Il diffamatore Scanzi torna a offendere e delegittimare Benigni

se lo conosci lo scanziSiamo abituati ai necrologi di Scanzi.  Quando non lo invitano a Otto e Mezzo per fare lo spin doctor del M5S o in qualche programma calcistico a dire amenità, non trova di meglio da fare che sfogare le sue frustrazioni offendendo e gettando fango sull’artista di turno a lui antipatico. Quando qualche artista si permette di avere una sua opinione e questa malauguratamente contrasta con la visione di Scanzi (che per lui ovviamente è l’unica giusta) ecco che si mette in moto la macchina del fango (quella di Scanzi è impostata in modalità spala merda) e l’artista viene letteralmente ricoperto escrementi. Scanzi non lo fa solo per esprimere il nulla che lo riempie (perdonate il paradosso) ma per cercare l’effetto social, l’eco della legione di imbecilli che alimenta e diffonde l’onta.

Oggi Scanzi se la (ri)prende con Roberto Benigni colpevole, secondo Scanzi, di votare si al referendum costituzionale. Il geniale artista fiorentino si era già espresso a favore della riforma e aveva anche già ricevuto la sua dose di cacca, ma a seguito “dell’intervista” de Le Iene Scanzi ha pensato di concedergli il bis. Questo è il video dell’intervista di Benigni

Scanzi comincia dicendo:

Hai talento, fai ridere come nessuno e non hai paura di essere scorretto. Poi cresci, ti ammorbidisci, cambi la storia e sostituisci i russi con gli americani, altrimenti l’Oscar non te lo danno mica.

per chi non lo sapesse Scanzi si riferisce a una stupida accusa di revisionismo storico mossa Oliviero Diliberto, quello del PDCI famoso più per il suo sigaro che per quello che ha detto o fatto come politico.  L’accusa sosteneva che Benigni con la “La vita è bella” aveva realizzato un falso storico con lo scopo di compiacere gli americani e poter così mettere le mani sull’ Oscar.

Nel film chi è che libera Auschwitz? Gli americani. Ma è un falso clamoroso. Viene cambiata la storia affinché il film possa essere venduto in America e, come è stato, vincere l’ Oscar. alterano la verità per scopi politici e strumentali. I fatti della storia vanno raccontati per quello che sono stati, senza alterare od occultare alcunché. Invece Benigni fa liberare gli ebrei dagli americani e non dall’Armata rossa come avvenne invece nella realtà, trattandosi del fronte orientale.

Benigni un po’ stupito dall’ignoranza di Diliberto rispose subito

Io lo stimo e so che è un uomo intelligente. Mi stupisco quindi che abbia detto una cosa superficiale. Noi non pensavamo affatto all’America, men che meno all’Oscar. Non immaginavamo di poter arrivare neanche a San Salvador con “La vita è bella”, che faceva paura ai nostri produttori e ne spostarono l’uscita dopo Natale perché raccontava una storia drammatica, anche se con i toni della favola. E poi il film non parla di Auschwitz, e infatti intorno al campo ci sono i monti che ad Auschwitz invece non ci sono. Quello è “il” campo di concentramento, perché qualsiasi campo contiene l’orrore di Auschwitz, non uno o un altro. Vorrei rispondere a Diliberto con le parole che il premio Nobel per la letteratura Imre Kertesz, un ungherese sopravvissuto ad Auschwitz, ha dedicato a “La vita è bella” nel suo saggio “Il secolo infelice”, quando dice che nel film “c’ è una verità più profonda della correttezza formale, che nell’arte non ha senso. Lo spirito e l’animo del film sono autentici. ‘La vita è bella’ ci tocca con la forza della magia e della favola, entra in noi nel profondo e non ci lascia più”. Un falso storico, questo sì, sarebbe se io dicessi che Diliberto andrà a Vicenza a manifestare contro un campo russo. Però mi fa piacere che ci vada eh…

Ovviamente Scanzi, che è ignorante come una capra (o disonesto intellettualmente), prende una falsa e stupida accusa e la riporta per dimostrare che Benigni è  uno che tende a vendersi che compiace, concetto che andiamo più avanti ad approfondire.

Scanzi prosegue:

Quindi, esaurita la vena, ti reinventi cantore dell’amore, celebrando la Costituzione più bella del mondo ma solo quando al potere c’è Berlusconi, che è brutto sporco e cattivo non per quello che fa ma perché non è iscritto al partito che voti.

Benigni quindi celebra la costituzione solo perchè al potere c’è Berlusconi (notate il contesto da dittatura sud americana) che Benigni, secondo Scanzi, Benigni criticava solo perchè non era di sinistra (Ulivo o PD). Mah… dobbiamo proprio commentare? No perchè noi ci sforziamo ma di questo passo rischiamo il prolasso…

“Se vince il No è peggio della Brexit“, dici adesso. E magari, se vince il Sì, ti regalano pure un’altra serata su RaiUno e un’altra bella vagonata di soldi (anche nostri). Da saltimbanco a rondolino: vamos.

Ecco che ritorna l’accusa di giudaica secondo la quale Benigni si venderebbe, in questo caso, per molti denari. La cosa assurda è che Scanzi accusa di Benigni di vendersi per lavorare quando lui  ha fatto spettacoli teatrali sfruttando la fama di artisti come Gaber e De Andrè (i quali non potevano dissentire perchè venuti a mancare) senza i quali a vederli a stento ci sarebbero andati i suoi parenti.  Scanzi, poi,  non si accorge che questo atteggiamento è del tutto simile a quello usato da Berlusconi quando chiamava coglioni gli elettori che votavano per Prodi o a Quello della Boschi che face differenze fra veri e falsi partigiani, cosa, tra l’altro, da lui aspramente e ipocritamente criticata. Ma Scanzi è in buona compagnia perchè proprio in questi giorni, il suo direttore Marco Travaglio ha offeso gli elettori orientati a votare SI alla riforma definendoli sudditi, conformisti, allocchi ecc. E non contento, degli artisti e dei personaggi dello spettacolo ha detto che votano Sì perchè “tengono famiglia”.  L’artista Nicola Piovani leggendo il pregiudizio si offende, decide di rispondere e umilia Travaglio definendolo un guitto. E’ la solita storia: chi non la pensa come noi (che siamo nel giusto) o è stupido o è disonesto.

Infine arriva l’estrema unzione:

Ormai, caro Benigni, ho finito anche gli insulti. Siamo al vilipendio di cadavere del povero Cioni Mario. Peccato, una volta eri bravo. Ma il Monni, a noi toscani, ce lo aveva detto chi eri davvero. E il Monni non sbagliava mai.

Cioni Mario era il nome del protagonista di “Berlinguer Ti Voglio Bene” e non è morto perchè al cinema non si muore mai… Ma tralasciando inutili sofismi – perle ai porci detti a Scanzi – ci concentriamo sull’attore scomparso Carlo Monni che, a detta di Scanzi, avrebbe detto chi era davvero Benigni. Siamo andati a cercare – a noi piace verificare – e in effetti abbiamo trovato un’intervista di Carlo Monni fatta proprio da Scanzi e l’attore di Benigni dice questo:

Sempre stato un genio, si capiva dai tempi di Vergaio. Uno scienziato della comicità. Berlinguer ti voglio bene (1978) e i nostri sketch erano roba sua, poi Giuseppe Bertolucci gli dava forma

Alla domanda, per altro stupida, di Scanzi su chi sia più bravo fra Troisi e Benigni il Monni risponde:

Benigni ha più genio, più gamma di racconto. Una fusione tra colto e popolare: le case del popolo, le trattorie, la Toscana antica. Repertorio infinito, ce l’ho anch’io. Quello che ha fatto Benigni sul palcoscenico, non c’è omo in Europa

Quello che non riusciamo a capire è il perchè Scanzi senta il bisogno di gettare discredito o delegittimare chi la pensa legittimamente in modo differente da lui. La spiegazione che ci siamo dati è che lo fa per cercare, come detto, la conseguente gogna social in cui Benigni viene ulteriormente ricoperto di insulti e improperi dai tanti haters che popolano il web. Se si vuole criticare è ovvio che lo si può e in un certo senso lo si deve fare, ma perchè la delegittimazione, perchè la diffamazione e la distruzione della persona e del suo lavoro? Se Scanzi, ovviamente, avesse un’altra spiegazione saremmo lieti di sentirla. Per il momento anche noi pensiamo che alcuni hanno inquadrato alla perfezione soggetti come Scanzi e uno di questi Daniele Luttazzi, lui si che ci ha detto chi è veramente Scanzi.

3 Commenti

  1. perché scanzi è un coglione come travaglio e ment(E)ana.
    d’altronde per essere grillini BISOGNA essere decerebrati idioti e analfabeti cuklturali

  2. Benigni non è fiorentino. Nato in provincia di Arezzo e trapiantato a Vergaio (PO) Noi fiorentini ci teniamo a non essere mescolati con gli aretini.

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