Il caso dei rolex? Era fuffa ma dietro ci sono i Grillini!

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Signori, alla fine era come vi avevamo detto noi. Il fatto ha imbastito l’ennesimo caso fuffa ingigantendo e manipolando una semplice figuraccia che nulla aveva a che fare tra l’altro con Renzi che nemmeno era presente durante il litigio fra scorta e uomini del cerimoniale avvenuta in occasione della visita di Renzi a Ryad.  Il Fatto ha fantasticato per giorni su questo caso, raccontando di tutto e di più. Ci hanno fatto entrare di tutto. Hanno raccontato che i costosi orologi Rolex erano misteriosamente scomparsi e non si sapesse dove fossero, insinuato che li avesse Renzi, magari nascosti a firenze nel cavò di banca Etruria… Hanno raccontato di altri inesistenti Rolex in possesso del premier che invece ne ha soltanto uno ricevuto in regalo anni fa. Ci hanno infilato persino Putin. Mancava solo la CIA, gli illuminati, scintology, le scie chimiche e l’immancabile massoneria (a si, dimenticavamo le sirene…).  Insomma, solita macchina del fango al gusto di immondizia targata Fatto Quotidiano. Noi, come sempre, vi avevamo detto (argomentando naturalmente ) che era solo aria fritta – come la maggior parte delle inchieste del Fatto -. L’avevamo detto nel nostro articolo dedicato alla balla dei Rolex e nella nostra videorubrica cronaca di ordinario Fango Quotidiano. Alla fine, sarà anche presuntuoso dirlo, ma abbiamo avuto ragione su tutto. Come potete controllare andando a riprendere articolo e video avevamo anche anticipato che ci fosse lo zampino dei grillini e infatti così è:

Ora si è scoperto che il tutto è partito da un “pentito” un certo, Reda Hammad, egiziano con passaporto italiano, che dal 2001 lavora occasionalmente come interprete arabo per palazzo Chigi.

Il Fatto in questo articolo ci fornisce un resoconto rocambolesco e allo stesso tempo assurdo dei fatti; una sceneggiatura che come si dice in gergo fa acqua da tutte le parti.  Non si riesce a capire da cosa avrebbe dovuto tutelarsi l’egiziano che non ha voluto restituire subito il costoso orologio e preteso uno scontrino. Non si capisce perchè è tornato in Italia con il prezioso. A noi sembra più plausibile che l’egiziano in realtà, almeno inizialmente, pensava di tenersi l’orologio credendo/sperando che la cosa non facesse troppo clamore, poi vedendo che il caso montava ha deciso di fare marcia indietro e restituire l’orologio come dovuto e previsto dalle norme. La cosa che però chiarisce il tutto è la presenza di Nicola Morra (per chi non lo conoscesse è quello che rifletteva sullle motivazioni del pluriomicida Breivik). Quando abbiamo letto quel nome abbiamo capito tutto. Anche in questo caso c’è l’immancabile zampino dei grillini.

La versione del Fatto è assurda, ma lo è anche il comportamento di questo egiziano che definire anomalo e poco. Inoltre gli orologi dati ai giornalisti sono stati restituiti tutti? Questo non viene detto perchè non è utile allo scopo (screditare Renzi) e rischia di diffamare la categoria. Ci sono ancora dei lati oscuri ma tranquilli che tanto le bugie hanno le gambe corte, non vanno molto lontano.

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