Gli 80€ sono stati finanziati in deficit come dice Telese?

Come sanno bene i nostri lettori, in un certo tipo di talk show, caratterizzati da una scrittura che non punta ad informare ma a spettacolarizzare emozionare e manipolare lo spettatore, spesso viene utilizzata quella che noi chiamiamo la tecnica del WresTalk: si invita un provocatore, uno di quelli che interrompe continuamente, che non fa parlare, che urla e a volte insulta, e lo si fa scontrare contro il politico che dev’essere delegittimato e umiliato, il tutto coadiuvato da una claque opportunamente istruita ad applaudire al momento giusto. Con l’avvento dei social il tutto vine poi dilatato perchè il giorno dopo, i protagonisti che ritengono di avere vinto il “duello” si pavoneggiano e si vantano aiutati dalla legione di imbecilli che crea post dai titoli sempre uguali: Tizio asfalta/massacra/umilia sempronio.

Domenica 20 maggio su la7 nel programma tv “Non è l’arena” condotto da Massimo Giletti è andato in onda l’ennesimo WresTalk. Il provocatore era il giornalista (scusate non vogliamo offendere la categoria) Luca Telese e la vittima, Alessandra Moretti del PD. Telese a continuamente provocato attaccato la Moretti la quale ha fatto davvero fatica a non mandarlo a quel paese, a un certo punto Telese si è persino alzato in piedi, cosa che in una altro contesto e con un’altra persona avrebbe potuto provocare anche una reazione violenta, ma ovviamente Alessandra Moretti, che è una signora, ha reagito con sorrisi e ironia senza scomporsi più del necessario. In rete il fan club di Telese si è scatenato e subito sono partiti i posti celebrativi del sul grande Telese che gliene diceva quattro alla sporca piduista, ma noi che abbiamo il brutto vizio di prestare attenzione alle parole e ai fatti abbiamo deciso di verificare se l’accusa e la provocazione di Luca Telese avesse un fondo di verità.

Luca Telese sosteneva che la Moretti non avesse il diritto di criticare le proposte di Lega e 5stelle dicendo che non sono realistiche e basate su reali coperture, perchè il bonus di 80€ di Renzi era finanziato in deficit. Beh, noi siamo andati a controllare e non è come dice Telese:

I famosi 80€ non sono altro che una detrazione irpef in busta paga per i cittadini che percepiscono un reddito lordo da 8 mila a 26 mila euro annui. Senza complicare troppo la spiegazione, per il primo anno le coperture necessarie ammontavano a 6,7 miliardi poi sarebbero aumentate. Fra le tante falsità circolate sul provvedimento in questione ce ne una propalata da Lugi Di Maio del movimento 5stelle, il quale sostenne che Matteo Renzi avesse finanziato il bonus degli 80€ in deficit, sfruttando la flessibilità (cioè la possibilità che uno stato membro dell’UE possa chiedere di sforare il deficit annuale dello 0,5 per cento in situazioni di emergenza) concessa dal’Ue. Su Facebook Luigi Di Maio scrisse anche:

“ci hanno svenduti per 80 euro trasformandoci nel più grande porto d’Europa”

Le accuse di Di Maio sono in linea con quelle di Telese, peccato che sono entrambe false. In fatti, come riportano  “il post” e il magazine di approfondimento politico “strade“,  le coperture per il primo anno degli 80€ furono trovate:

  1. dall’IVA riscossa sbloccando il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione
  2. della copertura derivante da misure di contrasto dell’evasione fiscale;
  3. E circa 20 milioni di euro provengono dalla differenza positiva tra l’aumento delle imposte sui redditi da capitale e la riduzione dell’IRAP sulle imprese.
  4. da 4,5 miliardi di tagli alla spesa pubblica certificati da studi come questo dell’istituto IBL

Tutte coperture tra l’altro previste da testo del decreto che includeva:

2,1 miliardi – razionalizzazione acquisti beni e servizi
1,8 miliardi – rivalutazione delle quote di Bankitalia
1 miliardo – taglio delle agevolazioni alle imprese
900 milioni – sobrietà delle spese
600 milioni – aumento dell’Iva
300 milioni – lotta all’evasione fiscale
100 milioni – misure di innovazione
100 milioni – riorganizzazione delle società municipalizzate

In seguito quello che era un semplice bonus è diventato poi strutturale ed è stato inserito nella legge di bilancio, quindi sempre non in deficit. A quanto pare quella di Telese era solo una delle tante falsità tipiche di chi purtroppo è abituato a fare falso giornalismo.

 

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