E’ la stampa bellezza

audi

Più che “l’Audi gialla” si potrebbe ricordare il famoso romanzo kinghiano, o se si preferisce il film di Carpenter e chiamare questo caso “Christine la macchina infernale – il ritorno”. Sembra strano ma nell’epoca in cui ci sono telecamere ovunque e i satelliti sono in gradi di inquadrare le formiche questa audi gialla appare e scompare come se fosse magica. Come accade spesso le cose in italia sono tragicamente comiche. Ma se l’auto misteriosa è strana la vera assurdità  in questo paese è la stampa.

Non si sa bene quando, da chi e perchè viene diffusa la foto sopra che ritrae dei ragazzi in una stazione dei treni (ma guidano l’audi gialla cosa ci facevano in una stazione dei treni?) indicandoli come i componenti della spetta banda – che però in realtà ha commesso reati da piccola delinquenza per adesso.

Le forze dell’ordine subito smentiscono la veridicità della foto e giudicano un azzardo far salire il clima da ‘caccia al mostro’. Immaginate cosa sarebbe potuto succedere se questi ragazzi, innocenti, fossero stati riconosciuti e fatti oggetto di vendetta o linciaggi, cose che al nord, di questi tempi, con gente che spara e fa fuori chiunque non stupirebbe se accadessero.

Sta di fatto che uno dei giovani innocenti della foto a sua tutela si presenta in questura accompagnato da un avvocato per dire essere innocente e di non aver nulla a che fare con la banda tanto ricercata. Tutto si conclude bene, no, perchè dato che il giovane non era in regola con il permesso di soggiorno è stato accompagnato in un CIE (che in pratica equivale a un carcere).

Quindi facendo un resoconto,  la stampa sputtana dei giovani innocenti sbattendo in prima pagina una foto farlocca. La vittima della scambio di persona subisce un danno (e potrebbe denunciare il giornale che ha diffuso la foto per diffamazione) ma pure la beffa perchè commette l’errore di presentarsi in questura, luogo in cui si entra e non si sa se o come si esce. Infatti viene rinchiuso una specie di carcere (cambia solo la denominazione).

La stampa, il diritto di cronaca, l’onestà, tutte cose che a quanto pare non contano nulla, anzi rischiano di rovinarti. Se il ragazzo non si fosse presentato (come hanno fatto i suoi amici) sarebbe stato meglio (per lui ovviamente). Ora la sua vita (lavoro, nero o regolare che sia, amicizie, famiglia, ecc.) è stata rovinata dalla stampa e dalle forze dell’ordine. Ok com’è che si dice “è la stampa bellezza” e come si definisce L’italia? A si, “il bel paese”.

 

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