Grillo: “abbiamo di fronte dei serial killer della vita dei nostri figli” Ora, dove sono gli indignados?

grillo-serial-killerMaria Elena Boschi

fu massacrata perchè si permise di fare differenze partigiani:

Ci sono molti partigiani, quelli veri, che hanno combattuto, e non quelli venuti poi, che voteranno sì alla riforma costituzionale

Perchè ha avuto l’ardire/cinismo di parlare dei diritti dei malati di cancro in caso di vittoria del Sì:

Oggi non c’è lo stesso diritto per ciascun cittadino di qualunque regione di accedere allo stesso tipo di cure per malattie molto gravi come il tumore o i vaccini. Se passa la riforma invece avremo il dovere che ci siano lo stesso tipo di servizi a prescindere dalla regione in cui vivono

E pensate, anche solo per aver detto:

Votate Sì al referendum per un’Italia più forte

notizia riportata anche dal Fatto quotidiano

Matteo Renzi

Viene crocifisso perchè ha personalizzato il referendum dicendo che in caso di vittoria del NO lui si sarebbe dimesso. Ha definito la conseguente coalizione che nascerebbe in caso di vittoria del NO, come un’accozzaglia.

Criticato da Gianni Cuperlo – che prima era un convinto sostenitore il NO, poi si è miticamente convertito al Sì sulla via del Nazareno, folgorato da una luce divina come San. Paolo – per aver detto:

La sinistra è in larghissima parte con noi

Irriso per aver detto, alla festa dell’unità di Modena:

Pensate che bello mettere nel fondo delle povertà i 500 milioni risparmiati sui costi della politica

Poi arriva Peppe Grillo che dice una lunga serie ragionamenti superficiali e in larga parte falsi e privi di senso, ma non si limita solo a questo. “Il nuovo barbaro”, “il vero eroe”  come si è definito lui stesso, che fa i video inneggiando alla poesia del fallimento e alla vittoria dei barbari contro giornali, tv e le èlite intellettuali, si fa riprendere con occhiali e centinaia di libri alla spalle – ci stupiremmo se ne abbia letto almeno uno – cornice da cui ci si aspetterebbe una di quelle riflessioni che spostano 3/4 punti percentuali, invece fa un mega favore al fronte del Sì e dice:

Questa gente sono serial killer, questi qui attraverso questo involucro che hanno riempito di cazzate! Cazzate! stanno espropriando il futuro, ma io me ne frego del mio futuro, ho 70 anni, ma stanno espropriando e rubando il futuro di vostro figlio, di vostro nipote […] Sappiate che abbiamo di fronte dei serial Killer della vita dei nostri figli fra vent’anni

Strano che proprio chi ha sterminato una famiglia intera accusi gli altri di essere dei Serial Killer, ma che volete farci, è Grillo. La notizia è stata ovviamente riportata da tutti (pravda grillina compresa), ma quelli che fino a ieri si indignavano per le parole della Boschi e di Renzi, dedicando riflessioni, dibattiti televisivi (perlopiù su telegrillo) e satire, oggi tacciono o addirittura cercano di edulcorare le parole di Grillo, proprio come fa la pravda grillina guidata da #TravaGoebbels:

I “serial Killer” diventano solo “killer” e non “della vita”, come dice Grillo ma “del futuro”

Ovviamente nessuno dei #fattoni, bocconiani compresi, si è minimamente espresso. Marco Travaglio, Peter Gomez, Stefano Feltri, Antonio Padellaro, Silvia Truzzi, Andrea Scanzi Davide Vecchi… Nessuno.

Per farvi capire Peter Gomez preferisce concentrarsi sull’invito al voto

Travaglio addirittura se la prende con Renzi

Ora però questo stalker travestito da premier sta francamente esagerando.

Stefano Feltri tanto attento alle dichiarazioni “terroristiche” di Renzi

Preferisce concentrasi su di noi intervenendo in una riflessione che abbiamo avuto con Tito Faraci.

Andrea Scanzi sceglie di dedicarsi alle parole di Napolitano ospite a “Porta a Porta”

Davide Vecchi si concentra sulle parole di Vincenzo De Luca:

Silvia Truzzi sceglie di fare la maestrina di Renzi:

Poi c’è la minoranza:

E qui troviamo esempio Civati che si indigna anche lui per le parole di De Luca ma ignora totalmente quelle di grillo

Fassina che evidentemente a corto di visibilità preferisce usare Twitter come agenda degli appuntamenti ricordando a tutti dove evitare di andare per non incontrarlo.

O speranza che fa, anche lui, le condoglianze a Rosy Bindi

Poi ci sono i freelance del NO come luca Telese. Lui preferisce concentrasi sull’accozzaglia di Renzi

In questi giorni di dura, per certi aspetti folle, campagna elettorale se ne sentono (e sentiranno ancora) delle belle e noi saremmo sempre qui a far capire ipocrisie e dippiopesismi. A quanto pare anche l’indignazione è una questione di parti. Ci si indigna solo di quello che dice “il nemico”, mentre ciò che dicono “i nostri” e al massimo folklore. Gli indignados, a seconda di come gli conviene, diventano infischiados.

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