I 5 stelle dicono NO per manifesta incapacità, I fanghisti festeggiano

no-olimpiadiSe si gira il mondo intero non si trova un solo paese che esulta e festeggia per non ospitare le olimpiadi. E come se un lavoratore esultasse per non essere riuscito ad andare in vacanza per mancanza di soldi o peggio per la paura di essere fregato. Nel paese dei tifosi del viva il NO a tutto, paradossalmente si festeggia una sconfitta. Alla fine, come era annunciato, la Raggi ha confermato il suo NO secco alle Olimpiadi di Roma del 2024. La decisione in realtà è stata imposta da Beppe Grillo, che per l’ennesima volta si smaschera e mostra il suo ruolo di capo, di “gran maestro” del moVimento. Questa sorta setta dispotica, composta perlopiù da cialtroni maleducati, chiamata moVimento 5 stelle è convinta di avere vinto – anche se non sanno nemmeno loro cosa – ma in realtà hanno fatto solo una pessima figura. l’unico dato certo che emerge da questo NO pretestuoso alle Olimpiadi è la manifesta incapacità del moVimento che in pratica fugge per non assumersi responsabilità, cosa che non sarebbe in grado di fare.

Il NO in campagna elettorale 

Per dovere di cronaca bisogna dire che la Raggi aveva già annunciato il suo NO in campagna elettorale, e molti sostengono abbia vinto anche grazie a questo. Successivamente, però, aveva fatto delle aperture, perchè il comitato si mostrava serio e stava lavorando assiduamente a un piano che non è esagerato definire perfetto. Ecco, quindi arrivare il diktat di Grillo che blocca ogni ripensamento o riflessione. Le Olimpiadi non si fanno e basta, dice l’ex comico. Se la Raggi avesse insistito probabilmente avrebbe fatto la stessa fine del sindaco grillino di Parma Pizzarotti: sarebbe stata logorata e pian piano espulsa dal M5S. La decisione viene presa senza nemmeno leggere o esaminare la proposta del comitato, di fatto è una decisione dettata da questioni politiche interne al M5S: le Olimpiadi vengono usate per ricompattare e riunire il movimento profondamente diviso e sfaldato da conflitti interni. Inoltre la Raggi aveva promesso che ci sarebbe stato un referendum per interpellare i cittadini, ma niente, quando non conviene la democrazia non si usa. La Raggi fa una tripla figuraccia: si mostra debole nei confronti di Grillo e conferma di essere eterodiretta, si mostra pretestuosa perchè decide senza valutare e esaminare nulla, e bugiarda perchè mente ai cittadini promettendo un referendum che poi non fa.

Il mancato incontro con Malagò

Raggi avrebbe dovuto incontrare alle 14.30 Malagò il quale doveva illustrare il suo piano e mostrare l’ottimo lavoro fatto lavoro . Ma la Raggi lo snobba e non si presenta all’appuntamento. La Raggi già martedì aveva deciso di far saltare l’incontro. Tento il No era comunque già deciso

Che senso ha incontrare Malagò a questo punto?

Nel pomeriggio di martedì il suo vice, Daniele Frongia, conferma l’intenzione di non fare l’incontro. Qualcuno, però, si accorge che così facendo, oltre allo sgarbo istituzionale, la sindaca sarebbe passata ancora una volta per bugiarda, in quanto alla festa del Fatto a Roma, il 28 agosto e in tante altre occasioni aveva detto.

Parlerò dopo l’incontro con Malagò, abbiamo un accordo. Alla fine della Paralimpiadi ci vedremo.

Quindi l’incontro viene fissato per mercoledi’ prima della conferenza stampa. Malagò, chiede lo streaming, ma gli viene opposto un rifiuto, e proprio da coloro che l’hanno idolatrato come totem di trasparenza. Alle 15.07, della Raggi non c’è nemmeno l’ombra. Giovanni Malagò guarda per l’ultima volta l’orologio e comprensibilmente infastidito:

Questa è mancanza di rispetto

lascia il Campidoglio assieme al presidente del Comitato paralimpico Luca Pancalli e alla coordinatrice del comitato promotore Diana Bianchedi. La Raggi non si presenta perchè incurante se ne sta a pranzare in una trattoria, precisamente da Dino in via dei Mille,  con Frongia e l’assessora alla Mobilità Linda Meleo. Questo sono la serietà il rispetto della Raggi che, non contenta, sfotte pure

Non ho potuto incontrarlo, mi spiace che abbia deciso di andare via proprio mentre entravo. Ho avuto un contrattempo, qualche minuto di ritardo, non quaranta

Provate a immaginare se un cosa del genere l’avesse fatta Maria Elena Boschi…Ora sarebbe legata alla macchina della tortura in piazza navona con Travaglio e Co. intenti a seviziarla.

La conferenza stampa

Alle 16,08, con un ulteriore ritardo, la Raggi, si presenta davanti ai giornalisti. Le prime due file di sedie sono riservate ai grillini e agli assessori, chiamati ad applaudire a ogni frase a effetto. Non c’è invece Paolo Berdini, l’assessore all’Urbanistica che si era detto favorevole ai Giochi.

Come vedete con saccenza, sorrisetti alla Travaglio e faccette da stronzetta la Raggi utilizza tutti gli slogan tipici della campagna demagogica fatta in questi mesi.

No ai Giochi del mattone

Stiamo ancora pagando i debiti per gli espropri di Roma 1960

non vogliamo che lo sport venga usato come pretesto per una nuova colata di cemento in città.

Diciamo No alle Olimpiadi del mattone.

Il problema è che la pessima figura la fa proprio la Raggi perchè non capisce che è lei a scappare e dichiararsi incapace di controllore, vigilare e evitare gli sprechi da lei ricordati. Se in passato sono stati fatti errori (e sono stati fatti) allora perchè smarcarsi e fuggire dal futuro e dall’occasione di non ripeterli? Malagò aveva addirittura proposto alla Raggi di prendersi la governance e avere potere decisivo, un modo non solo di includere ma responsabilizzare, ma ovviamente se si chiede a un bambino di scriversi i compiti questo preferisce di gran lunga non farli proprio…

La mozione dei grillini  

La sindaca, tramite Frongia, annuncia che è già pronta la mozione per rifiutare la candidatura e annullare la delibera precedente di giugno 2015 e risalente a l’ex sindaco Marino, con la quale la Capitale venne, di fatto, candidata ai giochi olimpici. Il consiglio comunale dovrà ora votarla. Ma Malagò consiglia di non presentarla perchè è imbarazzante

La mozione è imbarazzante, consiglio alla sindaca Raggi di non presentarla. La mozione parla di città che non sono mai state candidate. Bisogna sapere prima di cosa si parla, sennò si fanno brutte figure. Come si fa a non saperlo? Amburgo non è stata mai candidata, Boston neanche, è imbarazzante. Ho chiamato Silvia Scozzese, il commissario per il debito di Roma, e le ho chiesto se è vero che Roma ha debiti per 2 mld da addebitare ai giochi di Roma 1960. Lei mi ha mandato una mail, che consegno agli atti, e scoprirete che quella è una falsità assoluta. Si tratta di debiti commerciali, espropri per alcune case del villaggio olimpico per poche centinaia di migliaia di euro. Questa è demagogia, populismo”.

Quando Malagò parla della pagina wikipedia si riferisce a questa

Bisogna, per dovere di cronaca, specificare che la candidatura di Amburgo come è spiegato bene in quest’articolo è sfumata a seguito di un regolare referendum, contro il parere del  sindaco, che a differenza della Raggi, ovviamente era a favore delle Olimpiadi.

Per quanto riguarda Boston la cosa è ancora più assurda perchè un piccolo comitato di attivisti guidato da Chris Dempsey è riuscito a bloccare le Olimpiadi e sconfiggere i così detti “poteri forti”. (leggere qui).

I possibili danni erariali

Malagò ha evocato anche la possibilità di una richiesta di danno erariale, dato che la candidatura di Roma era stata chiesta e avanzata dalla precedente giunta Marino che ha comportato una serie di investimenti che ora vanno giustificati. La legge, infatti, prevede la responsabilità individuale per chi cagiona un danno alle casse dello Stato, in questo caso causato dalla “discontinuità amministrativa” rispetto alla precedente gestione.

Noi siamo amministratori pubblici è chiaro che abbiamo avuto dei fondi tramite una legge dello Stato e siamo soggetti ai controlli del Mefquindi giuridicamente ed economicamente è evidente che dobbiamo girare l’azione di responsabilità verso gli amministratori che firmeranno quella delibera

In prima fila al corteo della festa del No ci sono ovviamente i fanghisti delle varie pravde, che in preda a euforia e festeggiamenti da ultimo dell’anno si sono letteralmente scatenati:

Titolo Fatto Quotidiano: 

“Niente Olimpiadi”Se le conosci, le eviti(e risparmi miliardi)

Travaglio 

Le Olimpiadi, conti alla mano, le vince sempre chi non se le aggiudica. Dunque si può dire senza tema di smentita che ieri Roma, rinunciandovi, ha vinto le Olimpiadi del 2024. Bene ha fatto Virginia Raggi a tener fede alla parola data agli elettori e ad annullare la candidatura che quel buontempone di Marino, pressato da quell’irresponsabile di Renzi e dal quel megalomane di Malagò, aveva presentato due anni fa.

Pensate fin dove arriva la stupidità di questo pseudo giornalista. Se Renzi è irresponsabile la Raggi cos’è, una scemetta immatura che non è ancora uscita dall’adolescenza? Malago è megalomane? e Grillo che governa Roma nell’ombra cos’è, un titano?

Titolo di Libero:

Addio Olimpiadi a Roma: la Raggi ne azzecca una! Finalmente una cosa da grillina: pensa alla gente e delude i palazzinari.

Bechis

Nello stesso giorno in cui ha ufficializzato il suo No alle Olimpiadi a Roma nel 2024, Virginia Raggi ha lasciato un contentino a Francesco Gaetano Caltagirone e ai costruttori alleati con lui nella società consortile Tor Vergata.

Era compito della Raggi controllare e impedire ruberie e illegalità invece è scappata perchè incapace di farlo.

Cruciani

C’è da stappare lo champagne, e pure di quelli pregiati, per la decisione del sindaco di Roma Virginia Raggi di dire no alle Olimpiadi

Questo essere non lo commentiamo nemmeno perchè non lo consideriamo nemmeno umano.

Titoli la Verità:

Fine dei giochi i grillini ne hanno fatta una giusta

e

i 35 minuti che salvarono Roma dai giochi

Belpietro

I 5 stelle, per una volta, ne hanno fatta una giusta, respingendo lusinghe e minacce. Il trattamento anti Raggi che puntava a costringere la povera sindaca a cedere, schierando si contro il movimento e soprattutto contro chi l’ha eletta, non ha funzionato. E io me ne rallegro

Se noi avessimo l’appoggio e l’approvazione di certa gente ci faremmo come minimo qualche domanda. Tipo: “ma non sarà che abbiamo fatto una cazzata enorme? Il solo fatto che la peggior risma di direttori e giornalisti si con noi attesta che forse abbiamo preso un granchio”. Questi stanno festeggiando perchè abbiamo detto no… ma sono normali?”

Sta di fatto che ora l’unica cosa che sia farà a Roma per 5 anni è raccogliere l’immondizia dicendo si al Ras dei rifiuti Cerroni. Beh, tutto sommato per grillini è un buon risultato.

 

5 Commenti

  1. Leggendo i commenti entusiastici dei vari Libero, la Verità si capisce dove siano andati a finire i grillini. Del resto a Roma la povera Raggi (è un pupazzetto i cui fili sono tirati dalla Casaleggio: Grillo è solo immagine) ha vinto anche grazie ai voti dell’ultra-destra.
    Meno male che avevo capito per tempo (2011/2012) che cosa stesse diventando il M5s.
    Devo dire poi che rido a crepapelle quando, facendo mente locale, vedo una società commerciale di Milano che gestisce il sindaco di Roma.
    No, ma si rendono conto i poveri romani?
    Milanesi che occupano Roma.
    Il destino sa proprio essere beffardo.

  2. Al momento, il no alle olimpiadi ha ottenuto il risultato di ringalluzzire i grillini di lotta e di governo, dopo tre mesi di scoppole quotidiane. Per intanto dunque, si pensa a festeggiare una parvenza di ritrovata unità. Mentre i problemi, – che prima o poi riemergeranno, intatti se non aggravati – vengono nascosti sotto il tappeto.
    E adesso che Miss Raggi non ha più l’incombenza olimpiadi potrà dedicarsi a tempo pieno alla ricerca dell’assessore mancante.
    Ieri stava ancora vagliando “2 curriculum” (testuali parole).
    Magari qualcuno di buon cuore le dica che 1 curriculum diventa 2 curricula.
    L’abbiamo imparato a scuola

  3. Leggere su Libero qualcosa contro i “palazzinari” non ha prezzo.
    Che smemoratelli che sono!
    Non si ricordano più che il loro padrone ha incominciato le sue fortune con l’edilizia?.

  4. dunque la Appendino sull’acqua fa qualcosa di diverso rispetto a quanto dichiarato in campagna elettorale e viene da voi per questo criticata. La raggi fa quel che aveva detto circa le olimpiadi e viene comunque criticata, dimenticandosi che i romani sapevano che lei non le voleva. Ora, io non sono dei cinquestelle, anzi, essendo un progressista di sinistra al momento mi ritrovo senza un partito che mi rappresenti, tuttavia sarebbe indispensabile a questo paese che le persone si interessassero con competenza e onestà intellettuale delle questioni concrete senza andare in cerca di voti o sovvenzioni in modo raffazzonato e privo di base programmatica.
    nello specifico, la situazione di Roma è drammaticamente complessa alla luce delle brillanti amministrazioni precedenti e sarebbe necessario che il sindaco si svegliasse e iniziasse ad affrontare alcune questioni come ad es. la situazione del’atac, tuttavia aggiungere ulteriore esposizione debitoria sarebbe stato folle e tecnicamente improponibile

    • La Appendino fa qualcosa di diverso non solo rispetto a quanto da lei dichiarato ma da quanto professato dal M5S. La Raggi. per quanto possa essere incapace, aveva capito l’importanza delle olimpiadi e assessori come Berdini (urbanistica) avevano cercato di far comprendere l’utilità dei fondi che avrebbero permesso la riqualificazione delle aree urbane e il miglioramento dei trasporti. Per questo la Raggi aveva cominciato a fare delle aperture, cosa che fece infuriare Grillo e il direttorio (uno dei tanti). Ecco quindi arrivare il famoso diktat che azzera ogni possibilità di confronto o riflessione. Non ci sarebbe stata alcuna situazione debitoria e cmq dire No attenta che non si è in grado di prevenire illeciti e di affrontare problemi. la paura del debito o dell’illegalità attesa incapacità e inadeguatezza. Quello della Raggi è stato un NO di principio, detto senza alcuna valutazione o esame del progetto del comitato per le olimpiadi. Tu punti l’attenzione su fatto che sono state fatte valutazioni diverse. E quindi? Noi non abbiamo squadre non abbiamo parti o copioni, siamo liberi e in quanto tali valutiamo situazioni e casi diversi in modo dedicato e talvolta differente.

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