La Prestipino avrebbe dovuto dire “specie autoctona” però finiamola di strumentalizzare…

Durante l’estate sono tutti (quasi) in vacanza, persino i sinistrati della politica italiana – anche se loro sono in vacanza da una vita, come canta Irene Grandi –  solo che loro d’estate fanno ancora meno di quanto non facciano tutto l’anno e quindi hanno molto tempo, tempo che passano attaccati ai social a polemizzare su tutto. L’ultima polemica riguarda due parole:  “razza italiana” pronunciate da Patrizia Prestipino, membro della direzione nazionale del Partito Democratico e responsabile del dipartimento del Partito Democratico per la difesa degli animali.

Le parole sono state pronunciate durante una trasmissione su Radio Cusano Campus in cui si discuteva delle polemiche sul dipartimento mamme istituito da Renzi, dato che è facile fraintendere, vi invitiamo ad ascoltare l’audio sotto:

La Prestipino ha effettivamente pronunciato le parole “razza italiana” ma h anche detto “se vogliamo dire così…”. Prestipino forse non avrà letto Umberto Eco, il quale sosteneva che “Il significato dell’Italia è puramente culturale, e non razziale”, e certo avrebbe potuto usare termini scientifici più corretti come “popolazione autoctona”, ma da qui darle della fascista o razzista, ce ne passa…In fondo se se avesse usato altri termini il suo ragionamento sarebbe comunque un’opinione legittima e persino condivisibile. Se i gli immigrati fanno il doppio dei figli degli italiani autoctoni (cosi Montanari non si scandalizza) non ci vuole un antropologo o uno stupido demografico per capire che presto soppianteranno la popolazione italiana, quella dell’unità d’italia, della resistenza, dell tradizioni regionali ecc. Siamo cultura e non razza, va bene, allora cerchiamo di difendere la cultura italiana assicurandole longevità, discendenza o come diavolo volete chiamarla.

Invece i sinistrati si sono scatenati. Abbiamo Fratoianni

Poi abbiamo l’immancabile Tomaso Montanari che non perde mai occasione per esprimere il suo vuoto.

I vecchi fascisti impenitenti come Storace.

e quelli “nuovi” come Simone Di Stefano:

 

Abbiamo uno dei giornalisti più bufalari della terra:

Queste sono solo alcune, ci sono anche quello offensive ma quelle ve le risparmiamo, in fondo ci sono Italiani e italiani: quelli che lavorano e affrontano i problemi veri della vita e i politici sinistrati che vivono di rendita e perdono tempo a discutere di stupidaggini.

 

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