Gli svarioni di Mazzarella sulle classifiche internettiane

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Un vecchio proverbio indiano recita: “Prima di giudicare una persona cammina per tre lune nei suoi mocassini”. Mazzarella forse non conosce la saggezza dei antichi, ma dovrebbe conoscere almeno un po’ di logica e sapere che prima di correggere gli altri bisognerebbe almeno valutare, verificare e controllare, altrimenti si rischia di fare figuracce umilianti. Nel suo articolo di fondo, su Film TV del 31 gennaio, Mazzarella (se vi state giustamente chiedendo chi sia si tratta di un critico cinematografico) si lancia in una rovinosa critica alla rete facendo riferimento a una classifica cinematografica che “il critico” ha pescato nell’immenso mare nostrum della rete. Ma andiamo con ordine:

Mazzarella cita una fantomatica classifica di un blog (altrettanto fantomatico) di cui non cita nome data ecc. intitolata (almeno quello) “I 100 film più visti di tutti i tempi nel cinema italiano”. Digitando il titolo sul motore di ricerca il primo risultato che si ottiene è questo.

Premesso che solo Mazzarella potrebbe pubblicare un articolo discutendo di un blog senza specificare quale – quindi diamo per scontato che si riferisca quantomeno al primo risultato -, e che non si esagera se si definisce insignificante, si rimane esterrefatti soprattutto dalle argomentazioni di Mazzarella:

“Si parla di presenze non di incassi, giustamente, e l’impressione è che sia stata redatta ad hoc per ridimensionare e relativizzare l’exploit di Quo vado?. Che è si il maggiore incasso mai realizzato da un film italiano, ma che stando a questi dati è ancora lontano, in termini di numero di biglietti staccati.”

Perché giustamente la classifica non riguarda gli incassi? Certo non è cosa semplice stilare una classifica relativa agli incassi per via dell’inflazione, del cambio lira Euro, la diffusione della TV, lo streaming (legale e non) ecc. Però, guarda caso,  proprio lo stesso blog ne ha realizzata una dicendo di basarsi su dati SIAE (vedere qui).

Ma non è il solo perché navigando nella rete se ne trovano tantissime (tutte più o meno simili bisogna dire), es. questa di un’associazione cinematografica o questa redatta da Wikipedia.

E’ da notare che “Quo Vado?”, secondo la classifica di Wikipedia che si basa su dati cinetel, non è, come sostenuto da Mazzarella, il “maggiore incasso mai realizzato da un film italiano”, ma al massimo il secondo…

Quello che Mazzarella non dice, o perché non sa o perché non vuole  – per ovvi motivi es. concorrenza editoriale – è che in realtà l’idea della classifica basata sui biglietti staccati è del settimanale TV Sorrisi e Canzoni che pubblica questa classifica il 20 gennaio del 2016, il giorno precedente a quella pubblicata sul blog.

Mazzarella si chiede che fine abbiano fatto i 14 milioni e mezzo di “Continuavano a chiamarlo trinità” poiché nella classifica (quella del blog) figura solo al 9 posto, mentre nella classifica per spettatori di wikipedia si trova al 4 posto.

Questo perché mentre il blog usa i dati SIAE ( solo in parte dati Cinetel) Wikipedia utilizza invece solo i dati Cinetel. Piccola cosa da segnalare: la SIAE in rispetto della trasparenza (uh…) pubblica solo quelli relativi al botteghino. Per ricevere quelli relativi agli spettatori bisogna farne specifica richiesta e pagare (tanto, dato che si può fare ogni volta e solo per una regione). I dati Cinetel, invece, sono pubblicati e consultabili gratuitamente.

Più avanti Mazzarella scrive:

“Com’è possibile che sia presa per buona una classifica che considera solo gli ultimi 35 anni di programmazione, ignorandone altrettanti precedenti durante i quali un film di MEDIO successo in un’Italia demograficamente meno popolosa di oggi non chiamava in sala mai meno di 6/7 milioni di persone?”

Allora, primo, l’unico a prendere in considerazione e a dare valenza a una fantomatica classifica internettiana è proprio Mattarella. Anzi, se non fosse stato per lui nessuno (tanto meno noi) se ne sarebbe infischiato. Secondo, al di là del lessico usato, le classifiche specificano il periodo di riferimento, quindi non si capisce la critica temporale. Dato che prima del 46′ i dati non venivano raccolti, si potrebbe solo ipotizzarli e certo non sarebbero attendibili. Quando Mazzarella parla di 6/7 milioni di spettatori lo fa in base a quale dato? Quale ricerca? quale statistica? Quella nella sua mente?

Infine, Mattarella conclude:

“Il solito problema dell’attendibilità della rete, un caos controllato di approssimazione e pressapochismo da cui faremmo bene a guardarci più spesso. Che poi già ci pensano la Gruber, Travaglio e Zucconi ad aprire Otto e Mezzo strillando che il nuovo Checco Zalone è il film più visto di sempre.”

Ma come, proprio lui che non specifica quale sia il blog, l’autore, la data, che spara record e primati campati per aria, che parla di milioni di spettatori degli anni 30′ senza citare fonti, ricerche o statistiche, proprio lui si permette di giudicare? A Mazzarè, e dai su… Su Travaglio, che noi del Fango Quotidiano certo non amiamo, no si può negare che il Fatto Quotidiano ha si segnalato gli incassi alti (senza dire che sono i più alti del cinema italiano) ma ha anche scritto che nella classifica dei più visti è al 43 posto…

E pensare che sul sito di Film Tv, che secondo similarweb ha meno visibilità del blog che ospita la classifica citata da Mazzarella, ci sono centinaia di classifiche realizzate dagli utenti e tutte basate solo su opinioni personali, gusti e pseudo accademismi…

Il web sarà pure approssimativo ma Mazzarella ci sembra degenerativo.

 

2 Commenti

  1. Capito qui per caso sabina ricerca google e non posso non commentare questo splendido esempio di italiese d’eccellenza.
    Uso smodato e scorretto di parentesi che non si sa dove vengano aperte, mancanza di cognizione della differenza tra sì affermativo e si pronome, ancora smodato e scorretto uso di onomatopee e suoni “eh già”, “eh beh” eccetera, evidente ignoranza nella composizione di un periodo: questo articolo somiglia più a un discorso da bar sport.
    Un correttore di bozze sarebbe fortemente indicato, cara redazione, nonché l’acquisto di un Sensini o analogo libro sull’analisi della lingua italiana

    • Grazie del commento Giulio, ci fa molto piacere ricevere critiche e consigli, specie quando si occupano dei contenuti invece che della forma…Certo, dato il nostro italiese, ci avrebbe fatto comodo che tu ci indicassi con precisione le correzioni, così avremmo potuto correggere.

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