L’Expo, Farinetti, e il solito fango

farinetti expo

Vorrei che gli italiani, quelli ignoranti che leggono il fatto in particolare, andassero a controllare se nelle passate edizioni dell’Expo (le famose fiere d’esposizione universali) si è mai parlato di appalti… E’ semplicemente ridicolo… questo genere di eventi non è fatto per garantire pluralità o equità partecipativa…
Le fiere dell’esposizione sono nate a fini puramente artistici e stilistici e vi hanno partecipato le migliori o le più innovative menti, personalità e imprese contemporanee all’edizione dell’evento.

All’Expo ci va (come è giusto che sia) solo il meglio e il nuovo… non ci va il più economico o il più grullo, o il più equo… Quelli del fatto e di libero non facciano tanto gli gnorri perchè sanno bene che la natura di quest’evento è differente da altri eventi di questo tipo.

Per capirci, è come se si indisse un concorso pubblico per stabilire quali case discografiche e cantanti partecipano al festival di Sanremo, o quali case di produzione e film partecipano al festival di Venezia; Non si fanno farebbero certo gare d’appalto per scegliere i partecipanti, sarebbe ridicolo…

Ma chi ci doveva andare all’Expo, Burghy? la bettola romagnola? la trattoria la parolaccia a Roma? (magari quella dove mangiavano Buzzi e Co.) il ristorante da Giggino o’ zuzzuso a Sorrento?

Le fiere universali sono quelle che hanno ospitato opere importanti e presenti ancora oggi: La tour Eiffel, il Crystal Palace di Londra, il Royal Exhibition Building di Melbourne e anche cosette italiane come il quartiere EUR di Roma, l’acquario di Genova o il parco sempione di Milano.

Immaginatevi se nel 1887 qualche giornaletto si metteva a denunciare presunte irregolarità nelle aziende che dovevano costruire la Tuor Eiffel scrivendo titoli come “La grande abbuffata di Eiffel…”

E’ vero, nelle vicende di cronaca legate all’Expo e al Mose sono girati molti più soldi rispetto a mafia capitale (cosa che i leghisti e quelli del fatto non dicono).
Ma dare addosso continuamente a Farinetti… Ma trovatevi un nemico vero! Il guaio è che Il Fatto è alla disperata ricerca di un Berlusconi perduto! Questa è la varità.

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