Le balle e la cialtroneria della “Fattona” Wanda Marra

wanda marra

I giornalisti oltre a riportare le notizie dovrebbero confutarle e verificarle, e quando un politico (qualunque politico, a prescindere dallo schieramento) dovrebbe occuparsi di controllore e nel caso smentire le affermazioni qualora queste si rivelino inesatte. Questo al Fatto avviene solo se a parlare sono Renzi e Maria Elena Boschi e spesso attraverso menzogne, manipolazioni e strumentalizzazioni. La giornalista (parola forte) Wanda Marra in un suo articolo riesce a mettere insieme una tale quantità di falsità, omissioni e mistificazioni che quasi arriva ai livelli di un Sallusti o un Belpietro (roba che farebbe preoccupare e metterebbe ansia a qualunque giornalista). Ma come è nostra abitudine andiamo ad argomentare:

IL CONFLITTO più forte è con il governatore della Puglia, che sale sul palco e smonta la principale argomentazione del segretario premier: “La Puglia aveva detto di sì a Tempa Rossa”. Ergo: non è vero che l’emendamento Guidi era necessario per sbloccare il progetto.

Wanda Marra dice che l’attacco più forte subito da Renzi è stato quello di Emiliano, l’attuale governatore della Puglia.

Sempre secondo Wanda Marra Renzi era agitato e Emiliano aveva le lacrime agli occhi. Noi non abbiamo la vista da rapace della Wanda Marra ma forse voi lettori si quindi giudicate da voi. A noi non sembra che l’intervento sia stato così duro (almeno non quanto quello di Cuperlo). Emiliano non ha risparmiato parecchi elogi e complimenti e ha persino rivendicato di aver votato Renzi. Renzi non si vede mai nel video, quindi non si capsice come faccia Wanda Marra a ravvisarne l’agitazione.

 Mentre Emiliano parla, Renzi si agita

E poi Emiliano non piange affatto.

Una giornalista obbiettiva corretta e imparziale inoltre avrebbe dovuto informare i lettori che è Emiliano a dire una cosa inesatta perchè non si trattava dell’opposiozione della regione Puglia ma del comune di Taranto. Nell’ultima riunione della conferenza dei servizi, il Mise ha dichiarato che “sussistono i presupposti per l’emanazione del relativo provvedimento (l’ autorizzazione unica ndr) previa intesa con la Regione Puglia”. Il Comune pugliese di Taranto, in un primo momento si è detto favorevole al progetto, poi si è dichiarato contrario con una delibera del novembre 2014 in cui aveva escluso dalla variante al piano regolatore del porto le due opere di Tempa Rossa. Da qui una serie di ricorsi al Tar di Lecce che hanno però di fatto bocciato la decisione del Comune. Se, come scrive Wanda Marra, e che Emiliano in realtà non dice, l’emendamento non serviva a sbloccare il progetto perchè Tempa Rossa è bloccato dal 1989 e non si è estratto nemmeno un centilitro di petrolio? Forse i petrolieri non volevano estrarre il petrolio per pigrizia?

Secondo Wanda Marra Renzi

Non a caso, per replicare nel merito, il premier manda avanti il sottosegretario Claudio De Vincenti. Che risponde però solo sulle trivelle, dicendo che non è vero che tornerebbe in vigore la norma tirata in ballo da Emiliano (“Studia di più”, lo apostrofa).

Anche potete giudicare guardando il video dell’intervento di De Vincenti

De Vincenti dice che ha richiesto lui di intervenire perchè si è sentito chiamato in causa dall’intervento di Emiliano (De Vincenti è stato quelli che ha tenuto Renzi informato e che si è occupato maggiormente del provvedimento). Quindi Renzi non ha “mandato” nessuno. De Vincenti risponde su due questioni importanti: gli incontri e i colloqui intercorsi con le regioni sui referendum da cui – come di De vincenti – si è raggiunto un accordo a quanto pare dimenticato da Emiliano e la questione delle famosa notte degli imbrogli, per dirla alla Cuperlo, sulla quale De Vincenti fa chiarezza. Inoltre De Vincenti dice con decisione e fermezza di essere stato anche lui uno di quelli che considera “Tempa Rossa” importante rivendicandone anche la paternità condivisa con Renzi.

In seguito si passa alla replica di Renzi e Wanda Marra sminuisce l’intervento di Renzi e omette in pratica tutto l’intervento che dura più di mezz’ora si limita a scrivere

Il premier hai toni ai limiti dell’isterico (…) replica è perfido, va sulla critica umana radicale ( a Emiliano) (…) Nella replica, Renzi vuole essere magnanimo e tagliente. In realtà appare stravolto. I suoi minimizzano.

La replica potete vederla da voi e confutare le affermazioni di Wanda Marra

Renzi non appare ne isterico ne nervoso, anzi, spiega con precisione e chiarezza rispondendo su tutto. Ricorda lui stesso la sentenza di primo grado su Tempa Rossa e ne evidenziandone l’inutilità e il drammatico ritardo (8 anni) che hanno causato il sopraggiungere della prescrizione che annullerà tutto. E non si dica che la colpa è della prescrizione perchè 8 anni sono più che sufficienti per emettere una sentenza definitiva (almeno in un paese normale). Renzi risponde anche alle critiche di Speranza, il quale sosteneva non ci fosse stata discussione in merito, ricordando tutte le fasi e l’iter parlamentare del provvedimento, e infine Renzi risponde anche al pesante attacco di Gianni Cuperlo su cosa sia la sinistra (quesito inutile quanto stupido).

Come si fa a definire quello di Wanda Marra un articolo? Come ha fatto a diventare giornalista una che scrive balle, omette, non verifica, non spiega, non informa? In realtà giornalisti del genere servono solo a uno scopo: fare propaganda antigovernativa e pro opposizione (nel caso del Fatto del M5S). Questo genere di redattori sono pagati per questo il loro non è giornalismo ma solo un politica mascherata. Alcuni potrebbero dire che altri fanno lo stesso (es. L’Unità, Libero e Il GIornale) ed è vero, ma ciò non toglie che non si tratta di giornalismo, riscontrare che tutti “fanno così” non risolve il problema. In Italia non c’è giornalismo, ma solo opinionisti e propagandisti di professione che guidano macchine del fango che vanno sempre più veloci e sono sempre più rumorose.

 

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