Ma se facessero fuori Renzi #Travaglio e #Grillo sarebbero i mandanti morali?

sofri

Oggi il Fatto Quotidiano è quasi interamente dedicato ad Adriano Sofri e alla pretestuosa e retorica polemica sorta dopo l’invito ricevuto da quest’ultimo, da parte del ministro della giustizia Orlando, a partecipare come consulente competente a UNO dei tavoli di discussione della riforma del sistema penitenziario.

Travaglio, come è suo solito fare, si cimenta in uno dei suoi tipici editoriali parziali (anche da un punto di vista dei contenuti) e privi di qualsiasi valore  o intento giornalistico, al solo scopo di diffamare e screditare la “vittima quotidiana”. In molti si sono stupiti e hanno ridicolizzato le parole di Travaglio, come ad esempio l’attore, regista e drammaturgo Ascanio Celestini (vedere qui). L’articolo interno del Fatto Quotidiano  invece è stato affidato a Gianni Barbacetto, anche lui  poco distante dal suo direttore. Qui parte la prima domanda diciamo tecnica: ma che senso ha pubblicare due articoli con il medesimo punto di vista? Per dare maggiore valenza alle parole di uno dei due autori? o perchè “tu is meli che uan” come diceva Accorsi in una pubblicità?

Per quanto riguarda la polemica in oggetto, e’ sbagliato, inutile, scandaloso o moralmente sbagliato sentire il parere di un uomo giudicato esperto della vita carceraria perchè ne è stato protagonista come ospite, come studioso, come critico e come giornalista?

Senza voler fare una lunga e inutile ripresa  della vicenda legata alla condanna di Sofri e all’omicidio Calabresi (non se ne sente alcun bisogno poichè è un argomento ampiamente trattato da molti),  ci teniamo  comunque a precisare alcune cose che ci sembrano importanti e fondamentali:

1) la vicenda che vede coinvolto Adriano Sofri come mandante del omicidio del Commissario Calabresi  In totale è durata circa 12 anni con 15 sentenze e 8 processi (uno di revisione) e Sofri ha ricevuto quattro condanne, due annullamenti, un’assoluzione e una conferma. Questo tanto per far capire quanto folle, inefficiente e inconcludente sia in certi casi il sistema giudiziario italiano.

2) Tutti i processi non si sono MAI basati su prove o riscontri certi o inconfutabili, ma solo sulle affermazioni di Leonardo Marino (ex-militante di Lotta Continua) il quale disse, attraverso una serie di dichiarazioni e confessioni avvenute principalmente in caserme e inizialmente mai verbalizzate,  che uno dei mandanti dell ‘omicidio Calabresi fu Adriano Sofri. Ora, premesso che definire mandante uno che non ha pagato ne non ha organizzato l’omicidio è alquanto assurdo, definire Adriano Sofri mandante solo perchè, in sostanza, ne parlava male suscita anche un po’ d’ilarità… Secondo questa logica, non sarebbe plausibile, in caso un folle uccidesse Renzi, pensare  che Travaglio e Grillo siano i mandanti morali perchè ne parlano male e lo attaccano quotidianamente?

3) Adriano  Sofri non  hai mai fatto richiesta di Appello ne di grazia. A chiederla  fu il presidente della Repubblica Ciampi nel 1997 e indovinate chi si oppose e disse no: “l’amico” di Travaglio Giancarlo Caselli, quello della mancata perquisizione del covo di Riina e che il presidente del senato Grasso ne ha ridimensionato non poco meriti e attività. Fra i tanti “cattivi maestri” a fare parte degli innocentisti  che credono nell’innocenza di Adriano Sofri ci sono Dario Fo (Travaglio, Dario Fo…) don Luigi Ciotti, Massimo D’Alema, Walter Veltroni, Piero Fassino, Ferdinando Imposimato Marco Pannella ecc. Anche numerosi esponenti della cultura e dell’arte come Francesco Guccini, Vasco Rossi, Adriano Celentano, Jovanotti, Gianna Nannini, Paolo Hendel, Toni Capuozzo, Emmanuelle Béart, Manuel Vázquez Montalbán, e tanti altri.

4)Adriano Sofri non sfruttò problemi di salute per uscire dal carcere come insinua Travaglio in modo subdolo mistificatorio. Sofri venne colpito dalla sindrome di Boerhaave, una malattia piuttosto rara che gli causò la rottura di cinque centimetri dell’esofago. Sofri venne soccorso, tracheotomizzato e posto in coma farmacologico, dopo una delicata operazione chirurgica. A causa delle gravi condizioni di salute, che gli hanno imposto un lungo ricovero all’ospedale “Santa Chiara” di Pisa, gli fu concessa la sospensione della pena, tramite provvedimento di differimento dell’esecuzione della pena per motivi di salute. IL TUTTO DURO’ CIRCA 6 MESI…

5)Adriano Sofri ha Scritto cose di alto valore, non certo come Travaglio, e non ha mai dovuto pagare o rispondere in tribunale per ciò che ha affermato o scritto (a differenza di Travaglio). Nel 2006, come segno di sostegno, ottenne addirittura 23 voti in occasione dell’elezione del presidente della Repubblica.

6) Non è vero, come scrive Travaglio, che Sofri ha scontato solo 7 anni di carcere. Sofri ha scontato 15 anni (fu condannato a 22) di cui 9 in carcere e 7 in semilibertà e arresti domiciliari. Certo per Travaglio avrebbe dovuto essere torturato e vessato come Stallone in “Sorvegliato Speciale”  o Kevin Bacon in “Alcatraz l’isola dell’ingiustizia” ma per fortuna non è stato così anche grazie al fatto che la nostra, con tutte le note e risapute criticità, tenta, di essere una società civile che mira non tanto alla “punizione” ma al recupero di coloro che si sono macchiati di un reato.

Per concludere a noi pare che tutta questa polemica sorta per una semplice consulenza ci appare pretestuosa e fine a se stessa, dettata da pregiudizi e ignoranza che, nel caso di Travaglio, sfociano in cattiveria infantile e meschina.

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