Ma cos’è questo Global Compact? E perchè ci sono polemiche?

Come accade (troppo) spesso, nel nostro paese si polemizzare sempre su tutto, come fosse un’attività sportiva, e quindi capita frequentemente di avere politici che fanno propaganda contro giornalisti e media che pensano solo a usare il megafono e l’evidenziatore senza, però, spiegare e informare i cittadini.

Uno degli argomenti oggetti di polemica di questi giorni è il tanto discusso Global Compact for migration, ma che cos’è, e soprattutto perchè e oggetto di vituperate polemiche spesso ridicole?

In premessa va ricordato che il presidente del consiglio Giuseppe Conte il 26 settembre 2018, parlando di fronte alla platea del’ONU disse che l’italia avrebbe sostenuto il Global Compact for migration.

Successivamente, alcuni politici, senza avere nemmeno letto il documento, cominciano a strumentalizzare e spare a zero sul Global Compact, definendolo illegittimo e disastroso per l’Italia. Una su tutte la leader di Fratelli D’Italia Giorgia Meloni:

Dopo la Meloni arriva anche Matteo Salvini che condividendo e dando seguito alle paure della Meloni prima dice questo in conferenza stampa

E poi in parlamento, come suo solito, detta la linea al governo infischiandosene di quanto detto e fatto dal presidente del consiglio.

A questo punto Giuseppe Conte nel suo ruolo di perfetto figurante rettifica parzialmente quanto da lui detto in precedenza

Ora, cerchiamo di capire che cos’è questo Global compact e soprattutto cosa prevede:

Il Global Compact for migration è un documento programmatico che contiene delle linee guida non vincolanti inerenti il fenomeno migratorio.

A questo link potete leggere il testo originale, mentre sotto potete leggere i punti saliente e programmatici che abbiamo tradotto.

 

Centrato sulla persona: il Global Compact ha una forte dimensione umana, relativa all’esperienza di migrazione stessa. Promuove il benessere dei migranti e dei membri delle
comunità nei paesi di origine, di transito e di destinazione. Di conseguenza, il Global Compact pone gli individui al centro

Cooperazione internazionale: il Global Compact è una struttura cooperativa non giuridicamente vincolante che riconosce che nessuno Stato può affrontare la migrazione da solo a causa della natura intrinsecamente transnazionale del fenomeno. Questo Richiede un dialogo internazionale, regionale e bilaterale. La sua autorità si basa sulla sua natura consensuale, sulla credibilità, proprietà collettiva, implementazione congiunta, follow-up e revisione.

Sovranità nazionale: il Global Compact ribadisce il diritto sovrano degli Stati di determinare la loro politica migratoria nazionale e la loro prerogativa di governare il fenomeno migratorio all’interno della loro giurisdizione, in conformità con il diritto internazionale. All’interno della loro giurisdizione sovrana, gli Stati possono distinguere tra lo status di migrazione regolare e irregolare, determinando il loro potere legislativo e le
misure politiche per l’attuazione del Global Compact, tenendo conto delle diverse
realtà, politiche, priorità e requisiti nazionali per l’ingresso, la residenza e il lavoro, in
conformità al diritto internazionale.

Stato di diritto e processo equo: il Global Compact riconosce che il rispetto dello stato di diritto, il giusto processo e l’accesso alla giustizia sono fondamentali per tutti gli aspetti della governance della migrazione. Questo significa che lo Stato, le istituzioni e gli enti pubblici e privati, nonché le persone stesse sono responsabili di leggi pubblicamente promulgate, ugualmente applicate e  coerenti con il diritto internazionale.

Sviluppo sostenibile: il Global Compact è fissato nell’Agenda 2030 per la sostenibilità e lo
sviluppo e si basa sul riconoscere che la migrazione è una realtà multidimensionale di grandi dimensioni e rilevanza per lo sviluppo sostenibile dei paesi di origine, di transito e di destinazione, e che richiede risposte coerenti e esaurienti. La migrazione contribuisce allo sviluppo positivo dei risultati e alla realizzazione degli obiettivi dell’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, specialmente quando è gestito correttamente. Il Global Compact mira a sfruttare il potenziale di migrazione per il raggiungimento di tutti gli obiettivi di sviluppo sostenibile, nonché l’impatto che il suo successo avrà sulla migrazione in futuro.

Diritti umani: il Global Compact si basa sulla legge internazionale sui diritti umani e sostiene i principi di non regressione e non discriminazione. Implementando il Global Compact, si garantisce la protezione e rispetto dei diritti umani di tutti i migranti, a prescindere del loro stato di migrazione, in tutte le fasi del ciclo di migrazione. Riaffermiamo anche il impegno a eliminare tutte le forme di discriminazione, tra cui il razzismo, la xenofobia e intolleranza contro i migranti e le loro famiglie.

Responsività di genere: il Global Compact garantisce che i diritti umani di donne, uomini, ragazze e i ragazzi vengano rispettati in tutte le fasi della migrazione, che i loro bisogni specifici siano correttamente compresi, indirizzati e abilitati come agenti di cambiamento. Allinea l a prospettiva di genere, promuove l’uguaglianza di genere e l’emancipazione di tutte le donne e ragazze, riconoscendo la loro indipendenza e leadership al fine di evitare  dal rivolgersi alle donne migranti solo attraverso il vittimismo.

Child-sensitive: il Global Compact promuove gli obblighi legali internazionali esistenti in relazione ai diritti del bambino, e sostiene il principio di garanzia dell’interesse del bambino in ogni momento, come condizione primaria in tutte le situazioni riguardanti i bambini nel contesto di migrazione internazionale, compresi i minori non accompagnati e separati.

Approccio globale: il Global Compact ritiene che la migrazione sia una
realtà multidimensionale che non può essere affrontata da un solo settore della politica governativa. A sviluppare e attuare politiche e pratiche migratorie efficaci, è necessario che l’intero governo garantisca la coerenza delle politiche orizzontali e verticali in tutti i settori e livelli di governo.

Approccio di tutta la società: il Global Compact promuove un’ampia partecipazione attraverso una partnership multipla, per affrontare la migrazione in tutte le sue dimensioni includendo migranti, diaspore, comunità locali , società civile, mondo accademico, settore privato, parlamentari, sindacati, Istituzioni nazionali per i diritti umani, i media e altre parti interessate nella governance della migrazione.

Obiettivi per una migrazione sicura, ordinata e regolare

(1) Raccogliere e utilizzare dati precisi e disaggregati da usare come base per politiche basate su evidenze reali.
(2) Ridurre al minimo i fattori avversi e strutturali che costringono le persone a lasciare il loro Paese d’origine.
(3) Fornire informazioni accurate e tempestive in tutte le fasi della migrazione.
(4) Garantire che tutti i migranti abbiano la prova dell’identità legale e della documentazione adeguata.
(5) Migliorare la disponibilità e la flessibilità dei percorsi per la migrazione regolare.
(6) Agevolare il reclutamento equo ed etico e salvaguardare le condizioni che garantiscono un lavoro dignitoso.
(7) Affrontare e ridurre le vulnerabilità nella migrazione.
(8) Salvare vite umane e stabilire sforzi internazionali coordinati sui migranti dispersi.
(9) Rafforzare la risposta transnazionale al contrabbando di migranti.
(10) Prevenire, combattere e sradicare la tratta di persone nel contesto della migrazione internazionale.
(11) Gestire le frontiere in modo integrato, sicuro e coordinato
(12) Rafforzare la certezza e la prevedibilità delle procedure di migrazione in modo appropriato.
(13) Utilizzare la detenzione migratoria solo come misura di ultima istanza e lavorare a soluzioni alternative.
(14) Migliorare la protezione, l’assistenza e la cooperazione consolari in tutto il ciclo della migrazione.
(15) Fornire l’accesso ai servizi di base per i migranti.
(16) Responsabilizzare i migranti e le società a realizzare la piena inclusione e la coesione sociale.
(17) Eliminare tutte le forme di discriminazione e promuovere un discorso pubblico basato su evidenze per modellare le percezioni della migrazione
(18) Investire nello sviluppo delle competenze e facilitare il riconoscimento reciproco delle competenze e delle qualifiche
(19) Creare condizioni per i migranti e le diaspore atte a contribuire pienamente alla loro sostenibilità e lo sviluppo in tutti i paesi.
(20) Promuovere il trasferimento più rapido, più sicuro ed economico dei rimpatri e favorire l’inclusione economica dei migranti
(21) Cooperare nel facilitare il ritorno sicuro e dignitoso e la riammissione, nonché
reintegrazione sostenibile
(22) Stabilire meccanismi per la portabilità dei diritti di sicurezza sociale e dei benefici guadagnati
(23) Rafforzare la cooperazione internazionale e i partenariati globali in modo sicuro, ordinato e regolare.

Noi ovviamente ci asteniamo dal dare un’opinione nel merito. Ci limitiamo solo evidenziare le parti del testo che smentiscono i timori di Salvini e della Meloni e quanto da loro paventato. Il Global Compat non prevede alcuna cessione di sovranità, nè prevede l’accettazione di regole e leggi non votate dal parlamento quindi dai cittadini. Lasciamo ai lettori ogni ulteriore considerazione

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