D’arcais e la filosofia di propaganda

UNITA32_20151128150615976-755x515

Ci sono gli intellettuali che riflettono, discutono, criticano e si attivano in difesa di principi, libertà e diritti, e ci sono quelli che lo fanno a mero scopo di propaganda. Paolo Flores D’arcais appartiene alla seconda categoria. Il filosofo direttore di MicroMega, è uno dei tanti rappresentanti di quella sinistra ideologica, la sinistra delle tante parole e pochi fatti, quella sinistra post bellica (le battaglie per la conquista dei diritti) che, nata nel benessere conquistato da altri, si è adagiata in una sorta di infinito discorso retorico, ideologico e pretestuoso fine a se stesso. Asor Rosa nel suo celebre saggio parlava di populismo letterario, ma i filosofi come D’arcais hanno superato l’obbiettivo politico-educativo (arbitrario) di formare/coercire il proletariato (o se si preferisce l’ignorante classe operaia che doveva rimenare tale per continuare a votare a sinsitra). Oggi lo scopo è solo quello di fare propaganda fine a se stessa. Il ventennio Berlusconiano ha fatto scuola. L’opposizione, intesa non come critica o proposta alternativa ma come pratica commerciale dell’anti-qualsiasicosa (dipende dal mercato) è un vero e proprio business (si veda il M5S per esempio). L’unica cosa che è stata in grado di produrre la sinistra negli ultimi 20 anni (quindi quella di D’arcais) è stato l’antiberlusconismo; espressione di una politica di opposizione contrapersonam che finalizzava l’opposizione ad attaccare, spesso sul piano morale, l’avversario, ma che quando si tratta di “agire e proporre” come per magia spariva.

Questa breve introduzione torna utile per contestualizzare l’articolo pubblicato su MicroMega di Flores D’arcais in cui il filosofo utilizza la morte del giovane giornalista (per noi lo era anche se non aveva stupidi e inutili riconoscimenti corporativi) Giulio Regeni, torturato e ucciso barbaramente dalle forze di “sicurezza” egiziane. Il collegamento assurdo, ma comprensibile a fine propagandistico, tra Renzi è la triste vicenda di Regeni, è finalizzato a fare dell’anti-renzismo fine a se stesso. Fin dalla fato che in qualche modo insinua che Renzi e Al-Sisi ridono della morte di Regeni, l’articolo è costruito non per discutere di tortura, di giornalismo e rapporti internazionali con leader discutibili, ma solo per delegittimare e screditare Renzi e lo si fa con argomentazioni drammaticamente superficiali e attraverso mistificazioni degne solo del giornalismo immondizia del Fatto Quotidiano.

D’Arcais, fa un elenco di cose per cui l’Italia (renziana) si è inorgoglita e vantata, lui dice che in realtà la parola “orgoglio” sarebbe stata sproloquiata da Renzi. Eppure a noi che non siamo intelligenti come Folores D’arcais. L’Expo, L’oscar, il tennis ecc. sembra non davvero cose di cui andare fieri… IL motivo è che Renzi non si è mostrato duro come un Putin di fronte al Leader egiziano Al-Sisi, quindi di conseguenza tutto il bene precedente finisce per diventare sproloquio.  MAh… se lo dice Flores…

un governo che possieda orgoglio nazionale, dopo aver mandato i suoi inquirenti in Egitto, al primo depistaggio di Al Sisi richiama l’ambasciatore, al secondo rompe le relazioni diplomatiche, altrimenti vuol dire che per orgoglio intende chinare il capo al giogo della presa per il culo, giogo che non può essere tollerato come gioco.

Certo questi gesti politici di apparenza e buoni solo per imbrogliare il popolo ignorante, sarebbero serviti contro la Francia o la Germania (che fanno parte dell’Europa e sono democrazie) , ma contro l’Egitto ci sembrano un po’ superflui, inefficaci e inutili. Volendo anche dare credito o prendere in considerazione questi metodi di “azione”, quello che ci sembra invece ovvio è che un gesto del genere non farebbe che peggiorare le cose, perchè è proprio grazie ad ambasciatori e diplomazia che si ottiene la verità (o forse D’arcais pensa di ricorrere alla violenza?). Se si eliminano gli strumenti politici con cosa la cerchiamo  la verità? con le armi? Facciamo i giochetti da fidanzatini del tipo: sospendiamo le relazioni (prendiamoci una pausa di riflessione), poi loro chiamano e chiedono scusa (dai amore perdonami ti amo) in fondo siamo legati da milioni di euro d’affari e tutto ritorna come prima?

Del resto Renzi il reato di tortura si è ben guardato dall’introdurlo nell’ordinamento italiano. Non gli faremo il torto di ricordare l’adagio “cane non morde cane” perché sappiamo che i morti per tortura di polizia in Egitto si contano a centinaia e forse migliaia, in Italia sulle dita di una mano.

Ecco il classico ragionamento raffazzonato, pretestuoso e mistificatorio. Si collega la legge sulla tortura, mentendo sul fatto che Renzi non voglia approvarla, al caso egiziano che c’entra come i cavoli a merenda perchè se anche in Italia ci fosse la pena di morte per questo reato, ciò non cambierebbe nulla perchè contano le leggi egiziane, dato che il fatto è avvenuto in Egitto. A meno che non si voglia intavolare una disputa su questioni di giurisdizione stile caso Marò sarebbe il caso di evitare accostamenti faziosi.

Se Flores D’arcais avesse avuto buone intenzioni e il suo interesse sarebbe stato “genuino” avrebbe dovuto fare un ragionamento meno superficiale e ricordare che della legge sulla tortura in Italia si discute sin dal lontano 1989 (esistono circa disegni di legge 66 in merito) e che altri governi, ieri fatti cadere/traditi e oggi considerati modelli da cui prendere esempio come quello Prodi nel 2006, come nel caso odierno approvarono in prima lettura un testo unificato ma al Senato non trovarono i numeri per l’approvazione e la norma naufraga. Scena quasi identica nel 2012, col governo Monti che non arrivò nemmeno in parlamento. Fino ad arrivare agli ultimi anni (l’era Renziana) in cui un disegno di legge derivato dalla fusione di ben 6 proposte (Pd, Pdl, M5S, Sel e Gal) rimane fermo quasi un anno e mezzo prima di essere discusso e arriva in aula solo a gennaio 2014 perché il governo Letta per evitare spaccature aveva deciso di accantonare tutti i temi “divisivi”. Come sui diritti civili (e poi è Renzi a non volere la legge…). Il 9 aprile 2014 la legge viene approvata (in versione light) alla camera e ora giace arenata al senato che più che un contrappeso appare più che altro come come un peso istituzionale (ben venga quindi la riforma costituzionale).

La sentenza di condanna europea che condanna l’italia per “la macelleria messicana avvenuta alla Diaz” arriva solo nell’aprile del 2015 e Renzi, quello che per D’arcais non vuole la legge, il 15 aprile (e non solo) disse

“Da presidente del Consiglio e da segretario del Pd il mio impegno e’ mettere il reato di tortura”

Certo per il filosofo questa è solo l’ennesima balla, o promessa che non sarà mantenuta – si sa che i filosofi predicono anche il futuro, specie se è negativo-. A noi di Renzi interessa poco o nulla. Ciò che ci stimola sono le ipocrisie le falsità, il falso giornalismo, l’onanismo. Ora, Renzi potrebbe essere il peggior presidente del consiglio dell storia, ma certo non gli si può negare la forza di volontà e leggi come quella costituzionale o quella sulle unioni civili lo dimostrano. Dire che Renzi non vuole una legge attesa da 30 anni e che tutti coloro che hanno cercato di approvare hanno miseramente fallito ci sembra appunto falso e fazioso (per non parlare della foto).  D’arcais, che ora è grillino, come ha dichiarato lui stesso, invece di guardare al regime di Renzi dovrebbe preoccuparsi della mancanza di democrazia del moVimento che proprio oggi ha proclamato la prima sanzione pecuniaria per chi dissente (unicum in Europa e forse nel mondo). Da oggi chi oserà dissentire o mettere in discussione la il verbo di Casaleggio sarà sanzionato con una multa di 150.000 € (l’anno scorso l’idea di 250 mila) . Forse sarebbe meglio prendersi una decina di frustrate, almeno quelle guariscono in un paio di mesi.  Chissà cosa accadrebbe se dovesse mai verificarsi l’ipotesi funesta di un governo a 5 stelle, forse nemmeno le capacità divinatorie di D’arcasis sono sufficienti a restituirne la portata tragica.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here