La Boschi invita sul palco i disturbatori che però scappano (e il Fatto Quotidiano non lo scrive)

modello-baseDomenica 18 settembre, alla festa dell’Unità, mentre il ministro Maria Elena Boschi stava per cominciare il suo intervento sul referendum costituzionale, un paio di studenti appartenenti al gruppo Link-coordinamento universitario hanno pensato di imporre la loro concezione di democrazia: interrompere e disturbare alle festa organizzata in casa d’altri esponendo cartelli con su scritto “Decidiamo NOI”.

Ecco cosa hanno prodotto secoli di cultura e anni di contestazione studentesca, una generazione di giovani che vogliono decidere loro, non insieme come prevederebbe quel concetto vecchio di millenni che si chiama democrazia. Loro puntano i piedi interpretando il rapporto con le istituzioni confondendolo con il rapporto genitori figli. Non hanno un’idea chiara del perchè protestano ma soprattutto non sono in grado di fare proposte, di dialogare. Il loro scopo non era quello di dialogare, anche perchè non hanno nemmeno lasciato cominciare il dibattito. Loro volevano impedirlo, decidere loro… Anche volendo ascoltare le loro istanze non si riesce a comprendere quali esse siano. Loro Esercitano il diritto alla protesta fine a se stessa e basta. Spesso somigliano ai classici avventori da bar che se piove danno la colpa al governo.

Sul loro sito non c’è alcuna proposta o critica alla riforma costituzionale, sulla quale anche loro saranno chiamati ad esprimersi. In quanto studenti si presume dovrebbero produrre critiche argomentate, non cartelli (scritti pure male) e azioni di disturbo fine a se stesse. Invece si ha la sensazione che non abbiano nemmeno letto il testo della riforma costituzionale e forse non gliene frega nulla. Ma, dato che noi siamo persone che odiamo coloro che pregiudicano o gettano discredito senza conoscere, siamo andati a leggere almeno la loro proposta/idea di Università, perchè noi abbiamo quel maledetto vizio di informarci.

In sostanza la loro Idea di Università consiste in:

  • L’Università non deve piegarsi al mercato perchè non deve produrre posti di lavoro ma sapere e conoscenza.

Questa in apparenza può sembrare una cosa giusta, ma in realtà è un’aberrazione. Chi scrive si è laureato in DAMS e se c’è una cosa che ha odiato e fortemente criticato è proprio l’inconcludenza, l’inutilità e l’anacronismo di alcuni corsi se non della facoltà intera. Il vero problema di tutta la scuola italiana (università compresa) e la mancanza di acquisizione delle competenze; lacune che poi vengono necessariamente colmate in ambito lavorativo. Il fatto è che il mondo del lavoro vorrebbe (giustamente) persone formate e competenti, non studenti pieni di sapere che non sanno fare nulla che devono essere ulteriormente formati. Non si tratta di genuflessione al mercato (inteso come un perfido mostro pregenesi) ma di semplice constatazione di una realtà. Da un medico, un architetto, un ingegnere si prendono competenze e queste dovrebbero essere costantemente aggiornate e adeguate non solo al mercato ma all’evoluzione della società.

  • Piane libertà di composizione dei piani di studio e della durata dei corsi.

A parte che oramai i piani didattici hanno molta libertà di scelta (Vedere es. qui), cosa si vuole, la libertà per un architetto di non dare urbanistica?

  • Abolizione del 3+2 

Questo è un sistema usato in tutto il mondo (Germania, Francia, Svezia, Regno Unito ecc.). Negli USA la laurea dura solo 4 anni e in Olanda addirittura 3 anni…

  • Abolizione delle tasse universitarie

Questa è una bella cosa ma come fare? Quali proposte avranno mai partorito i geniacci di Link? Secondo loro tutto dipende solo dalla volontà politica e dalla scelta di dirottare la spesa militare sull’Università. Gli studenti citano anche dati Falsi come il fatto che in Olanda le tasse non si pagano mentre invece ammontano a circa 1700 euro annui. L’unica università che non prevede il pagamento delle tasse in Europa e la Svezia, e questo perchè ha il costo della vita più alto d’Europa.

  • Trasporti gratuiti
  • Più borse di studio
  • Più soldi ai ricercatori
  • Poi vogliono pure il reddito di formazione

Dire che sono folli non è esagerazione ma solo pura logica. Se si realizzasse l’utopica proposta degli studenti di Link, La sola università costerebbe più della sanità e del sistema pensionistico messi assieme, e il tutto magari si andrebbe anche ad aggiungere al reddito di cittadinanza proposto dei grillini. Forse è meglio che gli studenti di Link si dedichino alla creazione di una macchina stampa soldi stile Totò e Peppino perchè solo così possono le loro proposte sarebbero realizzabili.

Ma dove sono finiti il baronato, il fatto che la maggior parte dei corsi sono basati su testi scritti dai docenti che ci speculano, l’adeguamento tecnologico delle facoltà, l’aggiornamento dei programmi, l’istituzione di un organo studentesco che abbia davvero peso nella facoltà ecc. Mah…

Il bello poi sono frasi di questo genere che sembrano prese da talk show stile “La Gabbia”:

Forse, se nel nostro Paese ci fossero più rapporti fra l’etica, di ambito filosofico, e la tecnica delle costruzioni, di ambito ingegneristico, avremmo meno abusi edilizi ed ecomostri, per esempio.

Va beh dai, sono ragazzi…

Naturalmente qual’è l’unico quotidiano (parola grossa) che ha dato notizia della micro contestazione mistificando la verità? Ma è ovvio, il nostro caro Fatto Quotidiano!

link-bolognaLa Boschi, secondo il Fatto è stata contestata da numerosi studenti e insegnanti. Erano 5 persone e non c’era nessun docente (e così che si chiamano i professori universitari…). Secondo il Fatto, il gruppo (numeroso) è stato accompagnato e identificato (come se fosse una cosa anomala o orwelliana…). In realtà, come si vede nel video sopra, sembra siano i ragazzi a “scappare”. Il ministro Boschi ha anche cercato di chiamare uno dei ragazzi a salire sul palco e dargli la possibilità di esporre le sue argomentazioni, ma si vede che, forse, qualcuno glielo ha impedito o non aveva alcun argomenti,  tanto a ribaltare la realtà ci pensa il Fatto Quotidiano.

In un altro video pervenutoci si vede la scena girata da un’altra angolazione e una delle studentesse cerca di richiamare un suo collega avvisandolo dell’invito della ministra a parlare ma i poliziotti glielo impediscono.

Questo non cambia la posizione dei ragazzi i quali se avessero avuto davvero l’intenzione di dialogare avrebbero certo evitato  la patetica scenetta e magari avrebbero chiesto di intervenire. Lo studente di Giurisprudenza dell’Università di Catania, Alessio Grancagnolo, contesto pesantemente eppure non fu certo cacciato o zittito, anz, fu addirittura invitato in TV a “Piazza pulita” di Riccardo Formigli. Piuttosto peggiora quella delle forze dell’ordine che in nome della sicurezza spesso esagerano.

4 Commenti

  1. c’è il video integrale che dimostra chiaramente… che chi protestava è stato sbattuto fuori… non scrivete il falso!!!!!!!!!!!!!

    • Sbagli. Il video che gira è stato a sua volta montato. In questo video https://www.youtube.com/watch?v=r3DSpY9EdsI verso la fine si vede bene che la Boschi ha tentato “per molto tempo di parlare con i contestatori i quali non avevano alcun interesse a dialogare… Se poi per te democrazia significa impedire agli altri di fare la propria legittima manifestazione o propaganda (interpretale come preferisci) allora dovresti rivedere le tue posizioni. Nessun sostenitore del Sì è mai andato a protestare a una manifestazione dei sostenitori del NO.

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