Il Fatto continua con le balle e la teorizzazione della razza pura

Con il Fatto Quotidiano non si fa in tempo a smentire le balle e il fango che subito ci si ritrova alle prese con nuove produzioni. Non è un caso se si definisce “macchina del fango”. La sua capacità di produzione industriale porta a pensare che i giornalisti del Fatto lavorino a una catena di produzione del fango come Charlie Chaplin in una celebre scena di “Tempi moderni”. Ieri avevamo parlato del caso di Alberto Lovati ma non abbiamo fatto in tempo a finire di scrivere l’articolo che #TravaGoebbels e Co. ne avevano già sfornato un altro.

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Pochi giorni fa Travaglio criticava i titoli de “il Foglio” ma, come spesso accade a coloro che (pre)giudicano facilmente gli altri, travaglio non riesce a valutare se stesso.

Il figlio del boss – che nelle pagine interne ovviamente diventa presunto – si chiama Vitale Calone. Ma per capire bene di cosa si sta parlando facciamo un po’ di ordine:

Vincenzo Calone 

Era un piccolo criminale del Rione Traiano che ha scontato una condanna per traffico di stupefacenti ma che non è mai stato condannato per mafia. Il in un altro articolo il Fatto scrive fu accusato anche di associazione mafiosa ma non è mai stato condannato per questo reato. Ovviamente secondo la legge dei fattoni basta essere anche solo accusati per essere discriminati, delegittimati, e poi chi non viene condannato si sa che non è innocente ma l’ha solo fatta franca…(lo dice anche Davigo…) Oggi Vincenzo è un vecchio pensionato (probabilmente pensione sociale) che ha pagato il suo debito con la giustizia da molto tempo.

Vitale Calone 

E’ il figlio di Vincenzo che a causa della sua scomoda parentela viene discriminato e considerato impresentabile perchè possibilmente vicino alla camorra e come lui lo saranno anche i suoi figli e i suoi nipoti, perchè secondo la teoria della razza pura dei fattoni la colpa dei singoli ricade non solo sui propri figli ma anche sui nipoti. Se un domani il figlio di Vitale decidesse malauguratamente di voler fare politica Travaglio, che purtroppo sarà ancora direttore del Fatto, scriverà: “tizio candida il nipote di un boss” e se non si tratta del padre o del nonno si passa allo zio come infatti è successo ad Alberto Lovato.  Sta di fatto che Vitale non vive nemmeno a Napoli ma Ascoli Piceno (sarà li per creare uno nuovo tentacolo della piovra…) lavora attivamente nel volontariato ha fondato una cooperativa sociale e ha lavorato per anni assistendo i clochard a Milano, “alla stazione di Milano mi conoscono tutti” – dice orgoglioso – (per il fatto la frase sarebbe indicatrice di loschi affari) e sollecitato dai giornalisti dissocia nettamente dal passato familiare e dalla camorra ma sentiamo le sue parole.

Coloro hanno un po’ di comprensione della politica sanno bene che il vero interesse del Fatto e screditare e delegittimare Verdini e di conseguenza rinfacciarlo alla sinistra, specie quella della minoranza PD, e questo per ovvi motivi.

I fattoni sostengono che in politica bisogna evitare di candidare persone anche solo chiacchierate o lontanamente accostabili, il che vuol dire che la maggior parte dei giovani che hanno anche solo origini napoletane non potranno mai aspirare a fare politica, perchè come dice Calone, a Napoli quelli che hanno ricevuto condanne per associazione mafiosa sono milioni e molti di loro hanno avuto figli e nipoti che, sempre secondo i fattoni, sono marchiati, segnati indelebilmente,  sono impresentabili. Capite che da qui a mettere in galera le persone preventivamente perchè non si sa mai… ce ne passa poco. Philip Dick aveva immaginato la precrimine, i fattoni vanno oltre uniscono le teorie naziste a quelle futuristico dispotiche. Ma se per assurdo volessimo dare credito a tale ragionamento nella convinzione che possa davvero servire a produrre una società perfetta, pura, scevra da ogni forma di crimine resterebbero grandi quesiti: in questa ipotetica società Huxleyiana sarebbero ancora necessari le forze dell’ordine, i magistrati, i giudici, gli avvocati? In teoria se la società è perfetta no… e chi sarebbe al comando di questa società perfetta la super mega Casaleggio Associati che creerebbe un sistema di pre selezione e indottrinamento come appunto accade nel  “nuovo mondo”? chi deciderebbe qual’è la visione di perfezione da a cui riferirsi, quali sarebbero i modelli di riferimento e chi li determinerebbe?  Mah noi non ci vorremmo vivere in una società del genere, ma forse siamo anche noi collusi, infettati, contaminati, solo non ce ne siamo ancora accorti, ma un giorno Travaglio ci dirà che un nostro avo era mafioso e ci condannerà all’oblio.

 

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