Le balle del Fatto sul rapporto Europol

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Oggi Marco Lillo in un suo articolo sul fatto quotidiano cita un rapporto dell’Europol scrivendo:

“Il governo italiano sul contante e il riciclaggio ha fatto esattamente l’opposto di quanto consigliato da Europol”

“La pubblicazione che elogia l’Italia per la soglia a 1.000 euro, Renzi ha deciso di portarla a 3.000.”

“Renzi dovrebbe leggere con attenzione il paragrafo nel quale si spiegano le tecniche di riciclaggio: “Uno dei metodi preferiti dai criminali per smaltire il contante è l’acquisto di beni di valore elevato.”

Ovviamente si tratta, come al solito di informazioni parziali, distorte e pure false.

Il suddetto rapporto (vedere qui) a pagina 15 e 16 scrive con chiarezza che non esistono statistiche o study che attestano la correlazione fra l’uso/limite de contante e il riciclaggio di danaro:

While no definitive figures can be provided as to the proportions of
cash in circulation used for legitimate and illegitimate purposes, Law
Enforcement investigations confirm that cash, and in particular high
denomination notes, are commonly used by criminal groups as a
facilitator for money laundering. While the nature of statistics around
cash circulation and issuance do not show correlation between the
demand for cash, high denomination notes and crime, cash detections,
financial intelligence and Law Enforcement investigations do: while
not all use of cash is criminal, almost all criminals use cash at some
stage during the money laundering process.

Il rapporto non elogia l’italia ma semplicemente riporta che fra le misure che i vari paesi mettono in atto per contrastare il fenomeno del riciclaggio di danaro c’è anche il limite ma non ne elogia o ne attesta l’utilità ( vedere a pagina 36 del documento)

Scrivere che uno dei metodi per riciclare danaro è  semplicemente l’acquisto di beni di valore è semplicistico e non informa come si deve il lettore. I beni di lusso a cui fa riferimento il documento sono opere d’arte, veicoli di lusso (es. ferrari) pietre preziose o gioielli.  Tutte cose che certamente non sono acquistabili con 3000€. Usando la logica elementare bisogna comprendere che chi ricicla non acquista beni soggetti a una perdita di valore o che soddisfano il piacere personale, sarebbe il criminale più stupido del mondo. Comprare cose che il giorno dopo possono valere la metà è semplicemente folle. Come anche far rientrare nel riciclaggio di danaro cene, feste o altre spese atte alla soddisfazione del piacere personale. Chi ricicla vuole “pulire” e possibilmente incrementare il valore. Ora, se acquisto una ferrari so che il suo valore (salvo sconvolgimenti epocali) non scemerà, così come se acquisto un’opera d’arte di una casa, di pietre preziose e gioielli. Con 3000€ auro non si compra nemmeno lo specchietto retrovisore della Ferrari…

Il documento inoltre rende noto che il Limite Europeo del pagamento in contanti è 10.000€ (ben più alto di quello italiano)

Il veri problemi segnalati dal rapporto è il fatto che molti in Europa accettano pagamenti in contanti sopra i 15.000€; il fatto questione dell’esportazione del danaro verso paesi come la Cina, La Svizzera  ecc. (cosa su cui l’italia è intervenuta efficacemente limitando il segreto bancario e rivedendo le regole con la Svizzera).

Infine lo studio si concentra anche sul futuro del riciclaggio costituito da nuove tecniche messe a punto che sfruttano il  “danaro virtuale”.

Un giornalista serio e imparziale dovrebbe riportare  anche altre fonti, riflessioni e pareri. Esempio lo studio effettuato il CGIA di Mestre (qui il pdf completo)  ha realizzato uno studio in cui mette in evidenza la scarsa utilità del limite del contante nella lotta all’evasione e al riciclaggio.

Ancora una volta costatiamo che quello del fatto quotidiano non è giornalismo, ma opinionismo di parte caratterizzato da manipolazioni, omissioni e falsità; in una parola propaganda. D’altronde lo stesso direttore lo ha ammesso quando ospite al programma tv Otto e Mezzo su La7. Ma ovviamente ci sono gli anticorpi, quelli che vanno a verificare, a confutare e quindi sbugiardare.

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