Ingroia riconferma le difesa di Crocetta

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Come abbiamo già detto giorni fa il “mitico” non è un esagerazione magistrato (ora ex) Ingroia, allievo di Borsellino e paladino della lotta alla mafia. Ritorna a parlare del caso Crocetta in un intervista del corriere della sera (vedere qui) e sulle intercettazioni è certo, non ha dubbi:

“si tratta di una bufala, come ha spiegato in maniera categorica il procuratore Lo Voi», risponde sicuro Ingroia. «Ma dietro dev’esserci una fonte considerata attendibile da L’Espresso, probabilmente istituzionale. Con una precisa finalità. Io non arrivo a immaginare un golpe come Crocetta, ma quella frase, mostruosa ancorché inesistente, ha contribuito ad aumentare la disaffezione e la delegittimazione nei confronti della politica, delle istituzioni e dell’antimafia. Ci siamo abituati a un eccessivo uso politico delle intercettazioni».

poniamo l’attenzione sulla frase “Eccessivo uso politico delle intercettazioni” e invitiamo a rileggere quanto abbiamo scritto qui  in merito alla pubblicazione delle intercettazioni.

Ingroia però continua e ricordando il caso delle intercettazioni napolitano-Mancino dice: “(..,) noi ci comportammo correttamente” – e ancora –  “Con una sentenza che continuo a considerare sbagliata. Giuridicamente avevamo ragione, ma col senno di poi ammetto che sul piano politico-istituzionale, dopo il conflitto sollevato dal Quirinale, avremmo potuto essere più prudenti” – e sempre sulle intercettazioni ribadisce- : “Sebbene talvolta sia mancata un po’ di professionalità da parte di qualche mio ex collega, la principale responsabilità è della politica, che con l’inerzia nella moralizzazione al suo interno legittima la supplenza della magistratura. Lasciando che le intercettazioni da strumento investigativo diventino strumento di lotta politica, anche per il modo in cui vengono diffuse dai mezzi di informazione.”

Su Lucia Borsellino dice:

“Per Lucia Borsellino provo ovviamente grande affetto, ma sinceramente penso che non sarebbe dovuta entrare nella giunta di Crocetta; con un cognome così pesante il rischio di essere strumentalizzata era reale. Quando il governatore mi chiese di fare il suo vice io rifiutai…”

Sul presunto tradimento di Crocetta:

“Davanti a me il governatore l’ha sempre difesa. Quanto alle intercettazioni in cui Tutino ne parla male, è possibile che Crocetta non abbia replicato adeguatamente per chiudere in fretta le conversazioni. Io Tutino lo conosco, ha un eloquio torrenziale”

Su Tutino:

“Me lo presentarono una ventina d’anni fa come uno dei “cervelli in fuga” dall’Italia, appena rientrato dalle Americhe. Abbiamo cominciato a frequentarci, ma quando veniva in Procura per presentare denunce lo mandavo da altri. Al momento della mia scelta politica voleva candidarsi e avere un ruolo di primo piano nella lista, io non l’ho accontentato e i rapporti si sono raffreddati. Quando ho cominciato a lavorare per la Regione l’ho ritrovato molto vicino a Crocetta. All’inizio parlava bene di Lucia Borsellino, mentre nell’ultimo periodo se ne lamentava fino ad auspicarne le dimissioni.”

 

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