Il #Fatto #l’onanista e lo #storytelling

Oggi sul Fatto Quotidiano è apparso uno degli articoli della setta di Onan: lo scrittore polemista (che cazzo di mestiere è? )  Christian Salmon (il cognome sta a indicare la specie a cui appartiene). Dovete sapere che una delle pratiche intellettuali più diffuse fra filosofi, semiologi e sociologi è quella di prendere concetti vecchi di migliaia di anni, cambiargli il nome e specularci sopra con astruse teorie, riflessioni, articoli e, quando va bene, libri che vendono un centinaio di copie (quando va bene) .  Salmon, che noi simpaticamente chiameremo #TritoneSalmonato, va in giro per mezza Europa a parlare di Storytelling e di come i politici ne siano vittime e prigionieri – per il Fatto aggiunge la teoria della playstation solo per Renzi che vedremo più avanti – . Allora, come potete  immaginare si tratta delle solite megaminchiateintergalattiche tipiche degli onanisti, ma dato che a noi non piace esprimere giudizi senza argomentare andiamo a vedere (in modo semplice ve lo promettiamo), innanzitutto cos’è lo storytelling. Vi sarà capitato di dover spiegare concetti complessi ai vostri figli ricorrendo a delle storie o fiabe. Andando in chiesa vi sarà capitato di ascoltare quelle storielle che vengono chiamate “parabole”. E magari il vostro medico,  per spiegarvi una malattia o una patologia difficile, è ricorso a metafore o aneddoti. Bene, lo storytelling non è altro che questo. Quando per spiegare concetti complessi o separati da nessi logici si ricorre a una narrazione al fine di rendere tali concetti più chiari,  fare in modo che il nostro interlocutore possa interiorizzarli e capirli meglio, e creare anche una sorta di interattività.  Voi ora starete pensando: figo! questa si che è una bella trovata! Beh, non è una cosa nuova ma una tecnica già usata migliaia di anni fa, esempio nella cultura orale greca o molto utilizzata nell’educazione e nella pedagogia infantile. #TritoneSalmonato  ricicla questa antica tecnica e costruisce un’astrusa “narrazione” diagnosticando un abuso di questa tecnica dei politici contemporanei. Nel caso di Renzi #TritoneSalmonato (e onestamente non sappiamo se sia davvero sua questa stupidaggine) teorizza che Matteo Renzi, oltre alla sindrome da storytelling, sarebbe prigioniero della playstation (a questo punto i grillini stanno già dicendo: “uh uh (tipo scimmie) minchia è  proprio vero… Salmon asfalta Renzi eh eh (risate ebeti)”. Tutto perchè Renzi ha pubblicato una foto (non fatta da lui) in cui si mostra mentre gioca a PES 2015 con Orfini, tutto li. Una semplice, insignificante, foto diventa oggetto di uno studio sociologico e filosofico, a tratti pure psichiatrico.  A noi questo modus operandi ci ha ricordato quei critici cinematografici che scrivevano pagine sulla scena in cui Indiana Jones spara scazzato a uno spadaccino arabo. Teorie, interpretazioni, dietrologie, riflessioni e la verità è che Harrison Ford aveva la diarrea e faceva un caldo terribile, quindi quella scena fu assolutamente improvvisata e dettata da semplice scazzo da set. Questa noi la chiamiamo sindrome dei cazzari e al Fatto ormai ne sono affetti tutti.

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