Il Fatto Quotidiano tenta di riabilitare Berdini, ma peggiora le cose

berdini-fattoIl Fatto Quotidiano oggi pubblica la lettera – scelta non casuale – di Paolo Berdini, l’assessore all’urbanistica della giunta Raggi, in questi giorni investito dalla bufera scatenatasi dopo le sue parole/sfogo contro la Raggi e quella che lui definisce “banda di assassini” che governa la capitale d’Italia. Al lettore sprovveduto di malizia per comprendere sottili strategie giornalistiche la cosa potrebbe sembrare innocua, un semplice spazio che un giornale concede al politico in nome della completezza d’informazione. Ma purtroppo si tratta del Fatto Quotidiano e, come tanti altri giornali di propaganda, in loro c’è sempre un secondo fine, una strategia.

Avete per caso visto Berdini mandare lettere al corriere della sera, Repubblica, L’unità, il manifesto, La Stampa? No, Berdini ovviamente sceglie la pravda grillina il giornale che fa finta di essere imparziale, di dare le notizie vere, ma che in realtà è totalmente schierato, dalla prima all’ultima pagina, come ha ricordato Michele Santoro in occasione del referendum costituzionale. Quello che addirittura si prende meriti non suoi (es. Marco lillo che dice a Piazzapulita sul La7 di aver fatto lo scoop delle polizze assieme a Emanuele Fittipaldi). Se invece di Marco Travaglio il Fatto avesse come direttore un vero giornalista, Berdini non avrebbe avuto un’intera pagina di giornale, cosa che non si dovrebbe concedere nemmeno ai presidenti del consiglio o della repubblica, e questo perchè i giornali non dovrebbero essere luoghi in cui il politico di turno fa i suoi comizi/monologhi di difesa o smentita, in una parola, propaganda, ma luoghi in cui i cittadini possono conoscere e comprendere i fatti.

Se si trattasse di un giornale di partito come l’Unità la cosa non stupirebbe affatto, al massimo susciterebbe ilarità, ma Il Fatto si professa come “l’arca del giornalismo”, la sede della verità nella sua forma pioù pura. Un quotidiano di questo tipo avrebbe concesso al massimo un’intervista, in questo modo avrebbe potuto avere il controllo, avrebbe potuto fare delle domande, mettere il politico di fronte alle sue contraddizioni. In fondo Marco Travaglio ha sempre detto che il vero giornalista è colui che fa le pulci ai politici e al potere, non colui che pubblica le lettere di difesa del politico bugiardo.  Invece no, il Fatto sceglie la propaganda da dare in pasto ai fanatici grillini che attendevano con la bava alla bocca che gli fosse dato l’osso della falsa verità da rosicchiare.

Ora, però, vediamo cosa dice Berdini. La prima cosa che subito ci sembra strana è che Berdini sceglie il sistema per punti che, guarda caso, è usato spessissimo da Travaglio, quasi come se ci fosse il suo zampino, ma questa è solo una nostra ipotesi faziosa.

Da mercoledì scorso sono sottoposto a una criminosa macchina del fango […] Oggi sono di fronte a un accanimento mediatico senza precedenti. […]un ragazzo mi si è presentato nella sala della conferenza come un militante cinquestelle e abbiamo parlato a lungo di alcune questioni romane. Solo dopo, all’esterno, sono caduto nella trappola con una registrazione illegale. È evidente che vogliono farmi fuori.

Ascoltando la prima registrazione pubblicata dalla Stampa non sembra affatto ci sia questa truffa, tutt’altro. Berdini, mente spudoratamente, e lo prova l’ultimo audio diffuso da La Stampa che attesta senza ombra di dubbio che lui era consapevole di stare facendo un’intervista:

Mo’ fa’ conto quello che penso io, che rimane veramente fra noi, poi lo utilizzi: un anonimo che ti ha detto…

Inoltre il giornalista autore dello scoop, Federico Marcello Capurso, ai microfoni della trasmissione radiofonica “Un giorno da pecora” (intervista riportata da formiche.net) dice:

confermo parola per parola quello che ho scritto. Mi ha detto che la Raggi è inadeguata e che le mancanze non sono dovute all’età ma siano proprio mancanze strutturali […] Berdini ha detto chiaramente che Romeo e la Raggi erano amanti. Non vogliamo fare gossip a tutti i costi, ma cerchiamo di capire che in questa cosa c’è anche un risvolto politico.[…] poi quando parlava di questa ‘banda’, che la Raggi si sarebbe messa intorno, invece di dire banda Berdini ha detto una banda di assassini.

Berdini, quindi, ci sembra un tantino contagiato dal virus del complottismo grillino, e tende anche sopravvalutarsi, parla di se come fosse il presidente Nixon vittima dei perfidi Carl BernsteinBob Woodward, quando invece ha fatto praticamente tutto da solo. Parla di trappola e intercettazione illegale, però stranamente non si reca in procura o dai carabinieri per sporgere denuncia. Ma Berdini va oltre, ipotizza che il vero obbiettivo era fare fuori lui dal progetto per lo stadio. Il giornalista criminale, che pare una sorta di Fantomas misto a Mata Hari si traveste da grillino, lo attira in una trappola all’esterno e il suo interesse non sarebbe quello carpire informazioni e notizie sulle polizze o la giunta, ma fare fuori Berdini perchè non vuole fare lo stadio. Quindi il giornalista Federico Marcello Capursoil cui nome fa tremare i servizi segreti di tutto il mondo, in realtà lavorerebbe per i perfidi imprenditori che vogliono costruire la più grande colata di cemento d’Europa (in questo periodo è tutto più grande d’europa) che prima si è infiltrato a La Stampa e poi si è finto Grillino per attirare Berdini in trappola e farlo fuori. Ci manca solo Davide Vecchi a dire dice che dietro tutta l’operazione ci sono Marco Carrai, Michael Ledeen e il Mossad.

la società che governa la nuova Fiera di Roma. L’urbanistica, e cioè la più alta visione del governo pubblico, era stata piegata al puro tornaconto economico.

Forse per Berdini sarà difficile accettarlo, ma di solito quando dei privati mettono i loro soldi e finanziano per intero un progetto edilizio senza far spendere nulla ai cittadini spesso lo fanno per un interesse economico. Ma guarda un po’ questi questi matti. Forse per Berdini questa è un’ingiustizia (la più grande d’Europa), ma che vuole, non sono mica tutti Babbi Natale come Romeo che distribuisce polizze vita…

un progetto che cementifica tutti gli 8 ettari (otto campi di calcio) senza neppure un metro quadrato di verde.

Mah forse Berdini non sa che i campi da calcio non sono di cemento ma di erba e guarda un po’ si da il caso sia pure verde. Inoltre osservando le foto del progetto (vedi sotto) pare che di verde ce ne sia eccome, tanto che lo stesso Fatto Quotidiano nel focus accanto alla lettera scrive: “è prevista la realizzazione di un parco pubblico”.

stadio roma

La giunta Raggi ha ripristinato la trasparenza richiesta dall’Anac, i progetti per la riqualificazione delle periferie che l’amministrazione in tempi brevissimi è riuscita a definire. A dicembre siamo stati finanziati con 18 milioni, il massimo consentito.

A Berdì guarda che sei te che hai detto che la Raggi è “impreparata strutturalmente”, “circondata da una corte dei miracoli” e “vicina a una banda di assassini” mo te rimagni tutto? E no ia quale Berdini dovremmo credere? a quello caduto in trappola o quello candito e confezionato dal Fatto Quotidiano?

E veniamo […] al progetto dello stadio della Roma. Ovvero la più imponente speculazione immobiliare del momento in Europa, nonché la più grande variante urbanistica ‘ad hoc’ mai approvata nella capitale.

Ancora gli assolutismi.

Il progetto è stato autorizzato nel 2014 con il riconoscimento dell’interesse pubblico” per alcune opere di urbanizzazione che – lo abbiamo dimostrato con i fatti – servono soltanto a chi vuole portare a casa una speculazione di un milione di metri cubi di cemento: un regalo da un miliardo e mezzo di euro. […]Il vero punto è la colata di cemento che si vuole imporre a tutti i costi ad una città già martoriata, ridotta a un ammasso di periferie senza anima e senza quei requisiti di civiltà che dovrebbero invece contraddistinguere la capitale d’Italia.

La vicenda dello stadio a Tor Di Valle è una di quelle vicende tipicamente “italiane”. Nel senso che in un paese normale (come direbbe Travaglio) non sarebbe mai successo che un progetto che sarebbe dovuto cominciare nel 2012, dopo 5 anni attenda ancora che si posi la prima pietra, ritardo non dovuto a problemi tecnici veri ma solo a causa di burocrazia e politica. Queste cose succedono solo in Italia.  A noi pare che la la resistenza di Berdini sia in realtà una crociata personale mentre invece per i 5 stelle sia tutta politica. I lettori possono trovare ampi resoconti dell’iter che il progetto dello stadio ha dovuto percorrere.

Il progetto ha attraversato ben tre amministrazioni (Alemanno, Marino e ora 5 stelle) e a ogni passaggio amministrativo il percorso è come ricominciato da capo. Berdini, in pieno stile grillino utilizza anche alcune notizie fake, facendo scrivere, per esempio, alla dirigente e dall’ingegnere del dipartimento Urbanistica del Comune di Roma che ci sarebbe un rischio esondazione del Tevere tra l’Eur e il Grande raccordo anulare, ma  l’Autorità di Bacino del Tevere ha smentito quello stesso parere negativo dei dipartimenti sul presunto rischio esondazione del fiume. Anzi, la situazione delle sponde migliorerebbe. Poi c’è la storia ridicola della cubatura di cemento che Berdini si e incapricciato di voler ridurre senza alcuna giustificazione plausibile. Per non parlare della complicatissima variante urbanistica al piano regolatore una roba che a confronto è molto più semplice organizzare il primo viaggio dell’uomo sul pianeta Marte.

Insomma siamo in una di quelle situazioni che spiegano il perchè ci sono pochi imprenditori disposti a investire in Italia. Qui non si tratta di fermare i perfidi imprenditori speculatori. La questione è più che altro politica come lo è stata anche la questione delle Olimpiadi. Il Fatto tenta di fare una difesa che in realtà rischia di peggiorare le cose, in quanto emerge chiaramente che Berdini mente e esacerbare ulteriormente gli animi nel moVimento 5 stelle, non a caso la Raggi in mattinata ha esortato Berdini a fare meno interviste/dichiarazioni e concentrarsi sul tanto lavoro da fare.

 

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