Il fact checking delle capre Travaglio e Di Foggia. Li abbiamo distrutti!

trav-foggia-distruttiGiovedì 22 settembre il presidente del consiglio si è confrontato con Marco Travaglio (alias capra1) nel programma TV “Otto e Mezzo su LA7 (tele grillo). Durante il confronto Renzi sfida Travaglio a fare il fact checking per dimostrare che dice balle. Travaglio non si fa attendere e, assieme a Carlo di Foggia (alias capra2) accontentano Renzi. E ovviamente scrivono una sacco di balle.

Elezione senato

le capre scrivono:

Il sindaco non viene eletto per fare il senatore (la scheda per il Senato non sarà più consegnata agli elettori), cioè per approvare le leggi o nominare i giudici costituzionali, ma per amministrare una città (…)  Il “come”  (saranno eletti)  è rinviato a una legge ordinaria, che ancora non c’è. Ma è certo che sarà incostituzionale o perché non risponde al comma 2 o perché al comma 5. E non riguarderà i 21 sindaci-senatori.

Oggi il sindaco non viene eletto per fare il sentore perchè il senato è composto da politici che rappresentano i loro partiti, non i territori. Separare rappresentanti votati da senatori non farebbe che moltiplicare ulteriormente il numero di politici e quindi vanificare riduzione dei parlamentari, risparmi e efficientamento. Dato che il senato rappresenterà i territori, e si occuperà di soddisfare le loro istanze, è giusto che voti leggi che riguardano i territori. E, dato che il senato fa e farà parte dello stato, è giusto che possa votare leggi costituzionali… Chi meglio di un sindaco può essere portatore delle istanze territoriali? Se i senatori fossero espressione dei partiti porterebbero le istanze di questi e non certo dei territori. Dire, poi, che la legge che normerà l’elezione dei sentori (che ancora non c’è) sarà incostituzionale è un pregiudizio cretino, appunto da capre.  

Paragone con Francia e Germania

Le capre sulla Germania scrivono:

Il Bundesrat tedesco è composto da delegati dei governi dei Länder, (…)non sono eletti dalla popolazione né dai consiglieri dei Länder ma delegati del governo del Land che li nomina e li revoca (…)Hanno vincolo di mandato,(…) ricevono solo il rimborso del viaggio e non hanno immunità

L’italia non è divisa in stati ma in regioni, la differenza è solo semantica. I länder corrispondono alle nostre regioni… Se si osserva la superficie dei länder si può notare che è del tutto simile a quella delle nostre regioni. Non a caso anche wikipedia scrive “stati/regione”. Magari le capre del Fatto possono proporre la modifica del lemma chiedendo di eliminare l’assimilazione…

Il Bundesrat è composto dai delegati dei governi dei vari Länder. Secondo quanto previsto dall’art. 51 della Legge Fondamentale, siedono nel Bundesrat i membri dei governi di ogni singolo Länd. Non è molto diverso da: “Il Senato della Repubblica è composto da novantacinque senatori rappresentativi delle istituzioni territoriali (le regioni/Länder) i quali sono eletti dai consigli regionali”. La differenza con il modello tedesco sta nel fatto che i senatori saranno scelti “in conformità alle scelte espresse dagli elettori”

Le Bundesrat sono stabilite nell’art. 50 della Legge fondamentale che indica il Bundesrat come l’organo attraverso il quale i Länder partecipano al potere legislativo e all’amministrazione dello Stato federale (in tedesco Bund) e si occupano di questioni relative all’Unione europea.

Ma dai? anche Il senato italiano partecipa al potere legislativo, fa da raccordo con le regioni e si occupa di questioni relative all’Unione europea…Ma guarda te le somiglianze…

Anche i componenti del nuovo senato non percepiranno alcun indennità, ma solo lo stipendio relativo alla loro carica di sindaco o consigliere, e i rimborsi spese di viaggi saranno a carico dei territori.

l’immunità esiste in Germania, e ne godono anche i deputati dei Länder. I componenti del Bundesrat, pur non avendola come senatori, beneficiano ugualmente dell’immunità, in quanto membri delle assemblee regionali nelle forme di tutela previste dai rispettivi Länder di appartenenza. Non c’è l’hanno da senatori perchè ce l’hanno già in quanto “consiglieri”… Da noi invece non ce l’hanno da consiglieri ma ce l’avranno da senatori.

Per concludere la riforma Renzi Boschi prevede un senato molto simile a quello tedesco ma solo più democratico.

Le capre sulla Francia scrivono:

In Francia – che quanto a iter legislativo è un bicameralismo sostanzialmente paritario – il Senato rappresenta gli enti locali ed è eletto da 162 mila grandi elettori.

il ruolo è radicalmente limitato dall’articolo 45 della Costituzione, che permette al Governo di conferire all’Assemblea il diritto di deliberare in via definitiva. Il Senato è inoltre escluso dal voto di fiducia all’esecutivo (proprio come quello previsto dalla riforma Renzi Boschi)

Il senato francese non è letto dai cittadini ma in modo indiretto. Certo i lettori grillini del Fatto penseranno che i grandi elettori siano dei francesi enormi, ma non è così. I senatori sono eletti a suffragio indiretto: possono votare circa 150.000 grandi elettori, i quali, per la maggior parte sono costituiti da amministratori locali (sindaci, consiglieri municipali, consiglieri dipartimentali e consiglieri regionali). ma dai… sembra proprio simile a i consiglieri regionali della riforma costituzionale nostrana… ma pensa te…

Se si votano non si potrà cambiare facilmente 

Nel 2006 i cittadini avevano bocciato una riforma che, secondo Elisabetta Gualmini “era identica a questa”. Eppure, 10 anni dopo, eccone un’altra perlomeno simile.

Premesso che Renzi esagera, essendo ovviamente di parte (come qualsiasi venditore che esalta il proprio prodotto), aspettare altri 10 anni (minimo) per cambiare sta schifezza di bicameralismo perfetto non è una grande idea… Il fatto che il volere dei cittadini non vale nulla (vedi es. le preferenze) e Travaglio e Foggia diano questo per scontato, come fosse normale è avvilente. E poi segunedo il ragionamento di Travglio e Co. se è così semplice che problema c’è? fra dieci(mila) anni quando governeranno i 5 stelle la si cambia nuovamente…

Risparmi

Le capre scrivono:

Il Senato costa in tutto 540 milioni. Per la Ragioneria generale dello Stato, cioè il governo, la minore spesa conseguente alla riduzione dei senatori “è stimabile in circa 49 m il i on i ”, mentre la soppressione del Cnel produrrebbe “risparmi pari a 8,7 milioni”.

A parte il fatto che solo delle capre possono arrivare a dire che eliminando stipendi e rimborsi dei senatori, sopprimendo enti inutili (CNEL) e abolendo province non si risparmia, come si fa a escludere dal conteggio dei risparmi i costi del personale, dei servizi, delle forniture, dei collaboratori quelli dei tecnici ecc.?  Va bene che si vuole negare l’evidenza, ma fino a questo punto si scade nel ridicolo.

L’esempio dell’Expo

Le capre scrivono:

Dal Rendiconto di maggio 2016: costi per 2,254 miliardi; ricavi (in parte non ancora incassati) per 849 milioni. Perdita: 1,4 miliardi. E i ladri li hanno arrestati giudici e forze dell’ordine, non il governo. Gli ultimi, a luglio, per mafia.

Balla colossale. Siamo abituati all’ostinata e patetica filastrocca del Fatto che, ancora oggi, cerca di dimostrare che l’Expo è stato un fallimento. Ma le cose, ovviamente, non stanno così. L’expo ha chiuso in positivo con un patrimonio netto e di 30 milioni e giornali seri come il Corriere della Sera hanno ben spiegato come stanno i conti. Expo Milano 2015 da quando è nata, nel 2009, a quando ha chiuso i battenti, nel 2015, è costata esattamente 2.254,7 milioni di euro, ed è stata messa in liquidazione per 2.285,4 milioni. Ha chiuso con un patrimonio netto pari a 30,7 milioni. Considerando i 7,7 milioni per la gestione fino al 18 febbraio 2016, data della sua liquidazione, il patrimonio netto della società è stato di 23 milioni di euro.

Il ladri li hanno arrestati giudici e forze dell’ordine ma L’ANAC che ce l’ha messa? Giudici e forze dell’ordine sono facilmente corruttibili anche loro e a dimostrarlo ci sono tantissime inchieste e processi. L’avere predisposto un’autorità anticorruzione praticamente ad hoc per L’Expo non è cosa da poco, il grande lavoro è stato fatto da Cantone, non dai giudici.

TAGLIO IRPEF.

Il ministro Padoan aveva già spiegato che sarebbe arrivato nel 2018. A maggio Renzi aveva prospettato un anticipo al 2017.

Prospettare non significa promettere ma essere orientato a… Renzi non ha mai promesso l’anticipo del taglio dell’IRPEF. Ha detto solo che sul tavolo c’erano varie ipotesi fra cui quella di dare un anticipo dell’ IRPEF, ma Padoan è, giustamente, sempre stato cauto. A Porta a Porta Padoan parlò di “margini” per anticipare il taglio dell’Irpef al 2017, rivedendo il taglio dell’Ires

Se possiamo anticipare il taglio dell’Irpef vedremo di quanti punti, comunque si tratta di punti che si sentiranno nelle tasche (…)Se ci sono spazi di bilancio sono uno strenuo sostenitore del taglio delle tasse quindi sicuramente non ci sarà da parte mia un atteggiamento non favorevole, però ho un dovere, devo mantenere e difendere la sostenibilità finanziaria del Paese

Anche il ministro Poletti disse:

“In legge di stabilità valuteremo l’ipotesi di anticipare al 2017 un taglio strutturale del cuneo, in modo da rendere meno costoso il lavoro a tempo indeterminato”.

Insomma, valutare non vuol dire promettere. Che poi in politica si tenda a fare promesse esagerando, questo è innegabile. I grillini ancora oggi continuano a promettere l’assurdo reddito di cittadinanza di 700€ a 10 milioni di italiani che costerebbe 80 miliardi all’anno, con coperture farlocche, cosa che ovviamente il Fatto non ha mai minimamente contestato o smentito, Travaglio ha il coraggio di parlare delle ipotesi del governo sul taglio dell’IRPEF? Ma ci facciano il piacere…

Sul lavoro 

Questa parte la saltiamo perchè non stiamo al giochetto di Travaglio e Co. I dati sono pubblici e dicono incontestabilmente che i posti di lavoro (nuovi e a tempo indeterminato) sono aumentati e la disoccupazione giovanile è diminuita del 2%. Ora, si possono fare calcoli cretini sui trimetri e rigirare i dati come si vuole ma la verità è che Renzi ha aumento gli occupati e diminuito la disoccupazione… Poi ci sono i soliti mantra dell’abolizione dell’articolo 18 che non ha mai protetto nessuno, cosa che Travaglio non sa perchè lui non ha mai lavorato in una fabbrica, e sul licenziamento che prevede un rimborso minore per il datore di quanto risparmiato con gli incentivi. Il fatto è che prima i rimborsi per i licenziamenti non c’erano proprio, si veniva licenziati e stop, e non c’era nemmeno più l’indennità di disoccupazione che è stata reinserita (naspi). Per non parlare della maternità, degli 80€ ecc.  

Le copie del Fatto calano

Le capre scrivono:

Cosa c’entri, non si sa, ma vediamo i dati. A settembre la media delle copie del Fatto vendute in edicola è in crescita dell’8% rispetto al settembre 2015. Le copie digitali vendute sono in linea con l’anno passato. Depurato dell’effetto del boom di gennaio 2015, quando pubblicammo Charlie Hebdo,i dati di Ads (Accertamento diffusione stampa) indicano un calo nei primi 6 mesi del 2016 del 4% sul semestre 2015.

Renzi ha fatto semplicemente una battuta dicendo che a calare non sono i posti di lavoro ma le copie del Fatto Quotidiano  (la vendita), ecco cosa c’entra… Tralasciando le minchiate sull’effetto Charlie Hebdo, Travaglio prende i dati della diffusione, ma non bisogna guardare quelli… Bisogna invece guardare  i dati mensili dichiarati e certificati (e quelli di settembre 2016 non ci sono ancora) Ora, noi pubblichiamo i dati qui sotto, poi giudicheranno i lettori se a dire le balle sono Travaglio e Foggia o Renzi…

vendite-fatto

Ecco, dopo tutto questo, possiamo concludere che a dire balle, sono Travaglio e Foggia e qui non ci sono dubbi.

 

 

4 Commenti

  1. Spiegate meglio il punto “riforma attuale uguale a quella di berlusconi”, perchè non è per niente vero: questa riforma non c’entra niente con quella di berlusconi che prevedeva un premierato forte, con un presidente del Consiglio scelto direttamente alle elezioni che si sarebbe insediato immediatamente, senza bisogno di chiedere la fiducia alla Camera. La riforma attribuiva al presidente del Consiglio il potere di sciogliere le camere. Questa di renzi non è per niente così

  2. Se i grillomani leggessero questo pezzo, sicuramente accuserebbero l’autore di essere un piddino.
    Il grillomane infatti è un tipo idolo-dipendente: lui non ragiona, ma delega la fatica di farlo a qualcun altro. Pertanto, se Travaglio dice una cosa, il grillomane mai si sognerebbe di verificarne la fondatezza. Dunque, Travaglio e tutta la combriccola che sparge fuffa hanno buon gioco in questo.

    • De lazzari o dei Lazzari perché lazzaro combacia meglio con questi giornalai che chiamano capre due anti renziani doc. Se quei due son capre i giornalai di questi sito cosa sono?? bovi???? Te lo dice uno che guarda da lontano la massoneria guida le porcate che vi impone Renzi e verdini, il primo per ordine dei Banchieri acchiappatutto sionisti, e il secondo per non andare in galera tramite appoggio PD. Alla fine se vince il si i parassiti rimangono quelli che asseconderanno l´europa in tutto le banche, e gli arabi che hanno gia pagato con Rolex e altre belle cose.che avete, se invece vince il no rimangono tutti i parassiti come oggi, ma sotto un altro aspetto politico, cioé quello del vai avanti cretino! grillomani si dovrebbe esserlo per amore dell´Italia perché sarebbe un cambiamento vero dove i soliti scomparirebbero etu per la prima volta avresti una speranza.

  3. ma c’è ancora gente che legge il fatto quotidiano ?
    intendo dire a parte i ragazzini e i complottisti dell’11 settembre ?

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