E poi ci sono le cretine come Giorgia Meloni

Come accade sempre in ogni campagna elettorale se ne vedono e sentono di tutti i colori, ma Giorgia Meloni è di sicuro una delle protagoniste  che non perde occasione per dire stupidaggini e fare figuracce, supera persino i 5stelle, e ce ne vuole eh… 

La foto delle Foibe 

l’allegra fascistina Giorgia Meloni, in occasione del 10 febbraio, giorno del Ricordo dedicato alla memoria delle vittime delle foibe, pensa bene di commemorare la strage polemizzando su un’iniziativa negazionista patrocinata dal comune di Orvieto, pubblicando la foto sotto: 

e scrivendo:

A Orvieto l’amministrazione Pd è impazzita e ha concesso il patrocinio ad una iniziativa negazionista delle foibe. Il sindaco Giuseppe Germani abbia la decenza di dimettersi perché è indegno di ricoprire il suo ruolo e chieda scusa per questo indegno oltraggio al popolo italiano

Peccato che la foto non c’entra nulla con le Foibe, anzi, ritrae degli italiani che uccidono dei contadini sloveni. La foto viene scattata il 31 luglio del 1942.  Nei libri di storia le cinque vittime sono ricordate come Franc Znidarsic, Janez Kranjc, Franc Skerbec, Feliks Znidarsic e Edvard Skerbec. La foto tra l’altro era già stata usata da un altro fascista tal Francesco Storace. In pratica i camerati sono così uniti che condividono pure le figuracce.

Il museo Egizio

L’allegra fascistina, non ancora soddisfatta, decide poi di andare a Torino per protestare contro un’iniziativa del museo egizio che prevede degli sconti per persone che parlano la lingua araba. L’iniziativa si chiama “Fortunato chi parla arabo” e consente alle coppie di entrare pagando un solo biglietto e di utilizzare altri servizi del museo, come le audioguide in lingua araba.

Per la Meloni si tratta di

un atto discriminatorio nei confronti delle famiglie italiane

Il direttore, Christian Greco, vede la fascistina di sotto che protesta e decide di scendere per spiegarle che la che il museo egizio espone quelle che sono le radici della cultura araba, che i pezzi, le opere e le reliquie esposte non sono di proprietà italiana. Greco cerca di spiegare alla Meloni cultura è universale e che il primo obiettivo dei musei è farsi visitare, cercando di avvicinare le persone meno interessate con iniziative e stimoli di vario tipo. Ha ricordato che il Museo Egizio organizza continuamente promozioni per chi non vuole o non si può permettere la spesa del biglietto intero, come per esempio sconti per le coppie il giorno di San Valentino, riduzioni in alcuni giorni della settimana e l’ingresso gratuito nel giorno del proprio compleanno.. Ne nasce un confronto che poi diventa virale

La Meloni colleziona un’altra bella figuraccia.

Fratelli D’Italia, il partito della fascistina Giorgia Meloni, dopo l’accaduto commenta con una nota alquanto ambigua, che pare quasi una minaccia nei confronti del direttore del museo:

Una volta al governo Fratelli d’Italia realizzerà uno dei punti qualificanti del proprio programma culturale che prevede uno spoil system automatico al cambio del Ministro della Cultura per tutti i ruoli di nomina, in modo da garantire la trasparenza e il merito, non l’appartenenza ideologica

Il pestaggio del carabiniere a Piacenza 

IL 10 febbraio, dopo che un fascista iscritto e ex candidato della lega nord si è messo a sparare contro delle persone innocenti e contro la sede del PD, si è svolta la manifestazione antifascista a Macerata, fortemente critica da Salvini e Meloni. La fascistina però si lancia nel suo veemente tweet

In una campagna elettorale, l’ipocrisia, il falso buonismo, il bigottismo, come si sa abbondano, e così un episodio che (purtroppo) avviene quasi ogni domenica alla stadio quando gli ultrà si scontrano con le forze dell’ordine diventa improvvisamente un efferato crimine contro lo stato e subito parte la strumentalizzazione politica. I vergognosi centri sociali quando se la prendevano con Renzi a Napoli o quando hanno distrutto mezza Milano in occasione dell’Expo non erano vergognosi ma legittimi cittadini che protestavano contro il governo e l’odiato Renzi. Se volessimo fare la conta degli episodi violenti non si salverebbe nessuno e ci si accorgerebbe che la violenza non ha colore politico, poichè si diffonde e dilaga in ogni ambito sociale e schieramento ideologico. La Meloni ancora una volta ha perso un’occasione per starsene zitta e evitare ridicole e superflue retoriche da bar.

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