Il Fatto, il nipote del boss e la razza pura

razzapuraSi pensava che la teorizzazione e la ricerca di una razza pura e superiore fosse cosa da epoca nazista, una di quelle pagine tristi che si cerca di chiudere in un cassetto remoto della storia, quasi a volerle cancellare. Invece il Fatto Quotidiano e il suo direttore #TravaGoebbels ci riportano indietro nel tempo facendo rivivere un passato che speravamo di averci lasciato alla spalle. Abbiamo spesso parlato di questo tema (esempio in questo articolo) ma oggi non possiamo esimerci dal riprendere il discorso.

Uno degli esponenti della loggia del fango, Peter Gomez (alias #GomezAddams) con un tweet carico di soddisfazione e orgoglio – tanto da far pensare che l’abbia scritto con petto in fuori e saluto romano – celebra l’esclusione di Alberto Lovati dalla lista per le amministrative del comune di Corbetta.

 


L’articolo a cui fa riferimento il tweet è questo 

Già dal titolo si capisce che siamo di fronte alla solita fanghiglia: “il PD candida il nipote di un boss” come se Renzi e la boschi, Lotti e il solito giglio magico avessero deciso di candidare un pericoloso mafioso alla guida di un paesino del milanese.

Ovviamente si tratta di fango imbastito impastato a regola d’arte. Prima si di ce che il giovane di 28 anni è nipote di un boss poi che ha nascosto la cosa e infine si fa il drammatico ritratto dello parente scomodo. Risultato: indignazione generale, agitazione politica e obbiettivo raggiunto: il giovane, in accordo col candidato sindaco si auto-sospende. Vottoria!

Corbetta è un piccolo paese di 18000 abitanti, tutti conoscono tutti e il giovane Lovati – che ha un cognome diverso dallo zio (Evolo) che è pure acquisito – si sa bene essere un bravo ragazzo, che si è laureato in Scienze economiche presso Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano – tipica scuola dove si addestrano mafiosi e serial killer- e non solo ha la fedina pulita ma non ha praticamente nulla a che fare con lo zio acquisito. Sul suo profilo facebook c’è persino una foto di Peppino Impastato.

Alberto Lovati paga colpe non sue le quali non sono di suo padre o sua madre – cosa che sarebbe comunque ingiusta – ma di uno zio acquisto. Il giovane Lovati viene (pre)giudicato e la motivazione è la solita: “questione di opportunità”.

Siamo di fronte alla teorizzazione della razza pura. L’onda di anti-politica, sistema, casta, anti in pratica di tutto, sta producendo un effetto collaterale drammatico e pericoloso. L’atteggiamento da inquisizione spagnola sta modificando l’opinione pubblica portandola a credere che non solo sia necessaria la selezione di una razza politica pura – purezza naturalmente normata certificata attraverso regole e valutazioni e arbitrarie – ma che ciò sia una cosa assolutamente normale, giusta, l’ovvia conseguenza alla diffusione del virus dalle potenzialità apocalittiche che ha infettato l’intero paese e causato una questione morale che riguarda l’Italia intera, in ogni ambiente.

Ogni giovane che in questo momento si sta facendo il culo per studiare e costruirsi un futuro deve sapere che un giorno può trovarsi al cospetto della loggia del fango, venire diffamato e ritrovarsi praticamente con la reputazione rovinata; è il giornalismo bellezza, la potenza del quarto potere. Quindi a te giovane diciamo:

Se hai un parente in galera per molestie sessuali non puoi fare l’insegnate, se d’asilo poi scordatelo proprio…Ma non puoi nemmeno fare l’allenatore di una squadra di calcio o qualunque altro lavoro in cui si ha a che fare con dei bambini. In realtà non saresti neanche idoneo a fare figli. Non prenderla sul personale. Devi capire che è una questione di opportunità…

Se hai un parente che è in galera per spaccio di droga non puoi fare il farmacista, il medico, lo psicologo e qualunque lavoro che preveda la cura o realazioni con persone. Non prenderla sul personale. Devi capire che è una questione di opportunità…

Se hai un amico condannato per omicidio stradale non poi avere la patente e non puoi guidare alcun mezzo di trasporto nemmeno la bicicletta.

Se hai un parente, un amico o un conoscente che hanno fatto qualcosa di male le colpe ricadranno di conseguenza anche su di te, il virus si trasmette anche per sola vicinanza.

Se poi hai un parente berlusconiano o renziano invece non puoi fare nulla, sei inabile per decreto. Al massimo puoi valutare il suicidio – mi raccomando con discrezione – o se preferisci venire gettato dalla rupe spartiana opportunamente ricostruita fuori della redazione della redazione del fatto Quotidiano.

So cosa stai pensando: che oramai nemmeno per fare il carabiniere è richiesta l’integrità/purezza familiare. Ma devi capire che se lo sbirro è un po’ figlio di… va bene… significa che  ha cazzimma, come si dice a Napoli. Per prendere i lupi servono lupi.

Questo risponde a una precisa strategia sociale e sanitaria. Con queste regole di prevenzione e conservazione della purezza, in breve tempo, si otterrà la società perfetta in cui tutti saranno costretti a comportarsi in modo impeccabile, onesto, puro non tanto perchè ci credono ma per non danneggiare se stessi e gli altri a loro ricondubili. Se si fa uno sgarro ci si deve costituire elencando amici e parenti che di conseguenza verranno anch’essi puniti e con loro i loro amici e parenti.  Si tratta di sostituire il virus della disonestà con il virus dell’onestà.

 

1 commento

  1. Immagino le obiezioni dei “giornalisti” del Fatto alle vostre considerazioni:
    eh, ma il nipote potrebbe rappresentare una testa di ponte all’interno dell’amministrazione comunale per conto dello zio mafioso.
    A nulla varrebbe, a questo punto, la logica risposta: vediamo come agisce, nell’eventualità di una sua elezione, prima di condannarlo a priori e a prescindere.
    La logica infatti nulla ha a che fare con il becero populismo.

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