Le stupidaggini di Travaglio e Feltri sul veto al Bilancio Europeo

trav-feltr-vetoOggi, Marco Travaglio, nel suo consueto sfogo giornaliero di bile si scaglia contro i giornaloni (come li chiama lui) e la questione del veto sul bilancio Europeo. Forse è quasi più piacevole sentire le frottole e le sue assurde argomentazioni del NO, invece (non diciamo piuttosto se no Scanzi si arrabbia) delle stupidaggini sulle questioni economiche. E’ dire che il Fatto si avvale anche delle conoscenze del bocconiano Stefano Feltri che di questioni economiche dovrebbe essere un esperto, ma come vedremo non è così. Andiamo come è nostro solito fare, per ordine.

I titoli dei giornaloni e la questione del bilancio

Travaglio si scaglia contro i principali quotidiani che hanno titolato più o meno tutti scrivendo che L’italia ha posto il veto al bilancio UE, cosa che hanno fatto anche le agenzie di stampa nostrane (ansa) e i quotidiani stranieri. (es. il Finacial Times)

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così come l’agenzia di stampa Reuters, ma certo il Fatto Quotidiano è l’unica realtà mondiale detentrice della “verità”. La motivazione Travaglio è che in realtà si tratta di una bufala perchè:

Come ha spiegato ieri Stefano Feltri, il bilancio dell’Ue viene discusso e approvato ogni
sette anni da Commissione europea, Consiglio e Parlamento, dopodiché ogni anno si vara qualche piccolo ritocco, su cui nessuno Stato membro ha potere di veto perché le variazioni annuali, diversamente dal bilancio settennale, vengono approvate a maggioranza qualificata
e non all’unanimità.

 

Travaglio si avvale della competenza di Stefano Feltri, il quale scrive:

Il bilancio dell’Unione europea viene discusso dalle sue tre istituzioni –Commissione, Parlamento e Consiglio – ogni sette anni proprio per evitare che finisca vittima delle esigenze elettorali dei singoli Paesi. Ogni anno si fanno piccole variazioni, ma su queste nessuno ha potere di veto perché si decidono a maggioranza qualificata e non all’unanimità. A settembre, però, il Parlamento ha chiesto modifiche rilevanti al bilancio, tanto che la Commissione ha proposto di inglobare questi interventi in una revisione del Quadro finanziario pluriennale (Mmf) e questo genere di cambiamenti richiedono l’unanimità dei Paesi membri.

Più avanti Travaglio scrive:

l’Italia, annuncia il veto. Non sul bilancio Ue, come strombazzano tg e giornali, che è cosa fatta dal 2014 e si chiuderà nel 2020, ma su quel piccolo ritocchino che andrebbe a vantaggio anche dell ’Italia.

 

In realtà entrambi dicono cose inesatte e in modo poco chiaro . Sia Travaglio che Feltri confondono il Bilancio annuale (che si fa ogni anno come avviene ovunque nel mondo e in qualunque settore ) con il Quadro Finanziario Pluriennale che invece, detto in modo semplice, stabilisce i limiti di quanto si può spendere annualmente e complessivamente per un arco temporale di almeno 5 anni (di solito 7 anni); un po’ come si fa in famiglia quando si stabilisce il budget settimanale per la spesa, per intenderci.  Quindi, quando Travaglio scrive che il bilancio è cosa fatta dal 2104 dice una stupidaggine perchè, come detto, non si tratta del bilancio ma del quadro finanziario pluriennale. Sulla questione della votazione all’unanimità Feltri dimentica di dire che la votazione a maggioranza qualificata nel 2016 si è resa necessaria perchè la legge di bilancio è stata emendata e quindi rimessa al comitato di conciliazione, cosa che fa anche capire quanto sia dibattuta e controversa la questione. Quello che però davvero importa in tutti questi tecnicismi e che il Quadro Finanziario pluriennale viene adottato dal consiglio votando all’unanimità e questo vale anche per le variazioni che sono l’oggetto del contendere nella vicenda. Ecco, quindi il perchè della semplificazione dei giornali che certo non possono fare titoli lunghi come articoli interi… Inoltre Travaglio che fa titoli tipo: “Boschi tax sui conti correnti”, di cui abbiamo parlato in un nostro articolo, (e ne abbiamo trattati tanti altri) fa davvero sorridere, per la serie da che pulpito…

L’Europa riderebbe di Renzi

In Europa ormai si ride di questo burattino che continua a fare il gioco delle tre carte, con
richieste di sforamento del deficit per terremotati, migranti e scuole, salvo poi buttare i soldi in mance elettorali. Però han deciso di sopportarlo e supportarlo almeno fino al 4 dicembre, visto che la controriforma preme più alla casta Ue che a lui, figuriamoci a noi cittadini trattati
come sudditi di una colonia.

Gli fa eco anche Stefano Feltri che twitta:

Vi invitiamo a leggere anche la discussione avvenuta alcuni utenti tra cui il fondatore del Fango Quotidiano e constatare con quanta spocchia Feltri si arrampica sugli specchi.

Tralasciando la scarsa professionalità giornalistica e la tendenza all’opinionismo che la mortifica ulteriormente, Parliamo di fatti:

  • In italia ci sono stati due terremoti uno più disastroso dell’altro e una lunga serie di alluvioni a e altre calamità (tra le quali l’avvento dei 5 stelle)  le quali hanno causato disastri e danni ingenti, e che richiedono costi enormi per ricostruzione e messa in sicurezza.  Non è difficile così capire che eventi straordinari richiedono misure e sforzi (anche economici) straordinari.  Renzi non ha chiesto all’Europa soldi per ricostruire i paesi colpiti dal terremoto, ma ha solo detto di tenerli fuori dalle regole e dai quei vincoli di bilancio tanto criticati anche da Fatto Quotidiano quando ad contestarli era il leader greco Tsipras.
  • le scuole devono essere messe in sicurezza (alcune semplicemente rese agibili) e per fare questo Renzi non chiede soldi all’Europa, ma di tenere gli investimenti fuori dall’inutile stringente e deleterio patto di stabilità. Perchè, come si dice spesso, i comuni hanno i soldi che però non possono usarli e ciò è davvero assurdo.
  • Italia e Gracia sono i paesi maggiormente coinvolti nel problema dell’immigrazione. L’Europa aveva dato 2,5 miliardi (quando ne aveva promessi almeno il doppio) e questa cifra non era stanziata per l’Italia, come dice Travaglio nel suo editoriale, ma principalmente per i paesi dell’est. Sembra un vero è proprio affronto, una beffa nei confronti dell’Italia. Secondo Travaglio quei pochi spiccioli sono una cosa positiva, ma in realtà si trattava di mera elemosina. Se Renzi avesse accettato, conoscendo gli elementi, il Fatto avrebbe probabilemente titolato: “Renzi accetta l’elemosina dell’Europa”.
  • Poi c’è la questione degli altrettanto miseri 1,4 miliardi per il lavoro che in pratica è quanto guadagna Google in sei mesi (iperbole) credere che questa cifra possa essere minimamente di aiuto all’Italia è stupido.
  • Ad aggiungere incredulità c’è che questi 2,5 e 1,4 miliardi sarebbero stati fino al 2020, una roba che definire folle è un eufemismo.

Ora, se Renzi fosse stato un burattino avrebbe accettato e sarebbe stato zitto, ma ha pensato, giusto o sbagliato che sia, di non sottostare alle elemosine di un’Europa che appare sempre più drammaticamente egoista, rigida e costitutivamente finanziaria, quando invece dovrebbe essere semplicemente più solidale e politica. L’Europa non boccia il bilancio e sopporta Renzi perchè vuole il sì al referendum? Questa è una stupidaggine enorme. L’Europa può al massimo temere per un’eventuale instabilità politica in caso di vittoria del NO (che spianerebbe la strada Grillo) ma da qui ad avere paura per il referendum ce ne passa. L’Europa in questo momento, specie dopo la Brexit, che guarda caso non è riuscita ad evitare, è molto debole e non potrebbe mai forzare la mano bocciando il bilancio italiano, sarebbe un attacco autolesionista, quindi fa semplicemente melina, si atteggia… Renzi sa che ora ha il coltello dalla parte del manico e giustamente (non cinicamente, perchè aiutare l’Italia non è cinico) sfrutta questa opportunità a suo vantaggio.

Feltri non dice, per esempio che la Germania ha avuto 31,5 miliardi per l’alluvione in Bavaria del 2016. Queste sono le differenze che a molti danno fastidio e che fanno vincere i populisti come Grillo e Salvini e Tramp negli USA, i quali utilizzano notizie del genere per guadagnare consenso in modo opportunistico, Sono loro i cinici…

Feltri su twitter scrive:

Si riferisce a quanto dichiarato da Juncker a settembre, peccato che quei soldi l’Italia non li ha ricevuti materialmente, si tratta sempre di soldi dell’Italia stessa che L’Europa ha gentilmente concesso di spendere. L’italia che deve chiedere all’Europa quanto e se può spendere è un’altra di quelle follie difficile da accettare. Le regole sono regole ma le follie sono follie…

In sostanza le considerazioni di Travaglio e Feltri più che notizie, fatti e valutazioni giornalistiche sono semplici opinioni e pregiudizi di parte. Renzi, in pratica, è intrappolato nella legge di Antoine: Se sta zitto è servile e colluso con i poteri forti, fa parte della “casta”, quindi gli tirano le pietre. Se, invece parla e non si sottomette gliele tirano comunque perchè lo fa solo per interesse personale e per vincere il referendum costituzionale. Questa legge è stata applicata alle europee, al referendum sulle trivelle ecc. A Travaglio e Co. piacerebbe un governo di Barbari (come si autodefinisce Grillo) che dice di No a tutto e ovunque passa nulla cresce più. In questo modo il popolo potrebbe continuare a essere manipolato e a assere una melassa becera e incazzata di cliccatori, retweettatori, bufalari e pseudo complotti. Tanto Grillo, Travaglio e Co. continuerebbero a fare la vita da benestanti, liberi di pensare che se vince il NO non cambia nulla, già, per loro che guadagnano più di Renzi spalando fango…

 

 

 

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