Caso Beatrice Di Maio. Bechis, la moglie di Brunetta e il solito trash

beadimaioLo “scoop” del giorno riguarda il caso “Beatrice Di Maio”, il nickname fasullo del famoso account Twitter che, secondo alcune indiscrezioni di stampa (e non de PD o del sottosegretario Luca Lotti), sarebbe “l’account chiave” di una presunta struttura di cyber propaganda del Movimento 5 Stelle per gettare fango sul Partito Democratico. Oggi entra in scena il giornalista Franco Bechis di “Libero” il quale  informa il mondo di aver scoperto che dietro il falso nickname si cela nientemeno che la moglie dell’ex ministro della pubblica amministrazione Renato Brunetta.

Trattare certi argomenti, non lo neghiamo, ci stufa e ci fa sentire ridicoli ma lo facciamo solo per far comprendere come funziona il giornalismo contemporaneo. Andiamo con ordine:

  • Tutto comincia il 7 aprile di quest’anno, quando il sottosegretario a palazzo Chigi Luca Lotti presenta una denuncia contro Beatrice Di Maio (l’account falso) alla procura di Firenze per diffamazione. Secondo Davide Vecchi del Fatto Quotidiano ci sarebbe solo una denuncia ai carabinieri. Sull’account venivano pubblicati tweet che delineavano ipotesi di reati come calunnia e diffamazione o vilipendio alla presidenza della Repubblica. Lotti ha denunciato delle foto che accostavano lui e altri esponenti del PD alla mafia, cosa tra l’altro tipica dei 5 stelle e basta solo riprendere alcune dichiarazioni recenti di esponenti del M5S come Carlo Sibilia per dimostrarlo.  In passato Sibilia arrivò persino a dire che “Uccidere Falcone e Borsellino è stato un atto rivoluzionario” (fu proprio Libero a dare la notizia)
  • Passa del tempo e il 16 Novembre esce questo articolo su “La Stampa” In cui il giornalista Jacopo Iacoboni sostiene che  Beatrice Di Maio si muove dentro quella che sarebbe configurata come una struttura organizzata di “cyber propaganda” atta a danneggiare il partito democratico.
  • Il giorno dopo l’uscita dell’articolo, l’avvocato di Lotti, Alberto Bianchi, smentisce la Twitter-connection grillina. Si trattava, dice, di una semplice denuncia per diffamazione, rivolta esclusivamente a Beatrice Di Maio. Non era ipotizzato alcun collegamento con altri soggetti, né centrali che muovono le fila nell’ombra, né contributi finanziari da qualcuno “dall’alto”.
  • Dopo alcuni fenomeni strani di cui parleremo oggi, arriva la notizia che il giornalista Franco Bechis avrebbe scoperto che dietro il misterioso account ci sia Tommasa Giovannoni Ottaviani, detta Titti. Moglie del capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta, nonché ex ministro della pubblica amministrazione.

La prima considerazione da fare è che la possibilità di creare delle reti eterodirette atte a danneggiare l’avversario o uno schieramento politico esiste, ma allo stesso tempo bisogna dire che tali reti, ammesso che esistano, possono formarsi del tutto spontaneamente.

Il movimento 5 stelle ha creato una rete organizzata per creare consenso e seminare notizie false e bufale al fine di screditare e delegittimare avversari politici? parrebbe di si, e questo sembrerebbe messo in atto e organizzato attraverso la Casaleggio Associati che amministra e gestisce una galassia di siti spazzatura e di propaganda come TzeTze e La Fucina, entrambi di proprietà della Casaleggio Associati.

L’account di Beatrice di Maio in un solo anno di vita era riuscito ad avere circa 15000 followers, e avere più di 5000 tweet. Per farvi capire, noi del Fango Quotidiano esistiamo dal 2014 e, nonostante siamo molto attivi e twittiamo tutti i giorni, siamo appena arrivati 2900 tweet e solo 400 follower (e non facciamo un bel nulla per procurarceli). Un vero record per la moglie di Brunetta, la quale forse dovrebbe seriamente pensare di gestire campagne elettorali, data la bravura nel raccogliere consensi, Un vero talento. Una delle tante cose strane è che la moglie di Brunetta, a quanto pare, è anche una grafica esperta. Infatti molte delle immagini, dei fotomontaggi e delle vignette erano del tutto originali (come le nostre) e fatte con qualità professionale. Questa moglie di Brunetta rimasta sempre all’ombra del marito (non volevamo fare una battuta) è un vero portento. Sa usare i social meglio di Aranzulla, raccoglie più consensi della Meloni e Salvini messi assieme ed è anche una grafica provetta. Wow, vogliamo conoscerla!

Franco Bechis intervista Tutti che dice di essere :

donna e mamma di due ragazzi. Arredatrice di interni…

Alla faccia. Questa riesce a fare la mamma, l’arredatrice, la grafica, la propagandista e pubblicare 5000 tweet in un anno? Ragazzi ma questa non è una donna, è Wonder Woman!

Sul marito Brunetta dice:

Sì,ma lui non c’entra con questa storia. Non ha mai saputo nulla di quello che facevo. Ho deciso da sola di entrare su twitter, di usare ovviamente un nick name…

mmm quindi la super esperta di social network dice di essere “entrata su twitter”. Avremmo capito avesse “detto mi sono iscritta” ma entrata… Cosa poi strana è che per lei è cosa ovvia usare un nome falso (che è di fatto un reato).

Tommasa Giovannoni, moglie di Brunetta (che poverino oltre all’altezza è più piccolo anche nel cognome) esponente di spicco di Forza Italia nonché ex ministro non sceglie “Tommasina”, “Giovanna la pazza”, “Maurizia Gasparra”. No, lei sceglie “Beatrice di Maio” e dice:

A dire il vero l’avevo scelto casualmente, e quando nell’aprile 2015 ho aperto il mio account twitter, non c’erano tanti DiMaio in giro. Ho usato quel cognome perché mi ricorda
una persona cara

Non c’erano molti persone con quel cognome, solo il probabile candidato dei 5stelle alle elezioni politiche, ma ovviamente è solo una coincidenza…

Poi arriva il momento più comico: La rivelazione.

Titti e Renato stanno cenando e guardano Mentana su LA7 (ovviamente, mica guardano il TG1 che è di Renzi…). Renato è scazzato perchè è stato dal pediatra e a lui non piace quando viene minacciato con la siringa se non mangia. Mentana parla della vicenda di Beatrice Di Maio. Titti si sente in colpa e dice a Renato:

Amore, ti dovrei dire una cosa…Sono io Beatrice Di Maio”.

A questo punto si dovrebbe andare a nero e poi al trailer del prossimo episodio ma no, si continua. Brunetta non dice grandissima cretina, ma ti rendi conto di essere le moglie di un ex ministro che si mette a sputtanare e diffamare persino il presidente delle repubblica come una webete qualsiasi, cosa che ricade inevitabilmente su di me. No, Renato la ama, è comprensivo, anzi, è orgoglioso.

Infine passiamo alle stupidaggini del Giornalista Franco Bechis.

Ho davanti a me Beatrice di Maio […] forse all’attenzione della polizia postale, sparita dalla
rete ieri perché ha sospeso il suo account. L’ha fatto dopo che le ho mandato un messaggio privato su twitter, al termine di una lunga ricostruzione, di decine di testimonianze raccolte e ovviamente della soffiata giusta ricevuta.

Secondo Bechis La polizia postale attenziona le persone, passa il suo tempo a monitorare l’attività di centinaia di webeti. Tramite le sue fonti investigative, Bechis sarebbe riuscito a sapere che la procura voleva interrogare Titti. Questo oltre a prefigurare un reato, perchè Bechis sarebbe entrato in possesso di atti investigativi non depositati, quindi segreti (commettendo un illecito), sembra un po’ assurdo. La polizia postale agisce e indaga solo su delega del magistrato o della procura, la quale, in caso di diffamazione non interroga proprio nessuno. Anche in casi estremi di incitamento all’odio razziale o terrorismo semplicemente si trasmette il decreto del magistrato a Twitter che provvede sospendere l’account (la sospensione può anche avvenire da parete di twitter stessa per via di numerose segnalazioni degli utenti). La procura che prove aveva contro Titti? Risalire alla vera identità di un account non è così semplice, specie se si utilizzano mail anonime per l’iscrizione. Persino il tracciamento IP risulta problematico perchè è possibile al massimo risalire all’ISP e non certo all’indirizzo di casa. Non a caso se si prova a tracciare il proprio IP si scopre che viene restituito l’indirizzo del gestore che fornisce il servizio internet (il provider), non certo quello di casa…E può predisporre la sospensione (attenzione, sospensione) di un account solo dopo il decreto del magistrato competente.  Beatrice di Maio non ha sospeso il suo account ma lo ha cancellato. Quindi nessun intervento di terzi. Bechis dice che Titti decide di sospendere (cancellare) l’account dopo una conversazione privata con lui. Beh non abbiamo dubbi che ciò sia vero, bisogna sempre cancellare eventuali prove… La cosa strana è che Mentana, La Stampa e la denuncia di Lotti non spaventano minimamente Titti che continua a tenere attivo l’account. Lei si spaventa dopo il messaggio di Bechis… Ha ragione Bechis è comica la cosa.

Bechis fa anche un video nella sua rubrica L’abitacolo dove dice di fare chiarezza su alcuni aspetti

Parla del Tweet di Brunetta che invita Lotti a ritirare la querela ma dimentica di dire che anche lui ha fatto la medesima richiesta. Brunetta si comprende (sempre dando per vero la vicenda) ma perchè un giornalista dovrebbe andare in soccorso della moglie di Brunetta? non sarebbe meglio fare lo scoop e stupire tutti senza dire nulla?

 

Questo è un appello. Al presidente del Consiglio Matteo Renzi e al suo sottosegretario, Luca Lotti. Così vado subito al sodo: presidente, faccia ritirare quella querela presentata a Firenze nei confronti di Beatrice di Maio, un account twitter che secondo voi è falso e appartiene alla “macchina del fango” del Movimento 5 stelle. Lotti si è offeso- un po’ in ritardo a dire il vero- per un tweet dell’aprile scorso. Adesso lo pubblico, così tutti ci capiamo. Eccolo.

Altra cosa strana è la reazione di Grillo. Quello che fino a ieri diceva che i giornali sono morti i giornalisti sono bugiardi e il mondo sarà dominato dai barbari oggi ringrazia persino Bechis dicendo:

Per concludere, qui non c’è alcun complotto, solo una stupida vicenda che forse ne nasconde una ancora più stupida, magari l’account è stato gestito da più/altre persone (forse anche da Titti) e forse è meglio che la colpa se la prenda Titti… Comunque sia, ancora una volta, ci da la cifra della qualità della politica e del giornalismo italiano (giustamente agli ultimi posti nelle classifiche mondiali).

 

 

 

1 commento

  1. <> ?, Come si puó diffamare qualcuno come il presidente della repubblica mafiosa e corrotta italia? mbo! Ve lo ripeto redattori di questo fango quotif´diano , il ” giornalismo italico é agli ultimi posti di una classifica internazionale, perché quelli che danno notizie in italia sono solo giornalai, molti di loro vengono appellati con il titolo di dott. senza ragione, poi si sá le nullitá italiche si arrapano sopra i titoli, vedi sallusti, Feltri,Belpietro, Facci, e tantissimi altri e altre della Rai e mediaset che non sono altro dei propagandisti della peggior specie, meglio di Goebbels, ah giá con queste possibilitá tecniche e didattiche oggigiorno chiunque puó fare propaganda, e giocare a fare il giornalaio, vedi Ferrara. E il resto dei scribacchini dei cartacei Italiani? meglio non nominare. Un merdaiuolo,come li chiamano al sud, e Lerner, questo é l´incapacitá in persona, regalato alla stampa italica dagli israeliani perché solo su carta staccia e i redazioni italiche si accetta la feccia altrui. Un pó di giornalismo all’orizzonte si vede ogni tanto con la redazione de Il Fatto quotidiano.

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