Il giornalista delinquente giudica il presidente

Ieri sera, durante la trasmissione tv “Di martedì” uno dei massimi esponenti del falso giornalismo Maurizio Belpietro ha lanciato un vituperato attacco al presidente della repubblica #Mattarella giudicandolo un presidente peso piuma incapace, scelto da Renzi per non disturbare troppo urlando e sbraitando che ha impedito il governo del cambiamento per concludere dicendo che dovrebbe dimettersi. Belpietro, bisogna dire, è in buona compagnia, altri esponenti del falso giornalismo come Marco Travaglio sono del suo stesso avviso. Quello che però risulta ridicolo e insopportabile è che a giudicare il presidente della Repubblica è un pluricondannato per diffamazione e ricettazione. Giovanni Floris, il conduttore di Di martedì, invita un delinquente del giornalismo e gli permette di dire cose assurde. Per coloro che non sanno chi e cos’ha fatto Belpietro di seguito pubblichiamo un breve curriculum:

Nel novembre 2009 

Maurizio Belpietro e l’ex pentito di Prima Linea Roberto Sandalo sono stati condannati in sede civile dal tribunale di Monza per diffamazione nei confronti del Segretario di Nessuno tocchi Caino, Sergio D’Elia. I fatti risalivano a tre anni prima, quando «il Giornale» pubblicò un’intervista a Sandalo, nuovamente detenuto per attentati contro alcune moschee. L’intervistato accusava D’Elia dell’omicidio di una guardia giurata. Il Tribunale, accogliendo le contestazioni di reato della procura di Firenze, accertò che si trattava di notizie palesemente false e inventate ma presentate da Belpietro come fossero verità. Il giudice di primo grado, Letizia Anna Brambilla, ha assolto l’autore dell’intervista Stefano Zurlo ma ha inflitto la pena della multa sia a Sandalo che a Belpietro, condannati in solido al risarcimento dei danni.

Nell’aprile 2010 

Belpietro è stato condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione per diffamazione nei confronti dei magistrati Giancarlo Caselli e Guido Lo Forte, per un articolo del 2004 quando era ancora direttore de Il Giornale: i supremi giudici hanno condannato Belpietro a 4 anni di carcere e al risarcimento delle parti civili per 110.000 euro. In seguito Belpietro ha fatto ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo che, il 24 settembre 2013, senza entrare nel merito della condanna, ha stabilito che la pena detentiva era eccessiva

Nel 2013 

Belpietro viene condannato a un’ammenda di 15.000 euro per “procurato allarme” in merito a una bufala, pubblicata 3 anni prima sulla prima pagina di Libero, su un presunto attentato che sarebbe dovuto avvenire ai danni del politico Gianfranco Fini.

Nel 2015 

Belpietro e il collega Gianluigi Nuzzi vengono condannati entrambi a 10 mesi e 20 giorni per calunnia nei confronti della catena di supermercati Coop Lombardia. Il reato è caduto in prescrizione nel giudizio di appello (2018) , che si è concluso per entrambi con la condanna per ricettazione.

Ognuno ovviamente ha il diritto di esprimere la propria opinione, anche se è disonesto, ma invitiamo i lettori a scegliere bene a ci dare credito a quali giornali leggere per informarsi.

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