Ma sono preposti a proteggere e servire o a offendere e diffamare?

maccari-profughiIl sindacato di polizia C.O.I.S.P, quello guidato da un individuo alquanto strano di nome Franco Maccari, resosi famoso (nonché  fiero e orgoglioso) per aver organizzato la protesta sotto il comune dove lavorava la mamma di Aldrovandi in favore dei poliziotti che avevano ucciso suo figlio e per aver querelato la madre, il sindaco di Ferrara e Ilaria Cucchi (bella gente insomma)

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Mentre muoiono centinaia, migliaia se guardiamo indietro solo di qualche mese, di persone che hanno l’unica colpa di fuggire dalla guerra e inseguire una spesso vana speranza; mentre in Europa si fanno vertici e si studiano soluzioni per affrontare la questione dei profughi; e come se non bastasse, mentre si celebra il 25 Aprile. Al C.O.I.S.P hanno la bella idea di postare la foto/bufala, accompagnata da un commento che definire irrispettosi è poco.

Naturalmente la legione di imbecilli (copyright Umberto Eco) che popola i social network subito condivide e si scatena nella solito tsunami di commenti razzisti e disumani.

A provare che il naufragio della foto sia autentico ci pensano i giornalisti (quelli veri naturalmente, non certo quelli de Il Giornale che invece hanno condiviso la bufala) che pubblicano il video del naufragio dimostrando la veridicità e l’autenticità della foto che si riferisce a un intervento di soccorso in mare risalente al 2015.

Naturalmente l’indignazione comincia a diffondersi fino ad arrivare al presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani Luigi Manconi, il quale prontamente stigmatizza il comportamento di una sindacato che dovrebbe rappresentare uomini preposti a proteggere e servire, e non certo offendere e diffamare.

Non era necessario quell’umorismo dozzinale  per avere conferma che il Coisp è un sindacato necrofilo. Viene da dire: lasciate che i morti seppelliscano i morti

Anche altri sindacati prendono le distanze. Daniele Tissone, segretario del sindacato Silp-Cgil:

Sarcasmo fuori luogo e inaccettabile, la maggioranza dei poliziotti è distante da atteggiamenti e battute di questo tipo. Un atteggiamento decisamente fuori luogo che offende in primo luogo le migliaia e migliaia di vittime di un tragico esodo, figlio delle guerre e della povertà. La stragrande maggioranza degli operatori di polizia è impegnata in prima linea per salvare vite e, per tale motivo, riteniamo, come Silp Cgil, di condannare chiunque posti o retwitti foto che sono, peraltro, delle autentiche bufale, messe in giro ad arte per alimentare sentimenti di autentica intolleranza”

Lorena La Spina, segretaria nazionale dell’Anfp.

Sono sconfortata. Si può liquidare il problema della foto rilanciata ieri su twitter come uno dei tanti “piccoli equivoci senza importanza”, ma questo goffo tentativo di sviare l’attenzione dal deprecabile messaggio che a quella immagine ed alle domande che sarcasticamante la corredano è indissolubilmente collegato, non muta la sostanza dell’accaduto. Pubblicare, postare, twittare un’immagine significa, infatti, appropriarsi del suo significato

L’individuo immeritatamente essere vivente di nome Franco Maccari prova a giustificare e, come spesso accade in questi casi, non fa che peggiorare le cose. A volte un semplice e breve “chiediamo scusa”, accompagnato da un lunghissimo e dignitoso silenzio, sarebbero la scelta più saggia, invece Maccari preferisce rincarare la dose

È una foto come tante che gira su Internet da mesi, ogni domenica pubblichiamo una serie di foto. Ma ormai siamo arrivati alla fobia. Come al solito si tende a costruire un caso sul nulla. Abbiamo solo preso un’immagine. La didascalia non l’abbiamo scritta noi perché era già sulla foto che ritraeva uno sbarco di migranti siriani. Migranti salvati quotidianamente anche dai poliziotti. Quindi è evidente che noi facciamo un servizio di soccorso e non solo ironia. Francamente non penso che potranno metterci sulle spalle l’etichetta di razzisti. Sono davvero perplesso

L’unica cosa che ci auguriamo e che Maccari abbia la sfortuna di ritrovarsi nella stessa condizione di coloro che, secondo il pensiero espresso dalla fato, ci prendono in giro, magari per una viaggio premio obbligato. In quel caso però non avrebbe diritto d’asilo in quanto sarebbe una migrazione per incapacità di intendere e capire, cosa che come si sa, si tende a curare in una clinica.

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