Espulsa perchè ha osato pensare e dissentire

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Una cosa è certa, il M5S è anomalo in tutti i tutti sensi. Fra le tante stranezze e follie che caratterizzano questo assurdo assembramento di cialtroni incapaci e politici improvvisati  ce ne una che stupisce forse più delle altre:  è l’unico partito che si auto deteriora, e non per mancanza o perdita di consensi, ma per le continue espulsioni e fughe di parlamentari e senatori pentiti. Ci eravamo abituati ai politici attaccati alla poltrona e disposti a tutto pur di non perdere “il posto”. Col M5S, invece, assistiamo al fenomeno opposto, parlamentari e colleghi che fuggono inorriditi, esponenti che infangano e delegittimano i loro stessi colleghi, giochi di potere, conflitti interni, votazioni farlocche. Insomma ce ne per tutti i gusti. Se Freud e Jung fossero vivi avrebbero materiale per elaborare nuove teorie psicanalitiche.

L’ultimo caso è quello che coinvolge la senatrice Serenella (da ora non più) Fuksia. Espulsa tramite la solita votazione farlocca e con le solite motivazioni assurde e poco credibili tipiche del moVimento.  Secondo quanto dichiarato dai vari portavoce e quanto scritto dalla Pravda grillina on-line la “Fuksia non ha restituito lo stipendio” (il fatto cartaceo riporta la stessa motivazione). In realtà subito dopo la decisione ben presto sono cominciate a emergere le vere motivazioni che hanno portato all’espulsione della senatrice. Lei stessa a sua difesa fa presente di aver solo avuto dei ritardi (come tanti altri esponenti del M5S) e di aver sfruttato la finestra natalizia – (anche per motivi di salute) per effettuare le rendicontazioni. Al quotidiano la Repubblica fa sapere di aver mandato anche una mail al sito tirendiconto per far presente la cosa e comunicare di voler  porre rimedio al ritardo nel più breve tempo possibile.

Si riportano addirittura le percentuali di voto. Il 92% degli iscritti e dei militanti (in realtà poco più di 20000 persone)avrebbe votato a favore dell’espulsione. Naturalmente si tratta di percentuali e voti, come al solito, per nulla verificabili e quindi attendibili, ma non importa… Sappiamo di cosa stiamo parlando; quando di mezzo c’è il M5S una contestualizzazione è d’obbligo.

La vera colpa della senatrice Fuksia, comune a tanti altri epurati, è stata la terribile e insana abitudine di pensare liberamente e addirittura osare criticare scelte e decisioni che non condivideva. Chi contraddice il volere di Grillo e Casaleggio sa a cosa va incontro. La senatrice doveva starsene zitta, tacere, chiudersi gli occhi, tapparsi bocca e le orecchie come le famose tre scimmiette. Dopo aver fatto apprezzamenti verso il job act e verso la buona scuola, la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’elogio del discorso della Boschi. Tutto ma non la Boschi. E’ come se Higuain avesse fatto apprezzamenti nei confronti della Juventus. Solo che in questo caso non si parla di squadre di calcio o di calcio ma di una ragazza che ha difeso se stessa con onore da una campagna becera e diffamatoria che aveva come unico scopo quello di delegittimarla utilizzando persino la sua famiglia.

Il direttorio, il guru e il comico impazzito, hanno utilizzato l’efficace tecnica degli “scontrini” rivelatasi vincente in molti casi e, sempre dando per veritieri i voti, hanno facilmente convinto le piccole menti di militanti, sostenitori e iscritti della disonestà della senatrice (cosa poi rivelatasi infondata). In men che non si dica la senatrice è stata fatta fuori , senza una riunione, senza alcun diritto di replica o difesa, nulla. Al massimo poteva aspettarsi un sms con scritto “stai serenella”.

Coloro che ci leggono potranno con ragione pensare che noi siamo “contro” (e infatti lo siamo) però leggere le dichiarazioni della senatrice Fuksia ci porta a fare delle riflessioni, specie perchè sono del tutto (troppo) simili a quelle di noi critici e quelle di tutti gli espulsi che si sono succeduti e l’hanno preceduta.

A Repubblica dice:

Ci sono Molti incapaci attaccati a questa cosa che a tutti noi è arrivata senza merito. Alcuni sembrano in gita scolastica. Non si rendono conto che essere parlamentare non significa consegnare pizze o fare incontri sul nulla. Non capiscono che è assurdo che una commessa si metta discettare di tematiche ambientali o che un giardiniere si occupi di sanità. Io di criticità nel movimento ne ho viste tante, e le ho sempre riferite” (…) la Rigidità serve solo a consolidare il potere di persone incompetenti e arroganti che non hanno neanche finito gli studi. E’ più facile trovare una scusa che affrontare i problemi del movimento

Da queste parole si evince con chiarezza che la senatrice si riferisce a persone specifiche (es. Di Maio) e che il suo pensiero – largamente condiviso fra le persone dotate di lucidità mentale – più che un dissenso pare una fermo e convinto rifiuto dei precetti, dello stile e delle tematiche del movimento. Poteva mai restare? No, certo, e probabilmente lei stessa ha cercato l’espulsione per suscitare sensibilizzazione dalla conseguente polemica che ne sarebbe derivata. In fondo siamo alla fine dell’anno e come si dice “anno nuovo vita nuova” quale momento migliore per una cambio, una virata purificatrice.  In bocca al lupo serenella e per quello che vale ci hanno perso loro.

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