Dobbiamo credere alla lettera di Mentana?

Oggi il giornalista direttore del TgLa7 Enrico Mentana pubblica su Instagram una lettera di minacce (vedere sotto)  che avrebbe ricevuto. Perchè usiamo il condizionale? Perchè la cosa ci puzza falso e ovviamente spieghiamo perchè?

Come potete vedere, la lettera contiene minacce e offese. Ora, esaminando la lettera si ha la sensazione che sia costruita e questo si evince dal modo in cui è scritta:

  • Il contenuto fa pensare che a scrivere sia un maschio ma la mano sembra femminile (guardate come sono e le S le F e le C). Lo stile non sembra quello usato da gruppi politici di destra o simili. Piuttosto sembra scritta da un idiota qualsiasi che però si esprime al plurale.
  • Gli errori sembrano alquanto confezionati. Lo scrivente sembra seguire ogni programma e cita quasi tutti i giornalisti di La7, eppure sbaglia il nome della rete chiamandola TV7. Alcuni errori sono privi di senso: esempio quando si scrive “acqua e non benzina pietre e non pane” ma la logica vorrebbe: “benzina e non acqua, pietre e non pane”. Si sbagliano sintassi e punteggiatura ma stranamente nemmeno un errore grammaticale. Chi scrive è ignorante ma solo sulla punteggiatura.
  • l’evocazione dell’attentato di Via Rasella compiuto nel 44′ dai partigiani è fuori contesto perchè non viene legata alla frase sui crimini in Africa ma a quella relativa alle minacce; Un evento che dovrebbe essere denunciato come un’ingiustizia subita viene invece usato come minaccia.
  • Il motto finale “boia chi molla”, usato da ambienti neofascisti italiani, c’entra poco o nulla con il nazismo e la svastica. Anche i fascisti più caproni sono molto attenti ai segni e ai simboli, e sanno bene che il motto fascista va accompagnato dal logo dell’aquila e non dalla svastica.

Quello che poi è strano è che La7 e i giornalisti citati sono in realtà i più filogovernativi della TV, in alcuni casi sono conduttori di veri e propri organi di propaganda all’attuale governo. Luigi Di Maio e Matteo Salvini sono ospiti fissi di programmi a Di Martedì dove fanno veri e propri comizi di propaganda senza contraddittorio, con domande concordate e applausi e tifo da stadio. I giornalisti del Fatto Quotidiano, altro organo di propaganda del m5s, sono ospiti fissi (alcuni con contratti profumati) di Otto e mezzo e Di Martedì. Lo stesso Mentana fu protagonista di una scenetta avvilente con Rocco Casalino che lo umiliava e dimostrava di poterlo usare girare a suo piacimento.

Diciamo che la lettera sembra costruita, magari negli uffici di propaganda governativi guidati da Casalino, per riparare La7 e i suoi giornalisti da accuse di tendenze filo governative, per dire: “vedete anche noi siamo minacciati quindi non parteggiamo per il governo e non siamo la TV dei  5stelle”.

Nonostante la lettera sia, se non farlocca, pelesemente scritta da un/una demente stranamente riesce ad attirare l’attenzione e l’indignazione nientemeno che del presidente del consiglio Giuseppe Conte che in una nota scrive:

le minacce a chi esercita la professione di giornalista sono inaccettabili in sé ma anche perchè costituiscono un grave attentato alla libertà di stampa. Sono molto preoccupato perchè questo episodio segue di pochi giorni un altro fatto gravissimo, un’aggressione fisica di cui sono stati vittime il giornalista Federico Marconi e il fotografo Paolo Marchetti dell’Espresso

Che bravo il nostro presidente eh?  Tempestivo, libertario, paladino dei diritti e solidale… Peccato che quando a minacciare, con influenza e pericolosità reali ed enormemente maggiori, e a offendere i giornalisti erano Luigi Di Maio, Alessandro di Battista e Rocco Casalino la pensava molto diversamente, tanto da esprimersi addirittura in loro difesa

Poi naturalmente non è mancata l’ipocrita dichiarazione di Luigi Di Maio:

Massima solidarietà da parte di tutto il MoVimento 5 Stelle ad Enrico Mentana e ai giornalisti cui sono state indirizzate gravi e ignobili minacce. Un gesto vile che va stigmatizzato nella maniera più assoluta

Ci rendiamo conto di vivere in un periodo difficile, in cui l’informazione e la verità vengono manipolate, costruite, spettacolarizzate e diffuse tramite i social network, in modo scaltro e senza scrupoli, ma noi speriamo e ci auguriamo che le persone riescano ad aprire gli occhi, a uscire dalla caverna platonica dove sono rinchiuse, dal Matrix che ci stanno costruendo intorno media e governo. Il nostro consiglio è sempre lo stesso: dubitate, non fidatevi di nessuno, usate il cervello e la logica, andate oltre la superficie, confrontate, verificate.

 

 

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