Dai… si è scherzato…

GettyImages-479894968

Come vi avevamo anticipato Tsipras ha fatto molto rumore per ottenere poco o nulla. La pravda grillina, i 5 stelle, la lega, e altre specie zoologiche erano tutti in fibrillazione, tutti a esultare per la Grecia, che però intanto soffriva e rischiava di fallire. Beh, tranquilli, la Grecia non fallirà e non grazie a Tsipras ma grazie alla benevolenza e la solidarietà della perfida Europa.

Spritz, cannabis, crodinos e atri economisti con il portafoglio pieno subito si sono schierati (ne azzeccassero una…). Ma non è successo nulla perchè la Grecia, alla fine, ha accettato le stesse condizioni che stava trattando in precedenza. Il referendum ha avuto solo lo scopo di rafforzare Tsipras (in Grecia), cosa  che ha generato l’immancabile conflitto delle minoranze interne – lo stesso problema che ha Renzi in Italia -. Quando si cerca di essere moderati e responsabili ci sono sempre i vari estremisti, da una parte e dall’altra che cominciano a scalciare come bambini capricciosi o a puntare i piedi (zampe). Quindi in cosa consiste la “nuova” proposta greca?

• un avanzo primario, quindi il saldo tra entrate e uscite al netto degli interessi, all’1% nel 2015, al 2% nel 2016, al 3%  nel 2017 e al 3,5% nel 2018;

• a partire da ottobre, un aumento dell’IVA dal 13 al 235 anche per ristoranti e punti di ristoro, al 13 per cento per beni di prima necessità (acqua, cibo, elettricità), al 6% per farmaci, libri e attività culturali (si tratta di una mediazione: i creditori avevano inizialmente chiesto solo due fasce di IVA cedendo poi alle tre fasce ma facendo richiesta che il cibo “processato” e i ristoranti venissero tassati con l’aliquota più alta);

• riduzione dei privilegi fiscali per le isole più turistiche: ne resteranno alcuni per quelle più remote. Il documento dice che l’abolizione di queste agevolazioni inizierà nel mese di ottobre e verrà poi applicata gradualmente fino al completamento previsto entro la fine del 2016. Anche questa è una mediazione tra l’iniziale posizione di Tsipras che era contrario alla fine dell’IVA speciale per le isole e i creditori che ne chiedevano l’eliminazione completa e immediata;

• riduzione della spesa militare di 100 milioni di euro quest’anno e di 200 milioni di euro nel 2016;

• la fine delle esenzioni fiscali per gli agricoltori, carburante compreso;

• aumento dell’imposta sul reddito delle società dal 26 al 28% (i creditori chiedevano un aumento al 29 accettando però poi il compromesso nelle ultime fasi dei negoziati precedenti al referendum);

• aumento delle tasse sui beni di lusso, pubblicità e televisioni;

• disincentivi al pensionamento e altri provvedimenti per ridurre l’impatto del costo delle pensioni al massimo dello 0,5% sul prodotto interno lordo entro fine 2015 e dell’1% entro fine 2016. Inoltre portare l’età pensionabile ai 67 anni entro il 2022, fatta eccezione per i cosiddetti “lavori usuranti”;

• riduzione degli stipendi per i dipendenti pubblici entro il 2019 con l’adozione di meccanismi per premiare i più virtuosi;

• istituzione di un’agenzia autonoma per la riscossione delle tasse e per ridurre l’evasione fiscale;

• liberalizzazione delle professioni, a partire da quelle regolamentate da ordini professionali come ingegneri e notai, semplificazione del sistema delle licenze commerciali;

• privatizzazione della rete elettrica, degli aeroporti locali e dei porti, compreso il Pireo e il porto di Salonicco.

Tutto questo per ricevere altri 53,5 miliardi in 3 anni.  E sapete cosa accadrà che fra 3 anni (forse anche prima) saremo ci ritroveremo di nuovo nella stessa situazione perchè la Grecia non farà nulla di quello che ha promesso e L’Europa continuerà a pensare solo guardando agli interessi economici e finanziari.

Vi rendete che conto che ci/vi prendono per il culo?

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here