Cosa è successo fra Santoro e Gomez

Oramai Santoro sta lasciando la galassia fangosa del Fatto Quotidiano. Gli manca solo l’atto finale, cosa che non capiamo perchè esita a compiere. Proprio lui che ha contribuito alla nascita (e alla formazione) di una testata giornalistica che in origine era davvero di qualità e che oggi, per tutta un serie di motivazioni delle quali abbiamo più volte parlato, e in testa alle quali c’è la direzione di Travaglio, si è trasformato nella brutta copia di una sito di bufale e fake news grillino tipo tze-tze. Dato che la parte digitale è diretta da Peter Gomez pensavamo che almeno lui riuscisse a distinguersi, ma a quanto pare anche lui si è fatto contagiare dal virus della travaglite. Prima di cominciare premettiamo che noi abbiamo criticato (pesantemente) Santoro in occasione della sua patetica sfuriata contro Dall’Orto e non abbiamo in alcun modo cambiato idea. A noi non piacciono l’ipocrisia e il doppiopesismo. 

Dopo la polemica pre-referendum con Travaglio che Santoro accusò di deriva grillina e mancanza di imparzialità dicendo:

Trovo imbarazzante che tutto il Fatto Quotidiano, fin dentro ai necrologi, sia schierato per il No. È ridicolo. Trovo imbarazzante possedere delle quote di un giornale senza sfumature, che non ha dubbi

Tutte cose che noi ripetiamo da due anni. Santoro oggi se la prende con Peter Gomez per questo articolo dell’ 8 febbraio in cui la redazione/Gomez scrive:

Contratto anche per Zero Studios Spa, la società di produzione che manda in onda Michele Santoro: per l’intera realizzazione di dodici puntate di tre programmi incassa 2,7 milioni di euro

Santoro legge e si incazza alquanto, intanto, il 9 febbraio sulla versione cartacea del Fatto Quotidiano, in un articolo firmato da Marco Franchi si corregge leggermente il tiro:

2,7 a Zerostudios (di cui il Fatto è azionista) per le dodici trasmissioni ideate o condotte da Michele Santoro.

Il giornalista sbaglia pure a scrivere il nome della società che edita il giornale su cui sta scrivendo che non è la Zerostudios ma la Zerostudio’s e in inglese c’ fa certa differenza. Ma lasciamo stare. Santoro legge, prende atto della parziale correzione, ma decide comunque di sfogare il suo disappunto, che definire tale è un eufemismo. Sulla pagina facebook di Servizio Pubblico, che oramai usa come fosse il suo profilo personale,

Santoro si infuria anche con coloro che utilizzano termini come “compensi di Santoro” (in questo caso La Stampa). I 2,7 milioni di cui scrive il Fatto sono percepiti dalla società che edita il Fatto Quotidiano che è anche il giornale dove scrive, lavora ed è azionista lo stesso Gomez. In pratica Gomez avrebbe dovuto scrivere che qui compensi li percepiva anche lui. Ecco allora che Santoro l’espressione “Fare i moralisti col culo degli altri”. Dato, poi che Santoro è un giornalista, vecchio stampo, uno di quelli che le cose che dice le argomenta, spiega con precisione come stanno i fatti iniziando dicendo:

Ho sempre pensato che tu sia un giornalista vero e non uno Tze-Tze allenato a far girare la merda col ventilatore; perciò mi dedicherò all’impresa, temo inutile, di fornirti elementi seri per un giudizio.   

Segue un dettagliato resoconto di spese e costi in cui Santoro dimostra che in realtà non solo lui non ha preso ancora nulla e nulla prenderà, ma che ha dovuto persino anticipare pagamenti e spese legali, senza contare che il programma è in perdita. Quindi, qualora ci fosse uno scandalo (e scandalo non sembra esserci) riguarderebbe Santoro quanto Gomez. Forse invece di puntare l’attenzione su presunti (inesistenti) guadagni milionari sarebbe stato più giusto sottolineare che Santoro, a differenza di altri, ha scelto di rimetterci per ricostruire un rapporto con la RAI, che lui considera come casa sua (non certo perchè è renziano).

Gomez, bisogna dire, risponde subito (come è sua abitudine fare). ma a nostro parere perde l’occasione di riparare adducendo scuse un po’ assurde.

Caro Michele noi al ilfattoquotdiano.it pubblichiamo 140 contenuti al giorno. Più di dieci ogni singolo redattore. In questa occasione, in uno dei tanti turni della mattinata, abbiamo ripreso le notizie sui compensi RAI. Nel tuo caso non specificando non con sufficiente chiarezza che si trattava del compenso per zerstudio (anche lui sembra non sapere come si chiama la società che edita il suo giornale). Appena ce ne siamo resi conto ci siamo doverosamente corretti. Sarebbe bastato un tuo sms per informarmi. E io anche se fuori dalla redazione avrei effettuato la correzione prima. Mi spiace solo che tu pensi che dietro a tutto questo vi sia un’operazione. Io di operazione non ne ho mai fatte. Ne tantomeno ho scritto lettere aperte per ottenere da collega che conosco bene una rettifica. Forse perché sono sempre partito da presupposto che chi lavora tanto può sbagliare in perfetta buona fede. Tu, mi pare di capire, no. Ciascuno ha la sua storia. Un caro saluto Peter

Certo l’errore può capitare, ma la faziosità e le insinuazioni sono un’altra cosa. Gli articoli del Fatto sono totalmente faziosi e, oltre a essere scritti in modo superficiale, mirano a delegittimare, sotto il profilo morale persone che invece fino a prova contraria sono oneste, etichettandole come “vip ricconi/ladri di soldi pubblici”, quelli che puntualmente vengono attaccati pretestuosamente dai 5 stelle, cosa avvenuta esempio con Benigni, Carlo Conti e tanti altri. Inserire poi un amico e un collega in questa categoria, sembra quasi una piccola vendetta per le affermazioni da lui fatte prima del referendum costituzionale. Non a caso Santoro “fraintende”. Dire poi che sarebbe bastato un sms non ha senso, perchè l’attacco Santoro lo subisce pubblicamente, per quale motivo avrebbe dovuto rispondere privatamente? E poi che storia è basta un sms e io correggo? alla faccia del giornalista che non si piega a nulla…

Santoro sa benissimo che l’obbiettivo del Fatto in realtà è Campo Dall’Orto il quale diventa renziano o antirenziano, autoritario o servile, a seconda della convenienza e della strumentalizzazione, ma giustamente si infastidisce a essere etichettato come il classico giornalista borghese che si arricchisce con i soldi dei contribuenti. Perchè poi succede che come detto, gente ignorante come i grillini lo ricoprono di insulti e improperi. Questa si chiama gogna mediatica, quella che il Fatto denuncia si starebbe facendo nei confronti dei 5 stelle. Ma si sa che critici e presuntuosi spesso hanno una certa ritrosia e difficoltà a usare gli specchi, anche perchè rischierebbero di romperli e per chi ci crede sono anni di guai…

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