Il troll che occupa il ministero pubblica un’altra lista

Nei giorni scorsi abbiamo smentito punto per punto le balle pubblicate da Luigi Di Maio che ora usa una tecnica comunicativa: La lista. E’ una tecnica particolarmente efficace per accalappiarsi il consenso di coloro che non si informano, di quelli a cui non importa capire o verificare, di quelli (pre)disposti a credere a qualsiasi cosa. La lista non argomenta, non spiega non verifica, ma proclama, elenca, sentenzia. Dopo quella dei giornalisti cattivi e quella dei giornalisti buoni, spunta quella sulle cose fatte (piena di balle) e poi l’ultima arrivata oggi, quella dei vero/falso:

In realtà si tratta di una lista che riprende alcuni punti di quella precedente, ma andiamo punto per punto:

Aumento dell’IVA 

L’aumento dell’iva, come abbiamo già scritto, fa parte delle clausole di salvaguardia che scattano se i conti non dovessero tornare. Per il 2019 il governo ha trovato i soldi e quindi sono state rinviate, ma se nel 2020 e nel 2021 non si troveranno i soldi saranno, c. amari perchè scatterebbero aumenti per 23 mld nel 2020 e 29 mld nel 2021, e l’iva dal 22% schizzerebbe al 25,2% nel 2020. Quindi diciamo che è solo temporaneamente falso…

Taglio pensioni normali 

A parte l’uso dell’aggettivo normale le pensioni sopra i 1522€ Lordi (la parolina lordi se la scordano sempre) subiscono il taglio delle rivalutazione che quest’anno sarebbe stata dell’1.1% ma con la manovra le rivalutazioni (circa 16€ al mese) saranno bloccate per 3 anni. Il blocco delle rivalutazioni era stato giudicato incostituzionale ma il governo si è salvato dalla bocciature solo perchè il blocco è temporaneo.

Taglio pensioni d’oro

Il taglio delle pensioni “anormali” (secondo i parametri di Di Maio) che raggiungono almeno i 4566€ lordi sarà molto più alto, fino la 40%.

Taglio investimenti 

La manovra prevede un fondo di 800 milioni contro il dissesto idrogeologico, nel 2019. Il fondo ammonterà a 900 milioni nel 2020 e nel 2021. Per coprire questo fondo, si riduce quello per gli investimenti delle amministrazioni centrali. Il piano di investimenti viene decurtato complessivamente di 4 miliardi. Ad essere tagliati sono il Fondo per lo sviluppo e la coesione territoriale e quello per le politiche comunitarie (-800 milioni ciascuno) e Ferrovie dello Stato (-600 milioni).

Superamento Fornero 

Dato che manca ancora il testo del decreto ,stando al documento programmatico di bilancio, la riforma dovrebbe iniziare dalla combinazione 62-38, ovvero il minimo di 62 anni di età e 38 di contributi. Il costo è di 7 miliardi di euro e il meccanismo, come annunciato, partirà da febbraio 2019

Riduzione platea reddito di cittadinanza

Sul reddito di cittadinanza di balle ne sono state dette tantissime. Durante la campagna elettorale si parla vi 16 mld e di una platea complessiva di addirittura 9 milioni di persone. Poi man mano si è andati a calare fino aggi che invece di miliardi ne sono stati stanziati 7,1 mld ma la metà fanno parte del vecchio Rei che sarà sostituito.  La platea non certamente 9 e neanche 5 milioni, ma sarà di 1,7 milioni, ma il reddito andrà ad appena 450mila persone. Diciamo che sembra un po’ poco per andare sul balcone e in TV e gridare “abbiamo abolito la povertà”.

Più tasse per assicurazioni e banche

Questa è la voce più adatta per i cretini che pensano di fare un danno ai “poteri forti” mentre invece il danno sarà sempre per i cittadini: è vero che ci sarà un aumento di tasse per 4 mld su deducibilità delle svalutazioni per le banche e aumento delle tasse sui premi per quanto riguarda le assicurazioni, ma è ovvie che queste riverseranno tutto sui clienti. Quindi c’è poco da festeggiare e molto da temere.

Taglio spese militari 

Il taglio sarà di soli 500 milioni nel 2019 e non si capisce bene su quali spese si concentrerà. Alcuni parlano di tagli al programma missilistico camm-er e altri alle missioni all’estero. Invece molto probabilmente a essere tagliate sarà il personale per gli equipaggiamenti e la sistemazione sistemare le caserme 

Aumento tasse gioco d’azzardo

Questo aumento si aggiungerebbe a quello già previsto dal Decreto Dignità che porterà gradualmente, a partire dal primo gennaio 2023, la percentuale di imposta per le Awp al 19,6% e per le Vlt al 6,6%. Il nuovo costo dovrebbe però essere scaricato sul pay out, vale a dire sulla percentuale destinata ai premi per i giocatori.

Blocco assunzioni ricercatori

Anche se Di Maio lo nega, mentendo, il blocco c’è eccome e riguarda le assunzioni fino a novembre 2019 dei 63.000 precari che lavorano nelle università.

 

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