C’è chi lavora è crea lavoro e chi rosica e infanga

farinetti

 

Neanche la fantasia e la bravura di Italo Calvino sarebbero sufficienti a immaginare un pese come l’italia – eppure lui ne aveva immaginate di città invisibili… Per immaginare “il pese impossibile italia” non basta il talento, ci vuole una dose di follia che neanche Erasmo da Rotterdam potrebbe esaltare perchè troppo estrema.  

Nel nostro bel paese impossibile se non fai nulla ti becchi il fango e se fai te ne becchi il doppio, solo perchè hai avuto l’ardire di fare o metterti in gioco. bisogna accettare e rassegnarsi al fatto che ci sono alcune persone che amano (auto)definirsi  giornalisti secondo cui infangare, insultare, prendere in giro ecc. sono diritti fondamentali. Informare è un verbo  superato, noioso, qualcosa che oramai non ha nessuna presa sul popolo pecoreccio italiano.  L’italiano medio ora è un cocktail fatto di rabbia, odio, rosiconeria, invidia, razzismo, una punta di acidità, un litro di ipocrisia e fiumi di ignoranza.  

L’ultimo esempio è la polemica partita dal Fatto quotidiano ( e quando mai…) ai danni del patron di Eataly, Oscar Farinetti. Per la verità Farinetti è oggetto di lanci di fango già da molto tempo (specie da quando è emerso che è amico di Renzi, quindi un nemico dei 5 stelle, quindi un nemico di #Treavagoebbels e Co.) però da quando Farinetti si è aggiudicato uno spazio per realizzare ( i giornali sono molto attenti a specificarne sempre la metratura che sarebbe di 8000 metri quadri) Italy is Eataly che ospiterà 20 ristoranti ognuno con peculiarità e specialità culinarie diverse.  Ma dato che a noi piace fare le cose per bene andiamo con ordine e in modo cronologico:

Partiamo dalle principali accuse e  rivolte dal fatto e in particolare da Travaglio durante una puntata di servizio pubblico ( che ricordiamo a chi non lo sapesse non si tratta di un cesso, anche se gli somiglia molto).

– Farinetti non ha fatto nessuna gara d’appalto 

– Farinetti a ottenuto l’assegnazione perchè amico di Renzi 

– Farinetti non paga gli affitti dei locali delle sedi di Eataly

Tutte accuse succulente per  italiani avidi di cattiveria e rosiconi, specie in tempi in cui la corruzione e l’evasione fiscale sono patologie ormai cronicizzate e apparentemente incurabili.

Prima di tutto bisogna ricordare che Farinetti non ha preso la gestione della ristorazione di EXPO (assegnata alla CIR food) e nemmeno quella del padiglione Italia (assegnata a PECK) . A Eataly è stato assegnato uno spazio (di 8000 metri quadrati) in cui saranno allestiti ristoranti affidati a 100 ristoratori italiani (e non a Farinetti o a Eataly esclusivamente).

Eataly ha ricevuto L’incarico tramite affidamento diretto che #Travaglio e il Fatto hanno difficoltà a capire che è anch’esso un tipo di gara e lo ha detto pure il presiede l’Autorità Nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone.

Travaglio, anche in tv, continua(va) ad accusare e incolpare Farinetti di non aver fatto nessuna gara d’appalto ma Farinetti non aveva nessuna facoltà di decisione in merito ne poteva imporre tale modus operandi. La decisione spettava a Giuseppe Sala, commissario unico di Expo 2015 e amministratore delegato di Expo 2015 S.p.A il quale ha scelto di la soluzione dell’affidamento diretto per via dell’unicità espressa da Eataly.  Forse Travaglio preferiva un’ azienda di fast food come Burghy o simili o preferiva affidare l’esposizione al miglior offerente, ma Sala, legittimamente a fatto un’altra scelta (per fortuna) ha scelto il meglio dell’Italia e Eataly, anche se ai rosiconi da fastidio ammetterlo lo è , non a caso è stata scelta, assieme ad apple  e  tramite assegnazione pubblica senza gara per ospitare uno store di 33000 metri quadrati (altro che 8000) nel complesso del nuovo word trade center. 

Negli usa nessuno ha osato dire” hanno affidato un mega store agli italiani e non agli americani (stile Salvini) o polemizzato sull’aver fatto una gara o meno. Solo in Italia, il paese del qualunque cosa fai ti devo smerdare perchè questo è il mio lovoro.

Farinetti riceve l’assegnazione nel luglio 2013, quindi prima che Renzi diventasse presidente del consiglio e di certo privo di qualsivoglia ed eventuale  potere di influenza su EXPO. Quindi la questione dell’amicizia  con Renzi è una bassezza degna solo dei peggiori giornalisti di Caracas , tipo #TravaGoebbels…

Sui guadagni sono state scritte una serie di fandonie che se avessimo potuto ricevere 1€ per ognuna ora saremmo milionari.  Farinetti guadagnerà (se ci riuscirà) il 25%, il 70% andrà ai ristoratori e il 5% a EXPO, questo è tutto. Solo per raggiungere il pareggio, cioè coprire le spese e non perderci,  Farinetti dovrà arrivare a 20 milioni di fatturato, se poi vuole guadagnarci ne dovrà fare almeno 30.  Non so in quanti avrebbero accettato tali condizioni (noi mai ).

Infine la questione degli affitti che non c’entra con EXPO ma #TravaGoebbels la inserisce giusto per aggiungere un po’ di fango. Quando un comune si trova una ex area industriale in disuso, palazzi inutilizzati e da restaurare si ritrova in un problema enorme perchè le cose sono 2: o riesce a (s)venderlo , o lo restaura e lo riutilizza. La prima opzione oggi è molto rara e certo non dipende dall’amministrazione ma dalle volontà e facoltà di un privato. La seconda, tra patto di stabilità, vincoli, e costi esorbitanti è praticamente impossibile. Ora per i giornalisti alla Travaglio le cose devono restare così, in questo modo possono continuare a indignarsi quando serve e mandare tutti su striscia la notizia che ci fa un bel servizio con Mingo e Fabio o con Brumotti. Farinetti rappresenta una terza opzione davvero vantaggiosa per tutti: quella del privato che dice al comune: ” io restauro e investo di tasca mia, creo 500 posti di lavoro per la comunità e  in cambio chiedo almeno l’esenzione dell’affitto (infondo io investo e restauro e il comune recupera un bene gratuitamente…). Ora cosa CAZZO VOGLIONO TRAVAGLIO E CO. cos’hanno da obbiettare,  perchè non si mettono loro a creare posti di lavoro o fare qualcosa oltre a infangare sputtanare e scrivere un “pezzo” al giorno (sai che fatica).

pareri e opinioni sono sacrosante; critiche e satira sono diritti, ma sputtanare solo per vendere copie o solo per puro gusto o piacere sadico, per distruggere e oscurare tutto ciò che produce la minima luce ci sembra una pratica alquanto deleteria e priva di qualsivoglia utilità o scopo sociale. Non basta che la massima autorità sulla corruzione abbia detto che non ci sono irregolarità, non basta che non ci sono indagini o verifiche in atto, non basta la provata sincerità di un imprenditore. Se si ha interesse a sputtanare e infangare lo si deve fare, sempre e comunque, tanto al massimo si rettifica –  e poi basta pubblicare le controrepliche… Francamente ci sembra che su Farinetti si sita facendo un’operazione di continua diffamazione e delegittimazione. Noi speriamo solo che Farinetti dia un bello schiaffo all’Italia come ha fatto Marchionne e porti Eataly all’estero. Così tutti i disoccupati potranno andare sotto la sede del fatto quotidiano a chiedere come fanno a (dare da) ringraziare del onorevole servizio reso alla comunità.

 

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