Gli articoli errati e diffamatori di Travaglio diventano mozione di sfiducia

Marco Travaglio al convegno "Partiti per le tangenti", Milano, 20 ottobre 2014. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO
Marco Travaglio al convegno “Partiti per le tangenti”, Milano, 20 ottobre 2014.
ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

Esiste un solo paese al mondo in cui gli articoli (falsi e pieni di errori) di un giornalista diventano testo parlamentare di una mozione di sfiducia? La risposta è si, avviene in Italia. Ce ne sono Altri? La risposta è no.

Oggi, Wanda Marra, reduce dalla sua ultima fatica editoriale antirenziana (“vendere un idea”), parla di attacco di Renzi al Fatto Quotidiano. Il motivo? Ha osato criticare (ironizzando)  che degli articoli di giornale palesemente falsi venissero utilizzati, da dei senatori della Lega e di Forza Italia, come testo di mozioni di sfiducia. Eh, Renzi dovrebbe sapere che il diritto di critica e satira spetta solo a Travaglio e Co. mentre gli altri al massimo possono/devono rispondere alle sue domande farlocche, insinuazioni, accuse comiche e diffamazioni.

 “La mozione dei senatori della Lega e di Forza Italia presenta piccoli refusi in termini di data. Non si tratta di niente di significativo dal punto di vista della sostanza”

Niente di significativo? Ah Ah ah, scusate ma non ridere è difficile. Allora, non faremo l’analisi di tutte le minchiate di Travaglio, ma ci limiteremo a riportare solo quelli che la Wanda Marra chiama piccoli refusi:

Editoriale 12 dicembre 2015

“Ci scusi, Santo Padre (papà della Boschi), se abbiamo osato scrivere certe cose. Tipo che nel Cda di Etruria dal 2011, fu promosso vicepresidente nel maggio 2013, guarda caso tre mesi dopo che sua figlia divenne ministra, invertendo l’ordine dei fattori del familismo all’italiana: dai figli di papà al papà di figlia.”

Editoriale 19 dicembre 2015

“4.5.2013. L’assemblea dei soci di Etruria, sull’orlo del crac, nomina vicepresidente Pier Luigi Boschi, membro del Cda dal 2011 e incidentalmente padre di Maria Elena, casualmente promossa due mesi prima ministra delle Riforme e dei Rapporti col Parlamento. Lei, azionista della banca come tutta la famiglia, è pazza di gioia: “Bravo papà, era ora che si accorgessero di quanto sei bravo. Temevo che la mia nomina a ministro ti stroncasse la carriera, invece la tua bravura ha vinto su tutto.

In entrambi gli editoriali, e anche nelle rispettive versioni digitali, Travaglio scrive che nel maggio del 2013 Luigi Boschi viene eletto presidente e pochi mesi prima la figlia Maria Elena viene eletta ministro. Peccato che Maria Elena viene eletta ministro il 22 febbraio 2014 (un anno dopo). Wanda Marra e lo stesso Travaglio a “Otto e Mezzo” (ormai ospite fisso) dicono che l’errore non stravolge il senso, la sostanza. Ma insomma,  in entrambi gli articoli si insinua che Luigi Boschi diventa vicepresidente solo dopo e grazie alla nomina della figlia (quindi ci sarebbe stato conflitto d’interesse), certo che cambia tutto: Il fatto che Maria Elena diventa ministro un anno dopo non è di poco conto, perchè fa cadere l’intera pseudo teoria farlocca del Fatto. Sempre a “Otto e Mezzo” Travaglio ha il coraggio e la faccia tosta di dire che lui scrive la verità e che non c’è nulla di male se i politici usano le sue parole (false) per delle mozioni di sfiducia, ricordando che un politico o querela o risponde. Diciamo che noi preferiamo ridicolizzarlo, è più divertente. Le querele sono cose di cui vive lui che prima difende le volgarità di Luttazzi, gli insulti dei 5 stelle e la blasfemia, ma poi querela De Luca che lo chiama pipì e si augura di incontrarlo di notte o Sgarbi che lo ha definito Pezzo di M… Ma voi come lo chiamate uno che scrive balle solo per screditare e gettare fango sulle persone?

1 commento

  1. L’errore di cui parlate “Travaglio scrive che nel maggio del 2013 Luigi Boschi viene eletto presidente e pochi mesi prima la figlia Maria Elena viene eletta ministro”, cioè l’anno (2013 al posto di 2014) infatti non cambia la sostanza, perchè Maria Elena viene eletta ministro il 22 febbraio 2014. Lo scrive proprio Maria Elena Boschi il 19 Dicembre 2015 sul quotidiano Il Tempo:
    “Non consentirò a nessuno di dubitare della mia onestà”
    (http://www.iltempo.it/politica/2015/12/19/news/non-consentiro-a-nessuno-di-dubitare-della-mia-onesta-996605/)
    “(..)Vorrei innanzitutto che fossero chiari i fatti. Mio padre è stato eletto membro del Consiglio di amministrazione di Banca Etruria nel maggio del 2014(..)”

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