Monina: Fabian Chi? Io tifo Nesli!

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Michele Monina: l’unico uomo al mondo in grado di scrivere 14 libri in un solo anno (immaginatevi la qualità); che nella sua bibliografia vanta “opere” come la biografia di Costantino Vitagliano (Costantino e l’impero, mmm che titolo…) quella su Miley Cyrus e una dal titolo “io odio Fabri Fibra”; ma che non si/ci risparmia scrivendo libri sulla vittoria dei 5 stelle, su Saviano (poverino lui poteva lasciarlo stare) e udite udite, uno sul calciatore Ibrahimovic (“Un fenomeno di nome Ibra” e abbiamo coperto pure il calcio). In pratica Monina è il classico critico, un po’ giornalista, un po’ opinionista, un po’ storico, un po’ politico, ma in realtà molto nulla. Uno alla Zazzaroni e roba così per intenderci…

Monina, sulla pravda grillina on-line, scrive questo “pezzo” (ricordiamo che li chiamiamo pezzi per una ragione ben precisa) in cui comincia facendo a pezzi Carlo Conti dicendo che:
– è arso vivo dalle lampade
– uno che fa battute che non fanno ridere e che però ride nel farle.
– non particolarmente acculturato, anzi, più decisamente tendente all’ignorante che al colto.
– uno che tira fuori gli slogan delle pubblicità o le frasi da Bacio Perugina
– dice idiozie immonde
– se deve far colpo su una ragazza cita le canzoni dei Modà o i libri di Fabio Volo
Argomentazioni, bisogna riconoscere, degne del premio della critica giornalistica. Anche se, sarà una nostra nostra impressione, ma lo scolaretto un po’ saccente ma tanto ignorante e poco lucido;  l’invidioso, rosicone e pure bruttino;  quello insomma un po’ grillino (sinonimo di tutti i precedenti aggettivi) a noi pare essere proprio Monina.
Dopo Carlo Conti, seguendo la tecnica delle fattucchiere del fatto quotidiano, Monina cambia bambolina da infilzare e passa a Lara Fabian:
“In molti, se non in tutti, abbiamo detto: e chi cavolo è Lara Fabian, correndo poi su Wikipedia per cercare di colmare un vuoto. (…) Solo che a leggere la biografia di Wikipedia non è che il gap culturale tra noi e un momentaneamente in vantaggio Carlo Conti si fosse esattamente colmato. Anzi, la domanda su chi cacchio fosse Lara Fabian è rimasta ancorata in noi come una tenia.
Monina prosegue  ironizzando sulle origini belga e sulla naturalizzazione canadese – roba degna, forse, a stento di uno becero leghista xenofobo – e con altre stupidaggini che non ci va di commentare.
Quello che invece facciamo è invitare i lettori a leggere la pagina wikipedia della Fabian e a confrontarla, ad esempio, con quelle di Emma Marrone, di Annalisa o di Chiara (ma anche di altri cantanti). Magari si scopre che, a differenza di queste ultime – prodotti tipici targati talent show fillippiani a stento conosciute e apprezzate in Italia – la Fabian ha avuto un carriera tutt’altro che insignificante e che, a differenza del 90% delle “cantanti” italiane, lei compone e scrive i suoi brani vantando riconoscimenti come il World Music Awards per due milioni di copie vendute, il premio Juno Awards (la cui giuria non è farlocca come le nostre ma composta da esperti dell’Accademia canadese delle arti e delle scienze), un disco d’oro e tre di platino (e molti altri).
Magari si scopre che la Fabian è una di quelle che “se l’è sudata” fin da bambina, che non è stata semplicemente “lanciata” come avviene da noi persino con le suore canterine… E in ultimo, ma non per importanza, ora si autoproduce  pure gli album (vedi l’ultimo “le secret”), cosa per le nostre voci impensabile.
A questo punto la domanda nasce spontanea: ma a Monina – l’uomo dei 14 libri in un anno che scrive anche (soprattutto) mentre siede sulla tavoletta del wc, che ne ha per tutti  e non fa sconti a nessuno –  chi piace? per chi tifa Monina? su quale cantante punta?
Beh, lo dice lui stesso qui Lui fa il tifo per Nesli: uno che, con tutto il rispetto, si racconta che a 17 anni, affascinato dalle armi, compra una pistola (dove cazzo la compra non si sa) spara a un amico riducendolo in fin di vita e si becca 6 mesi (solo?) di riformatorio. 
a si, per non parlare del fatto che, pensate un po’, è il fratello di Fabri Fibra! Si, quello del libro di Monina “Io odio Fabri Fibra” a cui bisognerebbe aggiungere come sottotitolo “ma amo suo fratello”.

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