Le stupide follie del Fatto sul quesito referendario

quesito-referendarioAl Fatto Quotidiano la macchina del fango sta girando a pieno regime. In redazione lavorano come fossero alla catena di montaggio di “Tempi moderni” e sfornano fango a più non posso. Una delle cose che li ha mandati in bestia, tanto da farli saltare sulle tastiere e agitarsi come scimmie urlatrici,  è stata la presentazione di Renzi del quesito referendario durante la trasmissione “Otto e Mezzo”. A fare da contraltare a Renzi c’era Travaglio, il quale non si era scomposto più di tanto e si era concentrato a scalare gli specchi per dimostrare che le cose che vi erano scritte erano false. In redazione, però, i fattoni sentono le dichiarazioni di Brunetta del giorno dopo e subito colgono l’idea: “il quesito referendario è uno spot pubblicitario al Sì”. Dato che, però, fare pubblicità non è abbastanza negativo, ecco che i geni della redazione ci mettono il carico: “Il quesito del referendum, una truffa ai danni dei cittadini”.

Il quesito referendario recità così:

Approvate voi il testo della legge costituzionale concernente ‘Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione’ approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?

Chi ha deciso il testo del quesito?
Il testo del quesito referendario era conosciuto da agosto, eppure i fattoni non se ne sono mai lamentati, e questo non per via di una svista, ma per pura strategia di propaganda: parlarne ad agosto non sarebbe servito a nulla e avrebbe bruciato l’argomento, parlarne ora, invece, torna di certo più utile, anche perchè gli appigli e le argomentazioni del fronte del NO cominciano a scarseggiare. Secondo i fattoni, comunque, il quesito è stato formulato in modo da truffare i cittadini, perché dipinge in toni favorevoli il contenuto della riforma. Per dare forza a questa mega stupidaggine i fattoni si avvalgono della collaborazione del professore di filosofia del diritto Luigi Ferrajoli.

Il testo del referendum viene ratificato dalla corte di cassazione, non da un minidirettorio grillino…La forma è stata decisa seguendo le disposizioni previste dalla legge 352 del 25 maggio del 1970 che regola i referendum.

Dato che Renzi segue le regole e rispetta la legge, l’unica alternativa è dire che è la legge 352 a essere sbagliata (anticostituzionale fa più rumore). Infatti il professore dice:

La truffa, a me pare, rivela perciò, quanto meno, l’incostituzionalità dell’art. 16 della legge n. 352 del 25 maggio 1970

All’articolo 16 dice che  sulla scheda deve essere presente l’elenco degli articoli che sono stati modificati (47 nel caso dell’attuale riforma) oppure il nome della legge. Il professor Ferrajoli dice che sul quesito si sarebbe dovuto imporre la pubblicazione dell’intero testo della legge sottoposta all’approvazione popolare. In pratica l’elettore il 4 dicembre si troverebbe di fronte a un libricino, e prima di votare dovrebbe leggerlo tutto (impiegherebbe ore). Questo avrebbe causato solo che in una giornata avrebbero votato in 10 per ogni seggioe ciò a svantaggio netto del Sì, in quanto è intenzionato a votare No non la leggerebbe nemmeno la riforma. La cosa stupida, poi, è che se il cittadino si studia la legge a casa prima di votare (come tra l’altro dovrebbe fare) il risultato è che pubblicare migliaia di libricini servirebbe solo a far aumentare a dismisura costi, tempi e spreco di carta.

Le stupidaggini del professore (si anche loro le dicono, fidatevi…) sono così grandi che quasi fanno sorridere. Insomma, se a dire certe cose è il Fatto Quotidiano la cosa non stupisce nessuno, ormai abbiamo imparato a conoscerli, ma se a dirle è un professore di filosofia del diritto allora davvero si spiega il perchè del gap e dell’inferiorità dei nostri studenti a confronto con gli studenti europei.

 

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