Chi dice fate presto attacca i magistrati

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C’è una fiction sulla RAI in cui vengono messe in scena due famiglie, una ordinata rigida, e una sgangherata permissiva ma entrambe vengono legate da una frase: “come fai sbagli”. Nel paese guidato da giornalisti, intellettuali o sedicenti tali questa è una legge, se poi si applica a Renzi si inasprisce e diventa “come parli sbagli”. Se si criticano le sentenze o i magistrati no non va bene, ma se si chiede loro di fare in fretta nemmeno. Dei magistrati, dei giudici e delle sentenze non si deve parlare, può farlo solo Travaglio, lui può dire che coloro che lo hanno giudicato e ritenuto colpevole di diffamzione hanno sbagliato e non hanno capito. Se a dire questa frase

“Ci sono indagini a Potenza con la cadenza delle Olimpiadi e non si è mai arrivati a sentenza. Un paese civile è un paese che va a sentenza”

fosse stato un cialtrone grillino come Di Battista o Di Maio o un esimio ex spia velino delle procure come Travaglio sarebbe stata ritenuta come una verità sacrosanta. Ma se a dire queste parole VERE è Matteo Renzi allora diventa per magia un attacco ai giudici come recita l’inequivocabile il titolo del Fatto Quotidiano

Renzi dichiara guerra ai pm che osano disturbare la Boschi

Marco Lillo sfotte Renzi ridendo del fatto che mentre Renzi sollecitava i giudici a fare presto veniva emessa una sentenza proprio su caso “tempa Rossa”. Si, vero –  Renzi lo dice lui stessi nell’intervento ricordando la sentenza di primo grado (che non è una sentenza definitiva) ma ci ha messo 8 anni ad arrivare… Dobbiamo attendere altri 8 anni per arrivare alle sentenze sui fatti di oggi? E quanto dovremo attendere per sapere la verità sulle misteriose irregolarità delle intercettazioni Renzi-Adonolfi o sulla telefonata crocetta-tutino? Forse sollecitare a fare presto non è mai abbastanza.

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