Davigo presidente ANM. La prima cosa che fa è rivendicare le ferie! Ah ah ah

Davigo

Come nella migliore tradizione sindacale italiana la prima cosa che si chiede sono ferie o aumenti di stipendio. Dato che i magistrati guadagnano già abbastanza – e poi non sta bene parlare di soldi appena eletti – la prima cosa di cui si lamenta Pier Camillo Davigo è la restrizione delle ferie. Questo magistrati sembrano fissati con sta storia delle ferie: anche in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario colsero l’occasione per lamentarsi dei giorni di ferie alo stolti.  Ci si aspetterebbe che il presidente dell’associazione magistrati discuta di progetti e idee per velocizzare la giustizia civile e penale, di carcere e pena, di lavoro e giustizia, di investimenti e risparmi di spesa ecc. Invece no la prima cosa di cui si discute sono le ferie.

Quel ‘brr che paura’ è una cosa che non mi è piaciuta per niente. Possibile che un datore di lavoro tagli le ferie senza neanche consultare la controparte? È una bugia che i magistrati italiani ne abbiano troppe. Faccio notare che i magistrati italiani sono quelli che lavorano di più in tutto il Consiglio europeo. Noi non difendiamo le ferie, difendiamo la nostra credibilità

Dato che non non siamo come il Fatto Quotidiano che si fionda a fare sciacallaggio su ogni cosa che che possa anche solo vagamente attaccare Renzi e il governo, cerchiamo di capire di cosa si parla.

In italia quasi ogni categoria lavorativa ha diritto a 4 settimane di ferie. Un operaio metalmeccanico o un muratore hanno diritto a 4 settimane di ferie. I magistrati invece avevano 45 giorni di ferie.

Il governo decide di equiparare le ferie dei magistrati a quelle di altre categorie e con il decreto del ministero della Giustizia del 13 gennaio 2015  il periodo di ferie della totalità dei magistrati è stato fissato dal 27 luglio al 2 settembre: 30 giorni al posto dei 45 precedenti.

Questo, come detto a causato la “ribellione” di magistrati e toghe i quali come avviene solo in Italia hanno cominciato a fare come gli pare. il procuratore capo Giuseppe Pignatone, il procuratore di Torino Armando Spataro, quello di Palermo, Francesco Lo Voi e Edmondo Bruti Liberati di Milano si sono adeguati. altri, come esempio la procura di Vercelli hanno seguito la circolare del capo dell’ufficio della procura di Torino Marcello Maddalena, il quale attenendosi alle circolari del CSM hanno scelto di disobbedire in virtù dell’articolo 8 della legge 97 del 1979: “Tutti i magistrati che esercitano funzioni giudiziarie hanno diritto a 45 giorni di ferie” . Un paio di magistrati fanno anche ricorso al TAR del Lazio che però respinge il ricorso visto che la riduzione, in realtà, interessa tutti i magistrati. Infatti, mentre l’articolo 8 è intervenuto solo sull’ordinamento giudiziario, in una sequenza che ha visto inizialmente (con l’articolo 90 dell’ordinamento stesso) attribuire ai magistrati che esercitano funzioni giudiziarie un periodo di vacanze di 60 giorni, con la precisazione che, nei primi 15 giorni, avrebbero dovuto essere definiti gli affari e gli atti in corso.

Nel 1979, con il medesimo perimetro di applicazione, il periodo venne ridotto a 45 giorni, senza però che ci fosse più alcun riferimento alla necessità di dedicare una “finestra” di tempo al disbrigo degli affari correnti. Ora, invece, con l’articolo 8 bis, sottolinea il Tar,”non si è intervenuti sul solo ordinamento giudiziario, bensì sull’ordinamento di tutte le magistrature, senza distinzione alcuna anche con riferimento a possibili distinzioni fra esercizio di funzioni giudiziarie e non.

Detto articolo 8bis si pone, quindi, in posizione di incompatibilità con l’analoga previsione di cui all’articolo 90 cit. e, in quanto successivo, in posizione di prevalenza”. Il fatto che entrambi gli articoli sono inseriti nella medesima legge è un dato di importanza solo formale, perché uno interviene sull’ordinamento giudiziario e l’altro è invece stato aggiunto alla legge n. 97 del 1979. L’articolo 8 cioè, chiarisce la sentenza, ha fatto sistema mentre l’8 bis è autonomo. Perché il legislatore ha proceduto in questo modo?

Per il Tar, la tecnica legislativa utilizzata, che ha escluso un intervento sull’articolo 8, si spiega considerando che è sembrato non opportuno, per ragioni di sistema, inserire, nell’ambito dell’ordinamento giudiziario, che riguarda i soli magistrati ordinari, una disposizione applicabile a tutte le magistrature. Pur non essendo poi stato investito direttamente di una questione di legittimità costituzionale, il tar affronta il problema, per negarne la fondatezza almeno sotto alcuni profili, tra cui quello dell’urgenza.

Se poi è vero che la generalità dei pubblici dipendenti ha diritto a 30 giorni di ferie, allora i magistrati dovrebbero seguire la regola generale. Non dovrebbero invece essere oggetto di una disciplina peggiorativa che si concretizzerebbe se si ritenesse che una parte di quei 30 giorni deve essere dedicata alla definizione degli affari e degli atti in corso. Ma è lo stesso decreto legge a farsi carico del problema, chiarendo che dovranno essere gli organi di autogoverno ad adottare tutte le misure organizzative necessarie a rendere effettivi i giorni di ferie.

 

 

 

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