La verità è venuta a galla: la magistratura trama contro il governo

dit-magFino a oggi in pochi hanno unito i pezzi e cominciato a trarre le ovvie conclusioni, ma dopo i fatti recenti legati a inchieste, arresti e indagini; assieme alle dichiarazioni di alcuni esponenti della magistratura il disegno che sembra delinearsi lascia spazio a pochi dubbi. Non si tratta di paccottiglia complottista in stile M5S. Qui si tratta di fatti, azioni e parole che dimostrano con estrema chiarezza che è in atto un’offensiva, avanzata attraverso l’accerchiamento e la delegittimazione da parte di uno dei poteri dello stato ai danni del governo o più in particolare il presidente del consiglio.

Spesso chi ricorre alla teoria del complotto lo fa perchè povero di argomentazioni e perchè risulta più semplice e suggestivo ricorrere ad astruse teorie piuttosto che riflettere e argomentare. Non si intendi quindi suggerire/evocare complotti o misteriosi piani segreti. Ci si limita solo a esaminare fatti e prendere atto della realtà facendo semplici considerazioni.

Non si può negare che fin dalla sua nomina Renzi abbia causato non pochi mal di pancia e questo in modo trasversale, eterogeneo. Sono molti a volere la sua caduta o sconfitta e i primi sono sicuramente gli esponenti della minoranza del PD; come accade spesso il peggior nemico è chi ti sta accanto in “famiglia” o nella “ditta” per dirla alla Bersani.

In questi due anni di governo, Renzi e coloro che sono a lui vicini o riconducibili sono stati attaccati e colpiti con ogni mezzo possibile (statuette a parte):

  • Le intercettazioni Renzi/Lotti/Adinolfi  in cui non vi era nulla di rilevante sia penalmente che politicamente, ma erano molto utili a screditare e costruire astrusi retroscena.
  • I fascicoli senza indagati sull’appartamento che Carrai prestata a Renzi, costruiti ad arte come avvenne al tempo contro Fini.
  • l’inchiesta sul papà di Renzi finita in un nulla di fatto e con una richiesta di archiviazione da parte dello stesso PM (l’accusa) inspiegabilmente bloccata da 7 mesi.
  • La Bindler’s list di impresentabili presentata appena il giorno prima delle elezioni regionali per influenzare il voto (in particolare in Campania).
  • Le inchieste a pioggia contro l’attuale governatore della campania De Luca, anche queste risoltesi in un nulla di fatto, anzi, con l’assoluzione di De Luca (noi ci abbiamo fatto pure un breve pezzo musicale).
  • L’inchiesta sul papà della Boschi e sul inesistente conflitto d’interesse di quest’ultima
  • l’inchiesta farlocca sugli scontrini delle cene e dei pranzi Renzi (le mega inchieste dei 5stelle) anche questa risoltasi con la corte dei conti che non ha ravvisato irregolarità
  • Le inchieste ad orologeria sul caso Tempa Rossa chiuse in un cassetto e magicamente tirate fuori in occasione del referendum sulle trivelle (che sulle trivelle non era).
  • Il colloquio della Boschi (per Travaglio e Co. l’interrogatorio ), fortemente voluto dagli inquirenti sul caso Gemelli/Guidi, per capire se il ministro delle riforme e dei rapporti con il parlamento fosse legittimata a svolgere il suo ruolo.
  • Le foto (vecchie) misteriosamente uscite da un cassetto e regalate a un funzionario da un amico carabiniere del ministro Del Rio che partecipava a una processione. Foto utili per insinuare che Del Rio era in compagnia di mafiosi.
  • L’arresto preventivo abnorme del sindaco di Lodi Simone Uggetti per una turbativa d’asta (fatta senza alcun ritorno economico o fine personale). E pensare che Travaglio scriveva della morte della custodia cautelare…

Se poi a queste si aggiungono cose che non riguardano direttamente Renzi e il governo come l’intercettazione (trascrizione senza audio) falsa Crocetta/Tutino  costruita per costringere alle dimissioni il governatore della Sicilia, che invece ha resistito; oppure la recente inchiesta ai danni di Pino Maniaci attraverso intercettazioni montate e costruite ad arte per screditare e danneggiare un simbolo dell’antimafia perchè stava ficcando il naso nella magistratura e la gestione dei beni confiscati alle mafie. Allora parlare di accerchiamento e di offensiva non sembra affatto un’esagerazione o frutto di teorie complottiste.

Le dichiarazioni che il magistrato Piergiorgio Morosini, consigliere del CSM, fa a una giornalista de il Foglio (Annalisa Chirico) sono gravi e preoccupanti.

Il processo sulla trattativa stato mafia Va a rilento, è vero, la sentenza di primo grado è prevista per la fine del prossimo anno. I pm non hanno osato abbastanza.  Certi filoni dell’inchiesta non sono stati approfonditi a sufficienza. Io resto del parere che la trattativa c’è stata

Secondo Morosini non sono bastati 20 anni di nulla con magistrati che hanno costruito carriere e pubblicato libri arricchendosi, l’interrogatorio dell’ex presidente delle Repubblica (al quirinale) e il figlio del boss Ciancimino con il potere di veto sulla distruzione delle intercettazioni del presidente della repubblica.

Che vuole che le dica, non vedo l’ora di tornare in trincea. Qui è tutto politica. La politica entra da tutte le parti: le correnti, i membri laici (quelli eletti dal Parlamento, dovrebbe vedere come sono compatti in tempi nazareni…), dall’esterno, da tutte le parti. (…)Qui si parla solo di nomine. E’ tutto politica, gliel’ho detto.

Sembra di sentire un politico intervistato nella sede del suo partito.

Bisogna guardarsi bene dal rischio di una democrazia autoritaria. Un rapporto equilibrato tra Parlamento e organi di garanzia va preservato. Per questo al referendum costituzionale il prossimo ottobre bisogna votare no. (…) Ho appena comunicato alla segreteria centrale le mie prime disponibilità (…)Ognuno trasmette le proprie date, certo. Io copro tre regioni: Lazio, Sicilia ed Emilia Romagna”. Complimenti. Gireremo il paese in lungo e in largo. Ma alla fine vincerà Renzi. Vince sempre lui

Di fatto la magistratura è diventata un partito politico. Si parla di segreterie centrali, di coperture regionali, di girare il paese il lungo e in largo. Tutto ciò è incredibile se ci si sofferma a pensare e a constatare che a parlare è un magistrato.

il problema è che sono dei mestieranti, (si riferisce a Renzi e Co.)  buoni a gestire il potere. Che discorso di prospettiva può fare uno come Luca Lotti? E vogliamo parlare della Boschi? Se uno la accosta ad altre personalità impegnate sul fronte delle riforme costituzionali, ad Augusto Barbera o a Giuliano Amato, vengono i brividi

Discorso che sembra copiato da un editoriale di Marco Travaglio, manca solo il confronto con Calamandrei e Pertini poi il direttore della pravda grillina potrebbe chiedere i diritti.

Raffaele Cantone, come Gratteri, è un uomo Mondadori. Non so se mi spiego. Quando firmi libri Mondadori, l’azienda ha interesse a trasformarti in un personaggio per vendere più copie. Ti invitano in tv, diventi un volto noto e poi la politica ti chiama

Qui addirittura si getta discredito su colleghi colpevoli, da come si evince, di essere migliori, riconosciuti e autorevoli. Giudizi che sembrano dettati più da invidia e pregiudizi che da riflessioni argomentate.

La magistratura di fatto sta compiendo una sorta di subdolo colpetto di stato. E’ come se fosse affetta da un disturbo dissociativo della personalità e credesse di essere un partito di opposizione che mira alla guida del paese. Dimenticando che il suo ruolo e il suo operato non dovrebbero essere in alcun modo influenzati da interessi politici o peggio destabilizzanti. Se fossimo in un paese sud americano o in Egitto il prossimo passo sarebbe un’alleanza con gli apparati militari e la successiva presa del potere con l’instaurazione di una pseudo dittatura guidata da giudici e magistrati e il potere esecutivo affidato a polizia e militari.

Le parole di Morosini dicono anche molto sul modo di concepire la politica e in particolare l’opposizione. Il nemico è sempre un singolo esponente politico. L’opposizione politica, giudiziaria o giornalistica che sia, è sempre contra personam, mai contro una fazione o un partito e mai esercitata attraverso proposte alternative. Nessuno vuole distruggere il PD, il vero e l’unico obbiettivo è Matteo Renzi, tanto coloro a lui riconducibili cadrebbero di conseguenza. Del PD non frega nulla a nessuno perchè tutti sanno bene che senza Renzi il PD farebbe la stessa fine di Forza Italia: si frammenterebbe in tante correnti alla disperata ricerca di un’identità e della difesa della poltrona. La vecchia guardia, i rottamati e i comunisti nostalgici sono in attesa e aspettano con ansia che la provvidenza (la magistratura) riesca a fare ciò che loro non sono i grado di fare perchè privi di una proposta politica che sappia andare oltre il “no a Renzi perchè è arrogante”. Non bisogna dimenticare che i senatori non possono apparire come “quelli attaccati alla poltrona” e quindi sperano in un intervento esterno che blocchi la loro soppressione (parziale). La magistratura poi gode anche di un certo vantaggio, perchè non corre il rischio di essere indicata come demagogica, populista o retorica in quanto è nella “natura” esserlo.  Nessuno dice che il papa è retorico, nonostante lo sia palesemente.

Quello che che poi fa strabuzzare gli occhi e che la magistratura sarà al fianco di Berlusconi nella campagna referendaria per il no alla riforma costituzionale. Berlusconi potrebbe salire su un palco e dire ” anche la magistratura e sta con noi”: Colui che ieri era il nemico di tutti potrebbe diventare l’alleato utile. il nemico del mio nemico è mio amico.

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