L’Annosa questione dei finanziamenti

Quella dei finanziamenti alla apolitica, più in dettaglio ai partiti e ai movimenti (oggi esistono anche questi), è una di quelle questioni destinate a non risolversi mai. Ogni volta, ora per assecondare una volontà popolare inficiata da populismo e manipolata, ora per assecondare lobby di potere, le norme e le leggi in merito cambiano come le stagioni dell’anno (a volte con la stessa frequenza e alternanza). Ogni volta che ci troviamo di fronte a scandali come quello di “mafia capitale”  piuttosto che gli appalti dell’EXPO o del MOSE, l’opinione pubblica, comprensibilmente, insorge, arrivano i populisti come i 5 stelle e la politica si adegua cambiando (temporaneamente) regole e leggi per poi ritornare sui passi fatti dopo qualche anno, quando si calmano le acque. E’ un tira e molla destinato a non terminare mai. Oggi il FQ, seguendo l’esempio di altri in precedenza, realizzal’ennesima “inchiesta” sulle “cene di Renzi” e sull’origine e la quantità di quanto ricevuto dal PD. Non sono i primi ne gli ultimi Molti giornali hanno parlato delle, proprio in questi giorni, delle  donazioni di Salvini, piuttosto che le sospette donazioni alla campagna elettorale di Marino provenienti da cooperative coinvolte nello scandalo di “mafia capitale”.

Secondo giornalisti come Travaglio tutto, ingenuamente, si risolverebbe semplicemente con l’obbligo della trasparenza: partiti e donatori devono dichiarare quanto ricevono e donano e il tutto deve essere rendicontato e reso pubblico. Detta così sembrerebbe una cosa facile e giusta. Ma in realtà quello che suggeriscono giornalisti/opinionisti come Travaglio non solo non è realizzabile, ma non è neanche del tutto legale. Senza fare mille premesse o spiegoni, basta fare presente che  un donatore (non il politico o il partito) deve avere il diritto di proteggere la sua privacy e se non vuole che venga resa pubblica  la sua donazione o la cifra donata e suo diritto che ciò possa essere garantito. I motivi di tale scelta possono essere molteplici e non sono necessariamente dettati da interessi o intenti criminosi. Quindi la non soluzione di Travaglio già comincia a fare acqua.

Il FQ non punta l’attenzione alla cospiqua eliminazione di sprechi e privilegi che è stata indubbiamente attuata nell’ultima legislatura e sui molti altri “tagli” che sono in dirittura d’arrivo. La loro attenzione si focalizza sui partecipanti all’unica cena di raccolta fondi organizzata da Renzi. Non conta o non suscita interesse che il “partito” dei 5 stelle non si sa per nulla come si finanzia, che Grillo non ha mai documentato a quanto ammontano i ricavi provenienti dal blog, non conta nemmeno che tali ricavi non provengono da donazioni ma dalla pubblicità e da speculazioni via web. Tutto questo al FQ non interessa, a loro interessa solo quella maledetta cena.

Se vengono eliminati i finanziamenti pubblici  – presenti quasi in tutto il mondo -, le donazioni individuali non vengono tutelate da privacy e le fondazioni soppresse, Come si dovrebbe o potrebbe finanziare un partito? Dovrebbero creare tutte un blog, riempirlo di immondizia e pubblicare libri senza dichiarare, spiegare o rendere pubblico nulla? E’ questo il modello sognato da quelli del FQ? E chi non è miliardario come Grillo come fa?

In quasi tutti i paesi, compresa la Germania dove per Travaglio si va in galera se si evade anche solo 1€ (infatti in Germani non esiste evasione fiscale…), esiste un finanziamento pubblico dato in base ai voti ricevuti. In questo modo si da la possibilità di fare politica anche a un piccolo partito che non ha milioni di adepti e fanatici come i 5 stelle. E non parliamo degli USA perchè in questo caso la situazione è assolutamente incontrollata: Il finanziamento, da poco liberato ulteriormente dal vincolo di donazioni molteplici per i privati, proviene da una miriade di comitati, associazioni come ad esempio i cosidetti super-PAC  che possono raccogliere migliaia di dollari senza l’obbligo di rivelarne la fonte. Persino nella serie tv tanto amata e citata dal FQ “House of Cards” un’intera stagione è basata sulla questione dei finanziamenti, in particolare la loro copertura truffaldina.

A volte abolire qualcosa che appare popolarmente giusto  non fa altro che generare più corruzione e malaffare di quello che si voleva eliminare, proprio come è avvenuto nel caso delle preferenze elettorali.

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