La storia di #TravaFrecciaRossa fa ciuf ciuf

travafreccia

Il Treno che ha preso Travaglio per andare da Firenze a Roma con due amici e colleghi, i cui nomi non ci è dato sapere perchè la loro identità è stata segretata dal direttore della pravda grillina, era in uno stato pietoso – a quanto dice lui – e per di più lamenta un grave sopruso, un’ingiustizia subita da parte di una controllora (copywright Travaglio ) teteska definita Kapò. Premesso che criticare i disservizi è cosa buona e giusta e i giornali dovrebbero farlo più spesso, non si capisce perchè il direttore di un “quotidiano” debba riservare per ben 2 giorni lo spazio dell’editoriale a una vicenda che, in sostanza, riguarda una vicenda privata: un presunto disservizio subito e i “presunti godimenti malcelati” della controllora. Naturalmente per mettere una toppa Travaglio nel suo secondo editoriale si è subito affrettato a dire che pubblicherà un paio di lettere di lettori che hanno subito disservizi ( chissà le balle che ne verranno fuori) e dichiara leader della rivolta contro i disservizi. Giusto per scongiurare eventuali critiche da quelli come noi che potrebbero pensare: “eh, grazie… lui è il direttore di un quotidiano, è ovvio che ha un vantaggio. Un semplice cittadino non può avere certo tale privilegio spazio e attenzione…”

Senza stare a giudicare le presunzioni di Travaglio, che per un po’ chiameremo #TravafrecciaRossa (nome preso dal suo antenato indiano che potete vedere in foto),  andiamo a vedere perchè il racconto di #TravaFrecciaRossa, non torna, o meglio fa ciuf ciuf da tutte le parti.

Le date sono importanti quindi prestatici attenzione.

Il 28 luglio 2015 esce il FQ con l’editoriale di Travaglio che, dopo una premessa utile  a far entrare il lettore in uno stato empatico tipo Michael Douglas in “Un giorno di ordinaria follia” in elenca tutte le cose che non funzionano sul frecciarossa su cui ha viaggiato. comincia il suo “raccontino”.

il 27 luglio alle 14.04 sale con i due misteriosi amici e colleghi a Firenze sul frecciarossa  Milano-Roma. #TravafrecciaRossa ricorda persino i minuti, non è che dice: circa alle 14, No. Lui ricorda tutto. Quasi come se già sapesse che stava per succedere qualcosa (quando si dice il fiuto del giornalista).

Arriva la controllora (come la chiama lui ) teteska che Travaglio definisce con un simpatico Kapò (stile Berlusconi con Schulz), verifica il suo biglietto e quelli dei due passeggeri che però risultano prenotati per il giorno dopo (il 28 luglio). La kapò, da regola, considera i due amici di travaglio sprovvisti di regolare biglietto e come previsto dal regolamento, emette giusta la sanzione.

Questo è quello che è successo cronologicamente e sinteticamente. Ora andiamo più nel dettaglio.

Da quello che scrive #TravaFrecciaRossa i biglietti sono stati prenotati da una segretaria del FQ la mattina del 27 luglio, poche ore prima di partire. #TravaFrecciaRossa parla di codice PNR,  quindi capiamo che i biglietti sono di tipo ticketless:  modalità di acquisto che permette di salire a bordo senza la necessità di ritirare il biglietto cartaceo ma semplicemente con il codice di prenotazione PNR. Il biglietto in modalità ticketless si può acquistare sul sito, al call center (numero a pagamento), presso le agenzie di viaggio o tramite telefono cellulare con il servizio ProntoTreno. Dato che Travaglio parla, come detto, di PNR sul telefono e della segretaria di redazione, se ne deduce che la prenotazione è stata presumibilmente fatta tramite call center dalla segretaria e non da Travaglio e Co. tramite app.

vedere qui per ulteriori info

Travaglio si lamenta dei controlli, in particolare dello scrutare sospettoso e del malcelato godimento (tipo faccia fantozziana con lingua fuori di lato) della kapò teteska. Vabbè  è #TravaFrecciaRossa… La cosa assurda è che nonostante i due colleghi avessero torto, perchè in possesso di un biglietto posticipato, #TravaFrecciaRossa non resiste e con l’immaginabile quanto notoria simpatia che lo contraddistingue (vedere litigio con Santoro e abbandono studio) invece di fare eventualmente appello alla benevolenza della teteska, fa un piccolo monologo come se stesse a servizio pubblico

“Ci sarà una differenza fra i portoghesi che tentano di viaggiare gratis truffando Trenitalia e due persone oneste che hanno regolarmente pagato il biglietto ma sono incappate in un refuso del computer”

– e ancora –

“Obietto che 189 euro per due biglietti da 90 sono una rapina, specie su treni dove non funziona nulla, e da parte di un’azienda che dovrebbe scusarsi per i suoi, di errori. L’aspirante kapò non sente ragioni e tende il palmo della mano in attesa dei soldi. I colleghi, giustamente, non conciliano e annunciano ricorso. Segue richiesta dei documenti ai due putribondi figuri.”

A parte l’insulto di stampo razzista (un caso fosse un modo di dire fa schifo lo stesso) che #TravaFrecciaRossa ha lasciato trasparire più volte (vedere es. quando a Servizio Pubblico ha detto che gli immigrati vengono in Italia soprattutto delinquere), quello che afferma è improbabile, perchè la prenotazione anche se fatta al call center viene registrata si tramite un computer, ma quando l’operatrice inserisce i dati, e tratta orari e costi sono gli stessi, semplicemente seleziona il numero di passeggeri, non è che scrive 3 volte il tutto rifacendo la procedura. Dopo aver inserito i dati l’operatore/trice riepiloga ripetendo i dati e chiede conferma. Infine, in caso di errata prenotazione o rinuncia esiste una specifica modalità, come si può vedere qui. Si può:

  • cambiare data/ora di partenza o il cambio del biglietto
  • richiedere un’indennità per ritardo
  • richiedere di un rimborso per rinuncia al viaggio

Quindi è molto strano. Ci dev’essere qualcosa che #TravaFrecciaRossa ha riportato male o ha omesso. Forse le prenotazioni sono state fatte separatamente, per esempio, o la segretaria del FQ ha sbagliato

#TravaFrecciaRossa parla di 189€ ma non si capisce bene se intende in totale o per ognuno dei due, perchè la cifra è anomala in tutti i casi. Leggendo il regolamento di trenitalia le cifre non tornano e si capisce bene che i due non hanno nulla a cui appellarsi. Sembra molto strano anche il tendere la mano della controllora perchè, sempre consultando il regolamento, si può verificare che il multato, dopo aver rilasciato le sue generalità, in quanto il documento è obbligatorio, non assolutamente è obbligato a pagare immediatamente. inoltre se il pagamento è effettuato entro il 15° giorno dalla data della notifica l’importo è ridotto a € 100,00. Se il viaggiatore si presta al pagamento immediato delle somme dovute al personale del treno, la soprattassa è ridotta a €50,00. Quindi non 189€, cifra che boooo

Il poderoso apparato informatico sciorinato dal personale viaggiante consentirebbe di correggere la svista con un clic che riposizioni sul 27 il biglietto che segna 28. Invece no.

Questa poi è assurda. #TravaFrecciaRossa non solo si lamenta per i controlli (giusti perchè questo sistema si presta facilmente a frodi, anche da parte di giornalisti che viaggiano spesso ma senza abbonamento e che imparano in fretta le furbizie) e si mette a fare un’arringa, ma pretende anche un trattamento di favore, per altro impossibile, perchè la “controllora”, anche volendo, non avrebbe fare una cosa simile, non avrebbe potuto accedere al sistema e cambiare i biglietti come gli pare, perchè se no potrebbero farlo anche altri 100 controllori e fare trattamenti di favore: tipo intascarsi 30€ invece di far pagare la multa al passeggero o semplicemente modificare biglietti in modo arbitrario.

La controllora chiama in soccorso un collega maschio, forse perché due verbali sono troppa fatica per una controllora sola, o forse perché così vuole il regolamento, non è ben chiaro

eh beh … dopo tutto questo è normale e comprensibile pensare di chiamare un testimone ed eventualmente tutelarsi, specie se si ha a che fare con sparaballe di professione come #TravaFrecciaRossa.

La fantastica controllora però si toglie una piccola soddisfazione: mentre va via, proprio prima della chiusura delle porte, dice:

“Ah quel Travaglio, che figura di merda”

#TravaFrecciaRossa lo definisce un insulto ma giudicate voi…

Ma il bello viene ora, perchè #TravaFrecciaRossa il 29 luglio scrive ancora di questa storia (ancora?)parlando di una presunta inondazione di commenti dei lettori carichi di sdegno giunti in redazione e solidali con lui; povera vittima vessata da indegni disservizi e truffata dalla terribile burocrazia statale.  #TravaFrecciaRossa promette ai lettori che pubblicherà i racconti dei disservizi e le loro lamentele (forse vuole trasformare il fatto in una sorta di Tripadvisor). Dice di voler essere portatore e ispiratore di una rivolta contro i disservizi pubblici (parole sue).  Ma non è finita qui, perchè udite udite, dopo qualche riga da un’altra versione dei fatti!

se arrivo in stazione e il mio treno è in ritardo di un’ora, io salgo senza pagare e faccio verbalizzare il motivo della mia protesta; se il controllore mi applica – per cambiare il biglietto dalla seconda alla prima classe che sul sito web risultava esaurita e invece si scopre semivuota – la multa di 8 euro oltre al sovrapprezzo, io non pago e motivo il senso del mio gesto; se, per un errore materiale di data o di orario sul biglietto, il controllore anziché correggere la svista mi infligge una multa di 50 euro e mi insulta pure, io non pago e metto tutto nero su bianco.

Mah queste cose non c’erano nel primo racconto… sono di altri passeggeri? sono esempi? un po’ dettagliati mi ci pare…Giudicate voi.

Quello che ha noi sembra chiaro è che lo stato mentale di Travaglio desta serie preoccupazioni. Non ci riferiamo alla giusta denuncia dei disservizi, che comunque non hanno mai costituito la “linea editoriale” del FQ, ma a come #TravaFrecciaRossa ha vissuto e interpretato il tutto. Ci è apparso davvero un po’ Douglasiano, esagerato, sopra le righe. Se l’è presa con questa perfida controllora di cui ci piacerebbe molto poter ascoltare la sua versione dei fatti, giusto per capire. Insomma, non vogliamo certo fare i rassegnati di cui parla #TravaFrecciaRossa ma quante volte cose 100 peggiori di questa deve affrontare ognuno di noi  quotidianamente? #TravaFrecciaRossa è mai stato in una segreteria universitaria? in coda alla posta? a fare un denuncia dai carabinieri? (questo è in assoluto uno dei momenti dove si vorrebbe fare un strage). I cittadini si arrabbiano, si indignano, ma quelli come #TravaFrecciaRossa sono quelli che in queste occasioni consideri solo dei rompicoglioni pedanti. Immaginatevi di essere in coda a uno sportello e di ritrovarvi il #TravaFrecciaRossa. La prima cosa che fate è sperare che venga allontanato dalla sicurezza stile Pannofino che, guarda caso, nella pubblicità di Italo viene cacciato quando rivendica la gratuità del suo viaggio.

Dopo qualche  giorno arriva la risposta della capotreno (la famosa kapò teteska) e c’è da divertirsi:

Nella tratta Firenze Roma durante l’effettuazione della controlleria, due clienti seduti nella vettura 4 mi chiedevano la cortesia di attendere qualche minuto, perché il loro telefono era scarico e non avevano modo di farmi vedere il biglietto. Davo loro tutto il tempo necessario affinché potessero ricaricare in parte il telefono, ed effettuavo la controlleria anche in tutta la vettura 6. Al ritorno i due clienti, su mio sollecito, mi mostravano il biglietto, che risultava essere una tariffa economy sul treno 9529 ma del giorno 28/07/2015.
S P I EG AVO ai signori il perché quel biglietto non era valido sul treno su cui stavano viaggiando e spiegavo loro le condizioni di utilizzo del biglietto economy. Uno dei due clienti ammetteva l’errore, imputandolo alla segreteria del suo posto di lavoro. Sempre per correttezza commerciale nei confronti del cliente, parlavo telefonicamente col responsabile dell’errore spiegando anche qual era la modalità del cambio treno affinché il biglietto a tariffa economy non andasse perso. Spiegavo anche, ai clienti, che a bordo avrebbero dovuto corrispondere il prezzo del biglietto a tariffa base, più la soprattassa applicata agli sprovvisti. In un primo momento, il cliente accettava il pagamento, fornendomi la carta di credito. Ma la transazione veniva negata dal circuito bancario. A quel punto, interveniva l’altra cliente, che incitava il compagno di viaggio a non pagare e a farsi verbalizzare. Nella conversazione si inseriva il compagno di viaggio dei due, il sig. Marco Travaglio, in possesso di regolare biglietto che a voce alta iniziava a fare dichiarazioni del tipo “io non pagherei” “so lo per un errore di digitazione di una persona si deve ripagare un biglietto”.E intercalava le sue affermazioni con la frase “Siete dei ladri, questo è un furto, vi mandano a derubare le persone, siete dei ladri” fomentando la decisione dei due di non pagare il biglietto.Con professionalità, e senza creare attriti ulteriori, sia io che il Capo Servizio Treno,emettevamo due verbali di pagamento posticipato nei confronti dei due clienti. Travaglio minacciava azioni di non meglio specificata natura, nei confronti dell’azienda e dell’operato del personale di bordo (…) Tutto ciò che scrive ed elenca Travaglio nel suo articolo, come si evince dai toni apocalittici e sopra le righe che utilizza, corrisponde ad un cumulo di menzogne architettate probabilmente ad arte per costruire il suo pezzo. La vettura e i posti in cui era seduto era pulita e non presentava liquami di nessun genere (né lui e i suoi compagni manifestavano alcun tipo di disagio al personale di bordo). L’operato del pulitore è stato impeccabile durante tutto il corso del viaggio. Non so in quale bagno sia andato Travaglio, ma da ciò che racconta la toilette in questione sembra essere quella dedicata ai disabili. Per assicurare la porta da un’improvvisa apertura, causata dal movimento automatico che consente ad un disabile di uscire senza difficoltà, occorre girare un ferma porta visibilissimo da tutti i fruitori. Nel caso specifico la porta funzionava regolarmente non presentava nessun tipo di guasto. Il bagno era pulito e perfettamente funzionante. Per quanto riguarda il condizionamento, l’impianto funzionava regolarmente e non presentava nessun tipo di guasto. La temperatura era gradevole, visto che nessun cliente presente se ne è lamentato e ha chiesto interventi in merito. Travaglio in primis.
NON HO MAI interagito con Travaglio se non al controllo del suo biglietto, nonostante le sue provocazioni continue durante la gestione della mancanza di biglietto dei suoi due amici, quindi tutte le sue dichiarazioni in merito a commenti poco opportuni sulla sua condotta non sono da ritenere fondati.

Leggendo le parole della capotreno si capisce bene quanto sia importante sentire sempre le due campane prima di giungere a conclusioni o esprimere giudizi. Come si evince con estrema chiarezza, #TravaFrecciaRossa ha omesso e  mentito più volte. Non aveva certo detto di essere sbottato accusando, incomprensibilmente, una persona colpevole solo di stare svolgendo il suo lavoro,  di furto – come se dipendesse da lei…- Non ha detto di aver minacciato denunce e pubblicazioni giornalistiche, invocando una sorta di quarto potere che al confronto il citizen Kane di Welles era un pivello. Come avviene oramai con cadenza quotidiana assistiamo al vilipendio del giornalismo, in questo caso usato per scopi e motivi personali, Per lamentare disservizi per i quali sono previste altre modalità sicuramente più efficaci.  Sapevamo che la storia raccontata dal direttore della pravda grillina era piena di balle, ma pensavamo che i lettori se ne fossero accorti.  Speriamo lo facciano col senno di poi.

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