Le balle di Di Maio e Di Battista sui “Taxi del mediterraneo”

Anche se sappiamo che farlo non cambierà nulla (perchè l’Italia è una pese di tifosi) cerchiamo come, è nostro solito fare, di smentire le balle, specie se sono così grandi da rischiare di deviare il pianeta terra dalla sua orbita introna al sole.

Quando le balle provengono dalla politica si tende sempre a fare spallucce, perchè in un certo senso la natura stessa della dialettica politica è menzognera, molto simile al linguaggio pubblicitario. Ma quando un’entità politica come il moVimento 5 stelle si pone come l’unico partito onesto (perchè è un partito) e l’unica realtà depositaria della verità allora è chiaro che è inevitabile fare di tutto per smentire tale presunzione e dimostrare che invece è una delle tante entità politiche che si basano su falsità, fake news e strumentalizzazioni, che però, in alcuni casi (esempio gli USA) sono persino riuscite a vincere le elezioni e governano il paese.

La balla del taxi

Lugi Di Maio, futuro candidato alle elezioni del M5S e attuale vice presidente della camera, ha definito “taxi del mediterraneo” le imbarcazioni che salvano vite umane nel mediterraneo.  Questo ha generato, come era prevedibile, molte critiche e causato aspre polemiche che hanno visto come principali protagonisti gli scrittori Roberto Saviano e Erri De Luca.

Luigi Di Maio a sua difesa ha dichiarato:

Definire taxi le imbarcazioni delle Ong non è un mio copyright. Prima di me, e a ragione, lo ha detto l’agenzia dell’Ue Frontex nel suo rapporto Risk analysis 2017

Anche Alessandro Di Battista, nel programma TV Otto e Mezzo su La7ha ripetuto la stessa cosa, senza ovviamente essere contraddetto dalla conduttrice o dalla giornalista di SkyTg24 in collegamento. Ora, è vero che il rapporto dell’agenzia Frontex ha usato la parola “taxi”?

No, Non è vero, Di Maio e Di Battista dicono una balla. Il rapporto Frontex “Rysk Analysis 2017” che riguarda il fenomeno dell’immigrazione dell’agenzia Frontex non usa mai l’espressione “taxi” o “taxi del mare”, e non dice nemmeno che le Ong sono colluse o prendono soldi dagli gli scafisti ma anzi, dicono che la loro attività riduce il rischio di incidenti (cioè morti) che invece sono imputati alle attività di contrabbandieri e trafficanti di esseri umani. A volte è difficile comprendere la gravità di alcune parole, specie per un elettorato abituato a passare dalla lega al M5S, ma bisogna capire che una agenzia europea come Frontex non avrebbe mai potuto paragonare le imbarcazioni delle organizzazioni non governative a dei taxi, perchè la parola “taxi” non indica semplicemente un mezzo di trasporto ma, specie in questo caso, diventa sinonimo di lusso, di comodità, come se i profughi invece di viaggiare con mezzi pubblici scegliessero un servizio più comodo e costoso. Definire “taxi” le imbarcazioni che salvano vite umane, le quali altrimenti sarebbero morte in mare, è vergognoso. Fino a ieri eravamo abituati a sentire certe stupidaggini solo dalla Lega Nord (in Italia ovviemante), come quando ad esempio parlava di migranti accolti negli hotel di lusso, ma oggi, dati i sondaggi, altre forze politiche si affrettano a sfruttare e strumentalizzare argomenti e fenomeni complessi, e drammatici per lucrare consenso.

L’indagine della procura di Catania sulle Ong

Luigi Di Maio indica come altra sua fonte il Procuratore della Repubblica di Catania, Carmelo Zuccaro ma anche questa è ovviamente una balla.

Carmelo Zuccaro in un’intervista a La Stampa dice solo questo:

Abbiamo evidenze che tra alcune Ong e i trafficanti di uomini che stanno in Libia ci sono contatti diretti non sappiamo ancora se e come utilizzare processualmente queste informazioni ma siamo abbastanza certi di ciò che diciamo; telefonate che partono dalla Libia verso alcune Ong, fari che illuminano la rotta verso le navi di queste organizzazioni, navi che all’improvviso staccano i trasponder sono fatti accertati

e ancora:

Su Ong come Medici senza frontiere e Save the Children davvero c’è poco da dire. Discorso diverso per altre, come la maltese Moas o come le tedesche, che sono la maggior parte. L’inchiesta richiede tempi che l’Europa non si può permettere e d’altronde la risposta giudiziaria non è sufficiente, nonostante la notevole collaborazione che riceviamo da tutti.

Ora, chiunque leggendo queste parole tenderebbe a dare ragione ai 5 stelle, ma bisogna comprendere che siamo in Italia e la qualità della magistratura non è eccelsa, per non parlare delle procure che invece di fare inchieste fanno politica (come in questo caso). Carmelo Zuccaro parla di evidenze e certezze, eppure alla procura di Catania è stato solo aperto un fascicolo, ma non ci sono indagati o capi d’accusa a carico delle Ong, e non sembra nemmeno ci siano prove schiaccianti a conferma e supporto delle affermazioni del procuratore. Siamo alle solite. Si tratta di film già visti. La magistratura imbastisce pseudo inchieste per fare in realtà politica e questo viene sfruttato da forze politiche senza scrupoli causando un danno a tutti.

Le parole del procuratore di Catania vengono, però, considerate vangelo dai 5 stelle che non hanno dubbi e costruiscono una narrazione secondo la quale la colpa dell’aumento dei flussi migratori è (non si usa condizionale) causato dalle navi delle Ong che dietro pagamento fanno da “taxi del mediterraneo”. In questo articolo pubblicato sul Blog di Grillo (chè è di Grillo) si scrive:

sta emergendo la questione delle navi di alcune Ong private che soccorrono in mare sistemandosi al limite delle acque territoriali libiche (o spingendosi addirittura all’interno). Parliamo di circa una dozzina di ONG tedesche, francesi, spagnole, olandesi, e molte di queste battono bandiere panamensi o altre “bandiere ombra”. Se ne starebbero “parcheggiate” a Malta, per poi avvicinarsi a poche miglia dalle coste libiche, e sempre nella stessa area molto circoscritta in prossimità di Tripoli. Caricano i migranti -salpati su gommoncini economici adatti a percorrere quelle poche miglia-, e poi li consegnano ai porti italiani prima di ritornare alla loro base maltese.

Bisogna leggere bene queste parole par capire come si costruisce una narrazione strumentale atta alla mera conquista del consenso.

Si parla di navi parcheggiate a Malta pronte a partire per andare a prendere i migranti, come se si trattasse di un servizio turistico. Non si scrive, ovviamente,  che se non ci fossero le navi delle Ong “parcheggiate” i migranti partirebbero lo stesso imbarcandosi su gommoni di fortuna guidati da scafisti senza scrupoli, stracolmi e adatti per percorrere solo poche miglia e che con molta probabilità finirebbero per affondare causando centinaia di morti. Si utilizza il classico argomento della distanza troppo vicina alle coste libiche senza dire che le Ong non stanno dove conviene di più economicamente ma dove è necessaria la loro presenza al fine di evitare perdite di vite umane, stanno dove serve non dove conviene… Non si scrive che le Ong semplicemente riempiono un vuoto umanitario lasciato dalle istituzioni europee (Frontex compresa). Si imputa la responsabilità a chi salva vite accusandolo strumentalmente di farlo dietro pagamento.

Ma se anche prendessimo per vera la storia dei rapporti fra le Ong e i trafficanti di essere umani la sostanza non cambierebbe di molto. Si tratta sempre di salvare delle vite. E’ come se si accusassero organizzazioni come “Medici Senza Frontiere” di salvare vite dietro compenso intessendo rapporti con una delle parti di un conflitto bellico. Ma chi se ne frega! finché salvano vite fanno solo il loro mestiere. Il problema si porrebbe se improvvisamente decidessero di fare il contrario.  Queste stupidaggini le dicono solo giornali come il Fatto Quotidiano come quando esempio dissero che le due cooperanti italiane rapite in Siria Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, che portavano latte, viveri e medicine favorivano e aiutavano i ribelli contro Assad.

Leggendo certe parole e avendo poche facoltà mentali è facile giungere a conclusioni semplicistiche e sbagliate, ma al M5S non interessa la verità ma solo il consenso, quindi questo tipo di discorsi risulta particolarmente efficace, specie fra la platea internettiana in maggioranza composta da giovani svogliati che non hanno ne la voglia ne le capacità per verificare e confutare ciò che leggono. D’altronde Grillo ha fatto più volte capire che mira a una certo tipo di elettorato: dopo la vittoria di Donald Trump fu lui a profetizzare l’imminente rivoluzione dei “nuovi barbari” e che non bisogna documentarsi o andare a incasinarsi il cervello bastava fidarsi di lui e delle sue decisioni, proprio come ha detto quando ha delegittimato e escluso la Cassimatis usando il famoso “fidatevi di me”. Qui è lo stesso, bisogna fidarsi delle stupidaggini che si leggono sul blog, senza stare a preoccuparsi troppo o stare a mettere in dubbio, se no si commette peccato. Non bisogna mangiare il frutto dell’albero della conoscenza, pena la cacciata dal paradiso a 5 stelle.

Il giornalismo poi in certi non aiuta perchè in alcuni casi consente a uan certe politica di veicolare e aumentare le diffusione delle loro balle: i Floris, i Travaglio, Gruber, Berlinguer ecc. tanto bravi a contare le virgole della tesi della Madia o a occuparsi dei microbi nelle borse delle donne non si sono minimamente preoccupati di andare a leggere il rapporto Frontex e dire che Di Maio e Di Battista hanno detto una balla colossale. Loro si preoccupano di verificare se Renzi cita una poesia in sud America sbagliando l’autore, ma se degli sparaballe miracolati lucrano consenso raccontando balle loro zitti, sminuiscono o si mettono a fare il giochino del “Eh ma c’è chi ha detto di peggio senza generare polemiche o suscitare scandalo”. Che volete, questa è L’Italia e c’è poco da fare…

 

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here