Je suis l’ipocrita Travaglio Hebdo

La censura.
Non c’è forse nulla di più stupido e (u)inutile della censura; danneggia (avvantaggia) sia chi ne è “vittima” sia chi ne è autore. Chi ricorre alla censura dimostra debolezza, incapacità e mancanza di argomenti, ma chi ne è vittima spesso ci guadagna…

Chi in una discussione ricorre al classico “devi stare zitto” lo fa perchè non ha argomenti per controbattere o perchè ha paura di quello che si sta dicendo.

Travaglio in uno dei suoi ultimi ( sempre più lunghi ) monologhi di Servizio Pubblico si erge a paladino del diritto di critica e satira (tra l’altro sancito dalla costituzione) e lo fa facendo una lunga (sin troppo) serie di episodi ed esempi partendo addirittura dal 1959 con il caso di Tognazzi e Vianello.  Strano che non sia partito dal Min.Cul.Pop del regime fascista.

Mi scuso ma devo abbassare un po’ il livello della discussione perchè parlo di Italia

Mmm, come se il problema della censura riguardasse solo l’Italia. Senza andare indietro nel tempo, e senza citare i milioni di casi al mondo di censura che in altri paesi ( USA compresi)  hanno anche causato morti, basta ricordare il recente caso del film “The Interview” che ha provocato una crisi diplomatica, con tanto di attacchi hacker, comunicati presidenziali, autocensure e chi più ne ha più ne metta. Risultato: “The Interview” ha triplicato gli incassi e il pubblico… Oppure si potrebbe ricordare che la stampa USA ha deciso di non pubblicare le vignette di Charlie Hebdo attuando una sorta di autocensura (non imposta da nessuno) deontologica e “politically correct”.  Travaglio in parte ha ragione a dire che in Italia è tutto un po’ farsesco ma forse paradossalmente è molto meglio così; da noi registi, vignettisti e comici  non vengono ammazzati, da noi ci guadagnano e diventano miliardari come ad esempio Luttazzi e Grillo…

Ora però riflettiamo un po’ su quello che dice Travaglio ma soprattutto su ciò che Travaglio non dice.  

All’inizio Travaglio ci ricorda che prendere in giro e fare satira su e contro ogni religione deve essere sempre concesso, senza se e senza ma.

Giusto? Mmm vediamo.

Prima di tutto bisogna chiedersi se tutti possono fare satira o solo Travaglio, Vauro, Luttazzi, la Guzzanti o chi ha il patentino del satirico.  Se fare critica e satira è un diritto costituzionale allora dovrebbero poterla fare tutti.

Beh, come ricordato da Targatocn in questi giorni vedi articolo (facciamo un po’ di pubblicità alla nostra provincia )

L’allora ministro Calderoli per aver indossato una maglietta che esponeva una delle vignette satiriche svedesi dicendo”  «Credo in una religione dell’amore e non in quella dell’odio che qualcun altro pratica, credo che tutti debbano essere rispettati, non esiste al mondo che si venga a casa nostra a volerci imporre le tradizioni di altri e la mia t-short è una battaglia di libertà. Non ci crederà, ma la indosso anche adesso… è proprio qui se vuole vederla, la porto perché è una battaglia di libertà e di democrazia, riconoscano i nostri diritti e poi toglierò la maglietta»  

Calderoli fu attaccato da tutti, ci furono addirittura reazioni violente contro gli uffici diplomatici italiani e contro chiese cristiane in diversi Paesi arabi. Durante gli scontri ci furono anche delle vittime.

Il Fatto Quotidiano ha pubblicato questo articolo molto critico nei confronti del gesto di Calderoli scrivendo: “la combinò più grossa di quanto potesse immaginare”. 

Ci piacerebbe sapere cosa pensa Travaglio della vicenda di Calderoli, chissà… A noi sembra che per Travaglio e Co. fare satira sia un diritto esclusivo solo di alcuni, solo di quelli che ci vanno a genio, solo dei nostri amici.  Grillo può pubblicare una foto sfruttando in modo poco nobile la tragedia dei campi di concentramento per guadagnare click ma se le fa Calderoli “la combinano grossa…”.

Il vignettista Vauro criticò le vignette danesi anti-Maometto perché, disse: «messaggi violenti provocano reazioni violente»  però nella puntata in questione di servizio pubblico indossa la famosa maglietta con su scritto: ” je suis Charlie”. Forse siamo un po’ nel territorio dell’ipocrisia? 

Nel suo monologo Travaglio ricorda il caso di Luttazzi che fu cacciato da LA7 e il suo programma “Decameron”sospeso per una”vignetta immaginaria” di  Ferrara nella vasca da bagno (vedere video sotto).

Sapete com’è si è conclusa la vicenda? Luttazi ha vinto la causa contro LA7 e fra penali e mancati versamenti,  ha ricevuto 1 milione e 200 mila euro lordi, più interessi e spese legali. Per la serie: la censura paga, conviene…

Ora Tutti ricorderanno invece questa scena:

 

Travaglio querela Sgarbi per l’insulto (dipende dai punti di vista) vince, e pensate ottiene il pagamento di ben 35.000€  ( che a quanto dice Travaglio Sgarbi poi non gli avrebbe mai dato).

Ora capite dove sta l’ipocrisia? Luttazzi può immaginare Ferrara in una vasca piena di merda con Confalonieri che gli ecc…  ma nessuno si può permettere di dare della merda a Travaglio, pena il pagamento di cifre assurde… Bisogna pagare salato se si vuole insultare Travaglio… 

Si può ritrarre il volto di un simbolo religioso ( Gesù o Maometto che sia) come un fallo:

 

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Ma se si dice a Travaglio che è una testa di… sono guai seri. Travaglio ti denuncia e sono soldi, tanti soldi.

E’ lecito disegnare una vignetta così ma se si esprime il pensiero a parole no?

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Approposito di vignette pochi ricordano le vignette di Staino pubblicate su L’unità che ironizzavano su Travaglio ritraendolo come una uccellaccio del male augurio di nome Beria Travaglio (nome preso da Lavrentij Pavlovič Berija, perfido, capo della polizia segreta dell’Unione Sovietica sott oStalin) che sussurrava falsità e cattiverie nelle orecchie di Bobo, il famoso personaggio protagonista delle vignette di Staino.

BeriaTravaglio

Certo Travaglio che collaborava anche lui con L’unità non chiese l’allontanamento di Staino ne lo denunciò (sarebbe stato il colmo) ma certo non fu contento e esternò un certo fastidio, per non parlare del casino che si scateno e coinvolse politici e opinionisti vari, con tanto di pressioni sull’allora direttore dell’Unità  Antonio Padellaro.

Un’altro caso è quello del presidente della regione Campania Vincenzo de De Luca che durante un comizio osò offendere il Dio del quarto potere Travaglio.

Travaglio lo denuncia, vince e riceve 1000€ da De Luca.

In un altro momento del monologo Travaglio cita il film “la Trattativa” denunciando che Sabina Guzzanti, che ha scritto e diretto la pellicola,  è stata oggetto di pesanti critiche da parte di cinque deputati del PD (fa pure i loro nomi). Ecco, questa non è solo parzialità ma una vera e propria disonestà intellettuale perchè Travaglio non cita il principale censore del film della Guzzanti che si chiama Gian Carlo Caselli (il super amichetto intoccabile di Travaglio)  il quale si è letteralmente infuriato e scagliato contro il film scrivendo  questa lettera delirante  alla quale segue la risposta piccata della Guzzanti.

Travaglio, come al solito, parla solo di quello che gli conviene ed è maestro nel taglia e cuci come gli ha ricordato Orfini a Servizio Pubblico.

Tutti ricordano la furibonda lite (vedi video)  fra Travaglio Burlando e Santoro a Servizio Pubblico che si concluse con l’abbandono dello studio da parte di Travaglio – unico caso al mondo in cui ad abbandonare lo studio non è un ospite ma chi prende i soldi e fa la trasmissione -. Beh, come si evince inequivocabilmente riguardando il video, a Travaglio non solo non piace il confronto, lui vorrebbe che la vittima delle sue arringhe rimanga zitta, in imbarazzo. Nessuno ha diritto di replica nei confronti di Travaglio, la libertà di espressione in questo caso è sospesa… Inoltre Travaglio, come abbiamo spiegato qui aveva pure torto…

La libertà è una bella parola ma bisognerebbe capire cosa significhi realmente e se al suo interno vi siano (o debbano esserci) dei limiti. Che offendere una religione sia giusto e debba essere lecito va un minimo spiegato o quanto meno delimitato.

Chi scrive non crede in alcun Dio, in nessuna religione ed è pure anticlericale, eppure non ha il vizio di bestemmiare perchè considera l’atto prima di tutto stupido – se non credo che una cosa esiste che senso ha prenderla in giro? –  e in seconda battuta pensa sia irrispettoso e maleducato. Se si ritrae in modo offensivo un simbolo religioso in cui credono milioni di persone e che, nel caso dei musulmani, rappresenta anche il loro stile di vita, di comportamento e in alcuni casi anche di legge a cui fare riferimento, non si sta rivendicando un diritto o affermando la propria libertà, si sta solo provocando, si  fa una stupidaggine e, in caso qualcuno si arrabbi, devo affrontarne le conseguenze le quali, come dice anche papa Bergoglio “scherzando”, possono essere un pugno o un calcio dove non batte il sole. Ma qualche pazzo fuori di testa, come è accaduto, potrebbe anche fare un gesto più estremo.

La censura o l’indignazione poi bisogna dire che non sono sempre negative per l’artista, il giornalista o chiunque si oggetto di veto.

Il principio fondamentale dell’ artista, del giornalista, del politico e di chiunque viva di/grazie alla visibilità è “parlate pur male di me purché se ne parli”.  

Annozero faceva molto più share e spettatori di quanti ne fa oggi Servizio Pubblico proprio grazie alla censura e grazie al comico direttore Masi.

Lo stesso vale per Travaglio i cui monologhi più sono criticati e visti più acquista consenso che si traduce poi in lettori del Fatto Quotidiano e dei suoi libri.

Tutti odiano la censura ma tutti ne hanno un grande bisogno e la sfruttano.

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