Per Travaglio adesso i riscatti e le passerelle vanno bene

Il caso riguardante la liberazione della giovane cooperante Silvia Romano è diventato, come avviene sempre, terreno di scontro politico e giornalistico. E come avviene altrettanto frequentemente opinioni e dichiarazioni vengono ribaltate a seconda della convenienza, dell’appartenenza e del servilismo politico.

Come da copione e in ossequio al peggior giornalismo fazioso e ipocrita, ieri abbiamo assistito al solito doppiopesismo targato Travaglio:

Nel suo editoriale del 12 maggio dal titolo i senza vergogna Travaglio scrive che i fondi dei servizi segreti servono per pagare i riscatti:

Poi c’è la questione del riscatto, probabilmente pagato dai nostri servizi segreti con fondi riservati (che servono anche a questo) dietro autorizzazione del delegato del governo agli 007: il premier Conte.

La sera stessa, ospite a “otto e mezzo” Travaglio ripete il concetto:

Bisogna ricordare che i governi di centrodestra e di centrosinistra hanno sempre pagato riscatti per liberare gli ostaggi. Vorrei capire dov’erano i leghisti, i forzisti, gli altri esponenti di centrodestra che ora protestano, quando all’epoca stavano nel governo Berlusconi, che pagava i riscatti, foraggiando addirittura proprio quelle forze terroristiche che noi stavamo combattendo con il nostro esercito in Iraq e in Afghanistan

Travaglio giustifica il pagamento del riscatto per la liberazione di Silvia Romano dicendo che è la prassi seguita tutti, che è normale e che i fondi ai servizi segreti servono anche a quello. Già, peccato che nel 2015, quando a pagare il riscatto fu il governo Renzi Travaglio la pensasse in modo leggermente diverso:

Li foraggiammo anche lautamente pagando il riscatto per tutti gli ostaggi italiani che, diversamente da quelli degli altri paesi, venivano quasi sempre liberati. La cosa s’è ripetuta l’anno scorso, quando il governo Renzi regalò 11 milioni a un signore della guerra siriano in cambio delle cooperanti Greta e Vanessa.

Se paga Conte è normale perché così si è sempre fatto, ma quando a pagare fu Renzi allora il discorso cambia, in quel caso si trattò di un regalo di stato a un signore della guerra siriano. In realtà, se proprio vogliamo, nei due casi una differenza c’è: Conte ha dato 4 milioni a un gruppo terrorista islamico mentre il governo Renzi diede 11 milioni ai ribelli che combattevano il macellaio Assad che uccise più di 600 mila persone.

Il caso di Vanessa e Greta poi è emblematico perché mentre oggi Silvia Romano è una povera ragazza da compatire e rispettare, che si è convertita sotto pressione psicologica -anche se lei stessa dice di averlo fatto liberamente e senza costrizioni – le due cooperanti Greta e Vanessa vennero letteralmente diffamate dal Fatto Quotidiano che le dipinse addirittura come collaboratrici e complici dei combattenti ribelli anti Assad, cosa ovviamente falsa e che noi denunciammo con forza (leggere qui e quest’altro articolo). Allora ci furono le stesse polemiche indegne: molti l’avranno dimenticato ma Gasparri disse persino che le due cooperanti fecero sesso consenziente con i rapitori.

Il doppiopesismo si evidenzia anche sulla questione passerelle. Oggi per Travaglio è normale che un governo accolga una ragazza tenuta prigioniera per un anno e mezzo, e ricorda le passerelle Berlusconi. Peccato che quando a farne una fu Maria Elena Boschi Travaglio la pensasse diversamente e non perse occasione per denigrarla e ridicolizzarla in uno dei suoi monologhi a “servizio pubblico”, e anche in questo caso la nostra critica fu dura e netta . Se le passerelle le fanno Conte, Di Maio e Bonafede (arrivo ciampino di Battisti) è cosa buona e giusta ma quando a farla fu l’odiata Maria Elena Boschi allora è tutta un’altra storia.

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