si fa usare per una battaglia politica tutta sindacale e segnala la mancata applicazione del “Job Posting” (i classici termini inglesi che la gente non capisce) e il presunto conflitto d’interessi per una nomina (Cso – Direttore Security & Safety). L’Anac scrive che le nomine

rispettano a grandi linee i principi generali dei piani sussistono carenze documentali, specie con riferimento alle fasi di ricognizione interna e della selezione esterna, che non consentono la piena tracciabilità delle attività svolte, con conseguenze negative in termini di trasparenza (…) emerge il mancato rispetto dell’obbligo in base al quale le procedure di reclutamento devono essere avviate sulla base di richieste formalizzate e motivate con la specifica indicazione delle esigenze della società. (…) Ci sono carenze nella tracciabilità dei criteri di selezione e valutazione dei candidati (…) sebbene formalmente richiamate nei documenti ufficiali, risultano documentate formalizzate soltanto in minima parte e secondo modalità non omogenee.

Tradotto la RAI non ha rispettato le norme di trasparenza e non dato la precedenza ai dipendenti (i giornalsiti) interni… come prevede il Job Posting. Ora vi starete chiedendo che diamine sia questo Job Posting.

  • Il Job Posting è un insieme di regole (non molto chiare in verità) che ha l’obbiettivo di rendere trasparente il mercato interno del lavoro e i percorsi di mobilità aziendali. Uno dei rischi del job posting è la gestione della persona che ha ricevuto un feedback negativo sulla propria domanda. È molto importante esplicitare in modo chiaro le motivazioni, altrimenti il rifiuto può portare alla demotivazione. Inoltre, se non viene accuratamente gestito, questo strumento genera tra i collaboratori rivalità interne che potrebbero non giovare al clima organizzativo.
  • Come chiarito dall’Anac stessa, il parere dell’autorità anticorruzione non è vincolante per la Rai e quindi non invalida automaticamente le nomine stesse. l’Autorità non può né valutare “la legittimità o meno delle procedure di assunzione o dei requisiti di partecipazione delle procedure concorsuali” né “la legittimità dell’ammontare degli stipendi”, ma “l’applicazione e l’efficacia” delle misure adottate nei piani anticorruzione Rai. L’Autorità infatti rimette le sue osservazioni “alla valutazione del ministero dell’Economia e delle Finanze, in quanto ministero vigilante”.

Cosa possiamo concludere? Beh, che abbiamo un direttore che non vuole favorire i dipendenti interni a loro volta assunti in passato senza veri meriti e tramite procedure clientelari ma preferisce fare scelte diverse, volte a migliorare la qualità dell’offerta nominando degli esterni. Questo, ovviamente, fa infuriare i dipendenti interni, in particolare i giornalisti che non si sono nemmeno risparmiati le critiche in diretta sui Tg in prima serata, e il conseguente esposto del sindacato dei giornalisti. L’Anac consapevole o meno, invece di non farsi coinvolgere in quella che in sostanza è una disputa sindacale pensa bene di farsi usare e segnala fantomatiche irregolarità per la non applicazione di una insieme di regole alquanto arbitrarie. Il compito dell’Anac dovrebbe, ed è quello di vigilare su violazioni di norme che favoriscano o causino corruzione, clientelismo ecc, ma non certo sostituirsi su una procedure che andrebbe risolta al massimo con un semplice arbitrato. Non c’è stata trasparenza? OK è provata la presenza si corruzione? Ci sono situazioni comprovate che indicano la presenza di rapporti clientelari? No. A noi, modestamente, sembra solo la solita vecchia polemica sindacale motivata da interessi che se ne fregano del bene dell’azienda, la quale viene raccolta dalla politica che strumentalizza e sfrutta queste vicende contro l’avversario politico.

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