Il Fatto, la falsa satira e la solita ipocrisia

manneeliSe volete pubblicare una stupidaggine, un’offesa, una battuta sessista o qualcosa di volgare, basta dire che si tratta di satira. La parola magica da usare e satira. Se volete disegnare Maometto che mangia escrementi o che ha la testa a forma di pene potete farlo, basta dire che è satira. Certo non vi dovete lamentare se poi qualcuno si incazza. La parola satira è stra abusata da tutti coloro che vogliono insultare senza farlo dichiaratamente o farlo utilizzando una sorta di scudo semantico. Noi pensiamo che disegnare certe cose è semplicemente stupido, nient’altro. La stupidità non va censurata, certo, ma come detto ci si deve aspettare un eventuale reazione.

La vignetta di Riccardo Mannelli sulla Boschi che sta facendo discutere i nulla facenti estivi, è solo l’ennesimo caso di stupidità in tutti i sensi e da ogni parte. Sono stupidi quelli che definiscono satira qualcosa che non lo è e sono stupido quelli che criticano perchè non capiscono che così danno importanza e visibilità a qualcosa che dovrebbe essere ignorato, o comunque non dovrebbe certo suscitare alcun interesse.

Il Fatto Quotidiano, specie sotto la gestione Travaglio, è diventato molto simile a cartacce come Libero e Il Giornale,  roba che non può nemmeno essere impiegata per uso igienico. Da molto tempo la pravda grillina sta portando avanti una campagna contro tutte le donne della politica, a parte ovviamente quelle del M5S. Il bersaglio principale e preferito e Maria Elena Boschi. Gli hanno detto di tutto: Scanzi se l’è presa con le sue caviglie grosse, Marco Travaglio ha scritto che i giudici l’avevano trivellata, quando tornò con i bambini del Congo il Fatto critico le sue treccine e la sua presunta vanità (che hanno visto solo loro). Pagine e pagine sono state riempite con giudizi spesso di tipo estetico come qundo si criticava il modo in cui era vestita in aula (semplice vestito nero) . Per settimane si è parlato di inesistenti conflitti d’interessi inadeguatezza al ruolo ricoperto. Assurdo se consideriamo che l’attuale sindaca di Roma grillina dice di stare imparando. Immaginate se lo dicesse un chirurgo o un ingegnere…A Roma c’è una tizia che ha preso stipendi milionari dall’azienda dei rifiuti per consulenze e oggi fa l’assessore all’ambiente e si occupa proprio della stessa società coinvolta nello scandalo di mafia capitale, vicenda in cui anche lei è stata coinvolta.

Il disegnatore Riccardo mannelli pubblica la vignetta che potete vedere sopra e si infastidisce per le critiche citando Oscar Wilde dice:

se parli con un idiota lo sei anche tu, ti risucchia nell’idiozia

Un tipo modesto eh?

Un artista non ha nessun limite, sennò sei fritto. Sennò non lo fai

Secondo noi è lui che si è fritto il cervello

Forse noi siamo lenti ma cosa c’entra la riforma costituzionale con lo stato delle cos(c)e? Ci piacerebbe che Mannelli scendesse dallo scranno dell’artista che non chiede scusa e almeno ci spiegasse il significato della sua vignetta.

E Pensare che il fatto in altre occasioni è stato in prima linea nella difesa delle donne (quelle che voglionp loro). Quando il settimanale Chi fece fotografò la Madia mentre mangiava un gelato e scrisse “la Madia ci sa fare col gelato”. Pubblico un articolo carico di indignazione.  Quando Berlusconi se ne usciva con le sue stupide battute contro Rosy Bindi il fatto parti subito con le ambulanze giornalistiche di soccorso. E così è stato quando De Luca disse che la Raggi era una bambolina imbambolata (e aveva ragione). Al fatto si difendono tutte le donne tranne la Boldrini e la Boschi. Il perchè non si sa, o meglio si percepisce ma e così stupido che non vogliamo pensar male, anche se a farlo non si sbaglia quasi mai…

Come abbiamo detto tante volte il Fatto deve liberarsi di Marco Travaglio perchè sta portando quel giornale sul binario della stupidità, del gossip, delle notizie false e costruite, dell’odio fine a se stesso. Se per criticare la Boschi tutto quello che sanno fare e parlare delle sue gambe, delle sue caviglie o dei suoi vestiti sono davvero alla frutta.

 

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