Ecco perchè Luigi Di Maio racconta balle sui vitalizi

Luigi Di Maio continua a ripetere in ogni piazza in cui continua a fare comizi – forse fa fatica a rendersi conto che è già al governo e la campagna elettorale è finita – che il governo del cambiamento abolirà vitalizi.

Lo abbiamo promesso in campagna elettorale e lo faremo subito togliendo i privilegi agli ex parlamentari – ha aggiunto il vice premier – Poi loro facciano tutti i ricorsi che vogliono ma il provvedimento verrà fatto e Fico ci lavora già da due mesi

 

Ma è vero quello che dice, e soprattutto, è così semplice farlo come dice? Vediamo:

Luigi Di Maio parla di abolizione dei vitalizi ma in realtà non si tratta di abolizione, anche perchè, nonostante il regolamento della camera prevede potere di “autodichia” (ovvero la particolare prerogativa di Camera e Senato di risolvere, attraverso organismi giurisdizionali interni, le controversie insorte tra le proprie mura), sarebbe comunque incostituzionale.

Quello a cui sta lavorando il presidente della camera Roberto Fico da due mesi (ma non bastavano 2 giorni?) e semplicemente un cambio del metodo di calcolo dei vitalizi che dal metodo retributivo dovrebbe passare a quello contributivo come per tutti i cittadini. Ad esserne colpiti saranno soprattutto gli ex parlamentari che attualmente incassano sostanziosi assegni calcolati con il metodo retributivo, più favorevole. Nessun abolizione, quindi, ma solo un ricalcolo. Gli ex parlamentari continueranno a percepire il vitalizio solo che sarà un po’ minore

Secondo l’INPS, gli oltre 2.600 assegni vitalizi mensilmente erogati agli ex parlamentari costano 193 milioni di euro, con la delibera i costi scenderebbero a 117. ci sarebbe, quindi, un risparmio di circa 76 milioni.

Veniamo ora al problema dei ricorsi. Forse non tutti sanno che la camera prevede degli organi di giurisdizione come il consiglio di giurisdizione e il collegio d’appello che potrebbero condizionare se non pregiudicare l’approvazione del provvedimento.

Già in occasione del contributo di solidarietà sui vitalizi di importo superiore a 70 mila euro l’anno, (c.d. delibera Sereni, dal nome dell’ex vice presidente della Camera del Partito Democratico, promotrice della misura)ci furono molti ricorsi ed molto probabile ce ne saranno anche in caso di un ridimensionamento dell’assegno.

Al momento gli organi giurisdizionali non sono ancora stati nominati, ma negli anni scorsi ne hanno fatto parte esponenti dell’opposizione (Bonafede Tancredi e Molteni) . Chissà se il governo del cambiamento  occuperà anche quelle poltrone in modo da non avere impedimenti. In fondo che dittatura sarebbe se no?

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here