L’italicum e i 15 baccucchi che sentenziano follie

Che volete farci, noi siamo quelli che offendono, quelli indegni e quindi ecco il perchè della scelta del titolo. Ma noi siamo anche quelli che, a differenza dei centinaia (falsi)giornalisti e di politici ridicoli che affollano il panorama italiano (deturpandolo), cerchiamo di di riflettere e usare il cervello,  in particolare la logica. Con questo articolo non intendiamo delegittimare certo la corte costituzionale, ma solo invitare i lettori a riflettere sugli avvenimenti in modo, per quanto possibile, disinteressato .

Dopo aver tenuto sulle spine governo e paese per mesi, la consulta il 25 gennaio del 2017 ha finalmente emanato il suo verdetto sulla costituzionalità dell’italicum, la legge elettorale approvata dal parlamento (con voto di fiducia) il 4 maggio del 2015 e firmata  dal presidente della repubblica (quindi diventata legge) Sergio Mattarella il successivo 6 maggio.

Già qui, come potete notare, ci troviamo di fronte alle prime anomalia: Il parlamento approva con voto di fiducia, come fosse una manovra finanziaria, la legge che norma l’elezione di coloro che governeranno il paese. Come a dire: “fidatevi che noi del PD (solo noi del PD) abbiamo ragione, quindi o votate a favore o fate cadere il governo”. Ma non è finita qui, perchè la legge viene addirittura firmata dal presidente della repubblica e quindi diviene legge applicabile e operativa a tutti gli effetti. Dopo quasi un anno, però, la corte senile costituzionale, con le tempistiche che la contraddistinguono (e che il mondo ci invidia), decide di azzopparla, ma allo stesso tempo di dichiararla “suscettibile di immediata applicazione”.

Ora, anche un bambino delle scuole medie a questo punto direbbe: “scusate, ma non si poteva valutare prima di approvarla e renderla legge effettiva?” e ancora “Scusate ma se è incostituzionale, perchè è immediatamente applicabile?”. In pratica è come se il cuoco di un ristorante cucinasse un nuovo piatto sperimentale e lo facesse mangiare ai suoi clienti i quali lo mangiano senza fare domande. Solo dopo essersi abbuffati, i clienti si recano da un medico (i furboni) il quale, dopo un anno dice: “guardate che il piatto che avete mangiato l’anno scorso era nocivo, ma tolto il cianuro potete mangiarlo”. I clienti, nel frattempo in parte deceduti, ringraziano pure il medico.

La consulta era chiamata a valutare la legittimità del ballottaggio, del premio di maggioranza, dei capilista bloccati e delle multicandidature con l’opzione del candidato di scegliere in quale collegio essere eletto. Alla fine ha deciso di eliminare il ballottaggio e la scelta del collegio inserendovi il sistema di sorteggio.

Giornalisti, politici e pseudo tali, nel corso di un anno si sono sbizzarriti in pronostici, retroscena e fanta teorie. In molti (esempio quelli del Fatto Quotidiano) puntavano sull’incostituzionalità del premio di maggioranza e sui capilista (i nominati). “L’italicum è peggio del porcellum” “crea un parlamento di nominati” dicevano. Beh, la corte ha spiazzato tutti perchè non solo ha legittimato tutti i punti maggiormente criticati, ma ha paradossalmente eliminato “solo” il ballottaggio che però viene utilizzato in molti paesi esteri (es. la Francia) e anche in Italia per le elezioni comunali dei sindaci.

Secondo la logica è il buon senso si sarebbe portati a pensare che la scelta di fronte al quale si sia trovata la consulta fosse fra legge costituzionale (utilizzabile e legale) e legge incostituzionale (inutilizzabile e illegale), ma siamo in Italia e, come è tipico del nostro paese, le cose sono più complesse. La consulta infatti dice che la legge è parzialmente incostituzionale (che vuol dire lo sanno solo loro), e che può comunque essere utilizzabile (immediatamente). La legge è incostituzionale ma si può usare lo stesso, basta togliere il ballottaggio. Una follia.

Il ballottaggio era uno dei cardini dell’italicum, in quanto era lo strumento che garantiva la vittoria univoca e netta di una delle due liste che “arrivavano in finale” dopo la fase eliminatoria. Come si fa a stabilire che eliminando uno dei pilastri la legge resti comunque utilizzabile? E’ come se un automobile fosse dichiarata illegale perchè troppo larga ma comunque utilizzabile e libera di circolare dopo qualche martellata sulle fiancate per ridurne il volume. Molti ignoranti dopo la sentenza scrivono che la consulta, con l’eliminazione del ballottaggio, ha trasformato l’italicum in una legge proporzionale. Ma l’italicum era già una legge proporzionale con o senza ballottaggio. Il correttivo in senso maggioritario era determinato dal premio di maggioranza e non certo dal ballottaggio. Eliminando quest’ultimo si impedisce solo la vittoria netta di una partito in favore di un parlamento caotico e di un governo condizionato da piccoli partiti e inficiato da accordi sotto banco e inciuci.

Perchè il ballottaggio non va bene lo si leggerà nelle motivazioni che saranno rese note con i tempi tipici della consulta senile. Ma facendo qualche semplice considerazione, in un paese in cui si parla di inserire il vincolo di mandato che di fatto rende inutile il parlamento;  in cui sindaci firmano contratti che prevedono sanzioni economiche con aziende private; in cui il leader occulto di un movimento politico emana un editto bulgaro che toglie il diritto di parola; a essere anticostituzionale è un semplice ballottaggio da usare in caso nessuna forza avesse raggiunto il 40%?

Naturalmente la maggior parte dei politici e di giornalisti oggi si divertono nel “io l’avevo detto” (esempio Roberto Speranza), senza soffermarsi a pensare e a valutare con un minimo di attenzione e senso logico.

 

Ma si sa che il livello dei nostri politici è quello che è, e riguardo a Speranza aveva, e ha, ragione Giachetti quando gli disse: “hai la faccia come il culo”.

Come detto all’inizio, non si vuole offendere la consulta, ma cosa ce ne facciamo di una corte che impiega un anno per decidere se una legge elettorale è incostituzionale e dopo averlo fatto in realtà non decide facendo più danni di quelli che avrebbe fatto la legge stessa (si presume…). La consulta non ha fatto altro che aggiungere ulteriore confusione al terribile caos italiano. Bastava dichiarare la legge incostituzionale, quindi inutilizzabile e rimettere la questione al parlamento.

Ma, come si suol dire: “non tutti i mali vengono per nuocere” alla fine la consulta, eliminando il ballottaggio, ha tolto ai grillini un grande vantaggio che poteva consentire loro anche di vincere le elezioni, motivo per cui Grillo e i suoi adepti cercavano disperatamente e opportunisticamente di andare al voto con l’italicum che prima avevano osteggiato con forza. Meno male, almeno qualcosa di buono ne è uscito…

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