Caso ineleggibilità Raggi. L’ennesima, tragica barzelletta italiana

contratto_raggiSiamo alle solite. Ancora una volta L’italia sembra mettercela proprio tutta per apparire un paese ridicolo e ai limiti dell’assurdo.

L’avvocato Venerando Monello, colpevole di essere iscritto al PD (quindi, piddino, brutto sporco e cattivo), decide di fare ricorso contro il contratto ridicolo e assurdo firmato da Virginia Raggi prima delle elezioni che l’anno eletta sindaca di Roma (di cui noi abbiamo già parlato in tempi non sospetti). Secondo alcune indiscrezioni di stampa l’avvocato Monello avrebbe agito per conto della senatrice Monica Cirinnà che prima della sentenza (prevista per il 13 gennaio 2017) aveva pubblicato in anticipo una copia originale del suddetto contratto tanto contestato.

La prima sezione del Tribunale civile di Roma, presieduta dal giudice Franca Mangano con la sentenza del 12 gennaio (vedere sotto) ha respinto il ricorso contro il contratto firmato dalla sindaca di Roma con il Movimento 5 Stelle. (Grillo e Casaleggio Jr.).

Leggendo la sentenza si evince che uno dei motivi per i quali è stato respinto il ricorso su Roma riguarda il fatto che non si tratterebbe dello strumento giuridico corretto con cui chiedere la presunta nullità del contratto. Nel provvedimento, si legge che non ricorre

“alcuna delle ipotesi di ineleggibilità tassativamente previste dalla legge”

Quanto al contratto sottoscritto dalla Raggi, secondo i giudici, il ricorrente, l’avvocato Monello,

in quanto soggetto estraneo al Movimento 5 Stelle e non sottoscrittore dell’accordo, non è portatore di un concreto interesse ad agire, giacché dalla rimozione del vincolo non potrebbe derivare alcun effetto nella sua sfera giuridica.

Dunque, concludono i giudici, “la domanda di nullità va dichiarata inammissibile”. Il ricorrente Monello viene condannato al pagamento delle spese processuali, che ammontano a 20.000 euro.

La Cirinnà si difende spiegando che “il fatto che il tribunale non abbia valutato nel merito la validità del contratto lascia aperti tutti i casi di illegale costrizione all’obbedienza, con il conseguente divieto di dissenso, cui sono sottoposti tutti gli eletti M5S in Italia. Stupisce che perfino gli avvocati della sindaca, nella memoria che hanno presentato, avessero comunque ipotizzato che la nullità del Codice di comportamento non avrebbe avuto come conseguenza l’ineleggibilità e la decadenza della Raggi”.

L’avvocato Monello si scaglia contro i giudici:

Non mi aspettavo una ordinanza pilatesca come questa. Si è persa un’occasione di liberare Raggi da un contratto capestro. Nessun giurista potrebbe mai dire che questo è un accordo efficace, altrimenti dovrebbe essere rimandato al primo anno di giurisprudenza

La senatrice Cirinnà, dopo la sentenza, ha dichiarato:

Il fatto che il tribunale non abbia valutato nel merito la validità del contratto lascia aperti tutti i casi di illegale costrizione all’obbedienza, con il conseguente divieto di dissenso, cui sono sottoposti tutti gli eletti M5S in Italia

Davide Casaleggio, invece, nonostante la pubblicazione del contratto incostituzionale dice:

Non esiste alcun contratto tra Raggi e Casaleggio Associati. E sarebbe assurdo che ci fosse. Nel documento vengono nominati Beppe Grillo e lo scomparso Gianroberto Casaleggio, nel loro ruolo di garanti del Movimento 5 Stelle.

Peppe Grillo, a differenza di Davide Casaleggio, non nega l’esistenza del contratto (definito codice di comportamento) e ne rivendica la legittimità.

Ora, per qualche falso giornalista come Marco Travaglio tutta questa vicenda si riduce a un semplice “accordo” (prestate attenzione alla quantità di definizioni che si danno a un documento assurdo) che coloro che decidono “autonomamente” di sottoscrivere devono poi rispettare, come avviene in qualunque club.  Secondo tale ragionamento, se un partito (o moVimento o club o setta che sia) pretende la firma di un documento che prevede punizioni corporali a chi dissente sarebbe comunque legittimo.

Il fatto che giornalisti come Marco Travaglio, che fino a ieri si ergevano a paladini protettori della costituzione, oggi ignorino un contratto incostituzionale che viola l’assenza di vincolo di mandato imperativo è paradossale, ma anche paradigmatico di un giornalismo doppiopesista, schierato e parziale.

La cosa assurda è che un moVimento che si configura come una setta fa firmare un documento senza alcuna validità giuridica e, come detto, anticostituzionale; arriva a governare Roma; nomina indagati corrotti, amici e parenti retribuiti con stipendi stellari; Un avvocato osa fare ricorso e dei giudici incompetenti decidono di legittimare l’assurdo e, per aggiungere beffa al danno, condannano l’avvocato a pagare pure le spese processuali.

Questa è la solita tragica barzeletta italiana

 

 

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